Transizione, novanta giorni vitali. L’impatto sulla resa

È in questo periodo che l’animale è soggetto a immunosoppressione e bilancio energetico negativo. Come contrastare gli effetti negativi che ne derivano? La prevenzione è fondamentale, ha spiegato Marcello Guadagnini di Elanco in un recente incontro nel reggiano


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(in collaborazione con Elanco)

Il periodo di transizione, definito generalmente come il periodo da 3 settimane pre-parto a 3 settimane post-parto, rappresenta un fattore determinante per la produttività e la redditività di una mandria di vacche da latte. Il successo o l’insuccesso della lattazione origina infatti in asciutta: le malattie dei primi 30 giorni post-parto possono derivare dal modo in cui l’animale è stato gestito nei 60 giorni prima.
In base a questa definizione, Marcello Guadagnini di Elanco ha definito il periodo di transizione come i “90 giorni vitali” della bovina da latte, e lo ha fatto in occasione di un incontro tecnico tenutosi qualche settimana fa a Marola di Carpineti (Re). L’incontro, organizzato da Futuro Verde / Giovani agricoltori di montagna (un gruppo di alcune decine di giovani imprenditori delle colline reggiane) e da Elanco Italia, si intitolava “L’importanza della prevenzione delle patologie nei 90 giorni vitali, per una migliore qualità del latte e del formaggio Parmigiano Reggiano”.
«Questi 90 giorni vitali – ha spiegato Guadagnini – incidono sulla produttività dell’allevamento: il periodo coincidente con il periparto nella bovina da latte è caratterizzato da uno stato di immunosoppressione e di bilancio energetico negativo che si manifesta con una serie di problematiche soprattutto al momento del parto. L’incidenza di infezioni intramammarie è infatti maggiore al momento del parto a causa della riduzione del numero e della funzionalità dei neutrofili, e quindi delle diminuite capacità di difesa dell’organismo».
«Ma le conseguenze della mastite – ha proseguito Guadagnini – non si limitano però solo a disturbi a livello della mammella: quando infatti la mastite si manifesta fra i 15 e i 28 giorni dopo il parto (periodo della prima ovulazione) questa può postporre la ripresa della normale ciclicità ovarica. E tra le problematiche riscontrate più frequentemente ci sono anche casi di patologia uterina, ritenzione placentare, metrite, disordini riproduttivi e, in casi estremi, morte».

Il primo passo
Ma come affrontare le sfide di questo periodo? Qual è il modo migliore di gestire le problematiche sanitarie di una mandria di bovine da latte durante la fase di transizione?
«Il primo passo per gestire immunosoppressione e bilancio energetico negativo nel periparto è sicuramente la prevenzione – ha affermato Guadagnini -. Attraverso un corretto piano di prevenzione, è possibile migliorare la salute degli animali; migliorare la performance dell’azienda; migliorare la qualità del formaggio; garantire maggior benessere; evitare la frustrazione dell’insuccesso ed evitare costi aggiuntivi. In estrema sintesi gli aspetti gestionali da tenere in considerazioni sono: densità; comfort; igiene delle strutture; gestione degli spostamenti degli animali e monitoraggio; gestione dell’alimentazione».
«In questo senso, e con l’obiettivo di ridurre le patologie, migliorare la performance della mandria e garantire sicurezza per la filiera lattiero casearia Elanco mette a disposizione di allevatori e veterinari una serie di prodotti innovativi per gestire al meglio le fasi cruciali dell’allevamento.
Oltre ad una serie di farmaci Elanco mette a disposizione di veterinari ed allevatori alcune soluzioni di conoscenza:
– Risk assessment tool- dRisk, evidenzia potenziali rischi nella gestione dei 90 giorni vitali; identifica le priorità per il miglioramento del management;
– Disease monitoring tool- Dmt, identifica l’incidenza delle patologie nel primo mese post parto (parametri sanitari), confronta i valori riscontrati con l’incidenza target in letteratura;
– Economic assessment tool- dEcon, calcola il “costo per parto”; misura i costi diretti e indiretti delle patologie, delineando i risvolti economici della variazione dell’incidenza delle patologie.

I costi 
Ma che impatto economico ha tutto questo? Quali sono i costi delle patologie che si riscontrano durante il periparto? «I costi diretti – ha detto Guadagnini – coincidono con: terapie, latte scartato, visite veterinarie di emergenza e abbattimento. I costi indiretti con: perdita della futura produzione di latte, impatto negativo sulla riproduzione e aumento del rischio di contrarre altre malattie. Infine, i costi emotivi coincidono con: frustrazione, sconvolgimento della routine quotidiana, perdita di tempo e animali che soffrono».
Qui di seguito è stato calcolato il costo medio in caso di mastite, metrite e ritenzione placentare:
– 1 caso di mastite = euro 393/caso;
– 1 caso di metrite = euro 305/caso;
– 1 caso di ritenzione placentare = euro 69/caso.

 

L’articolo completo di grafici è disponibile sull’Informatore Zootecnico n. 13, cliccando al seguente link .


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