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Ogni anno, secondo il Dott. Dick Esslemont, gli allevatori di vacche da latte britannici potrebbero perdere fino a € 27.600 ogni 100 vacche, a causa della presenza di chetosi metabolica.

World Buiatrics Congress: Il costo della chetosi per gli allevatori di vacche da latte può ammontare a € 27.600 all’anno ogni 100 capi

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Ogni anno, secondo il
Dott. Dick
Esslemont,
specialista
dei bovini,
che ha presentato
i
risultati dei
suoi studi
durante il World Buiatrics Congress
di Lisbona del 3-8 giugno, gli allevatori
di vacche da latte britannici potrebbero
perdere fino a € 27.600 ogni
100 vacche, a causa della presenza di
chetosi metabolica.Per dirla in altre parole, per ogni litro
di latte prodotto in una mandria tipo
dove una vacca produce in media
8.000 litri di latte, i costi diretti e
indiretti della chetosi ammontano a
€ 0,034 per ogni litro di latte prodotto.

Il Dott. Esslemont ha identificato quali
possono essere i costi diretti della
malattia (produttività lattea ridotta e
minore fertilità), ma anche quelli indiretti,
come una maggiore incidenza di
altri disturbi quali cisti ovariche, LDA
(dislocazione dell’abomaso) e impatto
su interparto e sui tassi di rimonta.

Per calcolare i costi della chetosi,
Esslemont ha passato in rassegna le
pubblicazioni e le ricerche sull’incidenza
della chetosi e sui suoi effetti
sulla salute e sulle prestazioni della
vacca.

La prevalenza di questa malattia
metabolica varia fortemente da una
mandria all’altra. Ciononostante, lo
specialista ha concluso che nelle
mandrie con un alto valore genetico
la chetosi clinica è normalmente presente
a livelli del 3%, mentre nelle
mandrie affette da chetosi subclinica l’incidenza
può arrivare anche al 30%.

Il Dott. Esslemont ha spiegato: “La
chetosi nelle vacche da latte è un
problema in peggioramento. Comunemente
è caratterizzata da anoressia
parziale, depressione e riduzione
della produttività, con una produzione
di latte ridotta e fertilità inferiore.
Alcuni problemi comuni sono squilibri
nutrizionali e sovra- alimentazione
nella tarda lattazione, nel periodo
di asciutta e attorno al parto.
Questi problemi possono condurre
a chetosi sia clinica che sub-clinica.

“La chetosi, anche a livelli subclinici,
espone i capi a maggiori rischi di contrarre
una serie di altre malattie metaboliche
e riproduttive, che riducono
a loro volta ulteriormente gli introiti e
generano altri costi.”

Fra i costi diretti della chetosi sono
stati considerati il tempo del veterinario
e dell’allevatore, i farmaci, il latte
scartato e la riduzione della produttività.

Il Dott. Esslemont ha inoltre individuato
e calcolato i costi indiretti della
chetosi in una mandria tipo. Ha detto:
“I costi indiretti sono legati all’aumento
del rischio di contrarre altre
malattie e altri problemi riproduttivi,
quali maggiori casi di cisti ovariche,
LDA, ritenzione placentare e metrite.
Più a lungo termine, questo comporta
interparto piu’ lungo, tassi di rimonta
più elevati, servizi extra per il concepimento
e maggiori rischi di fatalità.”

Il Dott. Esslemont ha stimato che la
riduzione della fertilità amplierebbe
l’ interparto fino a 22 giorni un più,
aumentando i tassi di rimonta involontaria
del 20% nelle vacche colpite.
Inoltre, le vacche diventate chetosiche
e sopravvissute sono risultate
soggette con più probabilità a nuovi
fenomeni di chetosi l’anno successivo.

Secondo i calcoli del Dott. Esslemont,
considerando tutti i costi diretti e indiretti,
e la probabile prevalenza della
chetosi subclinica in una mandria tipica
con una media di 8.000 litri/vacca,
la malattia è costata in media 828
€ per vacca colpita da chetosi.

Per le vacche in cui il bilancio energetico
negativo aumenta fino allo
svilupparsi di casi clinici di chetosi,
aumentano anche le probabilità di
incidenza di altre malattie: questo ha
portato Esslemont a stimare costi superiori,
fino a 995 €/vacca colpita.

In sintesi, in una mandria di 100
vacche, con un’incidenza del 3%
di chetosi clinica e del 30% di chetosi
sub-clinica, le perdite totali
per la mandria ammonterebbero a
€ 27.827 all’anno.

Il Dott. Esslemont ha concluso: “Lincidenza
della chetosi clinica e subclinica
può essere ridotta con una
gestione e con modalità di allevamento
efficienti, ed essere corretta
con trattamenti adeguati. La bilancia
dell’impatto economico illustrata in
questo studio dimostra che i vantaggi
economici per gli allevatori che prendono
provvedimenti finalizzati alla
sua riduzione sono significativi.”

I dottor Dick Esslemont è stato docente,
per oltre 33 anni, in Farm Management
presso l’Università di Reading
(Regno Unito). In particolare ha
sviluppato il software DAISY (the Dairy
Information System), utilizzato per
oltre 25 anni in 40 paesi.

Nel corso degli ultimi 11 anni ha lavorato
come consulente indipendente,
sia nel Regno Unito che all’estero,
pubblicando numerosi articoli.


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