Ankara rimanda a fine 2013 lo stop ai prodotti ottenuti da latte crudo –

Il governo turco ha

Contrordine, la Turchia riammette l’import dei formaggi italiani

GranaT

Il governo turco ha deciso di rimandare a fine 2013 le nuove norme per le importazioni, che limitano l’ingresso ai soli formaggi ottenuti con latte pastorizzato. Sulla base di una decisione dello scorso anno, infatti, dal primo febbraio potevano accedere al mercato turco solo i formaggi ottenuti da latte pastorizzato.
Grazie a questo ripensamento si riaprono le porte della Turchia per prodotti come grana padano, parmigiano, provolone, pecorino romano, ottenuti da latte crudo. «Abbiamo dovuto muovere mari e monti, chiedere l’intervento del governo, della Commissione e del Parlamento europeo, ma alla fine siamo riusciti ad ottenere lo sblocco delle esportazioni dei nostri formaggi verso la Turchia», commenta Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte. «Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Provolone Valpadana, Pecorino Romano vengono prodotti da sempre con latte crudo; sono formaggi ottimi, che tutti invidiano e cercano di copiare, sono sicuri e hanno libero accesso ai Paesi più severi del mondo».
Dopo il dietrofront del governo turco, che ha deciso di rinviare l’entrata in vigore della propria decisione alla fine del 2013 riaprendo le porte alle produzioni italiane di pregio, conclude Ambrosi, «bisogna ora continuare a lavorare per far capire alle autorità turche che il divieto è privo di senso. Ci sono migliaia di anni di storia e centinaia di pagine di letteratura che dimostrano la sicurezza dei nostri formaggi».
La Turchia sta diventando un mercato molto importante per l’Italia. Le esportazioni di formaggi italiani sono in continua crescita: secondo Assolatte tra il 2005 e il 2012 sono cresciute del 230% e nel solo 2012 del 36%. G.S.


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