Sostegno accoppiato: i pagamenti definitivi 2016

Vacche nutrici: 323 euro/capo. Bovini macellati: 73,19 euro/capo. Erogazioni nelle prossime settimane


Sostegno accoppiato: i pagamenti definitivi 2016

(di Angelo Frascarelli)

Agea ha comunicato i dati definitivi delle domande e degli importi dei pagamenti accoppiati dell’articolo 52, Reg. 1307/2013, per l’annualità 2016 (Circolare n. Agea.2017.48809 del 8.06.2017).
I pagamenti dell’articolo 52 saranno erogati agli agricoltori entro il 30 giugno 2017, termine ultimo per i pagamenti diretti della Pac 2016.
Qui riferiremo solo dei pagamenti relativi alle produzioni zootecniche interessate. Per quanto riguarda invece i pagamenti relativi alle produzioni vegetali, si veda il più ampio articolo uscito nel numero 20.2017 di “Terra e Vita”. In ogni caso quest’ultimo gruppo di pagamenti si può riassumere così:
– Frumento duro: il pagamento erogato è di 60,48 euro/ha.
– Soia (Nord): il pagamento erogato è di 65,53 euro/ha.
– Colture proteaginose: il pagamento erogato è di 56,38 euro/ha.
– Leguminose da granella: il pagamento erogato è di 24,86 euro/ha.
– Barbabietola: il pagamento erogato è di 532,36 euro/ha.
– Riso: il pagamento erogato è di 96,18 euro/ha.
– Pomodoro da industria: il pagamento erogato nel 2016 è di 168,09 euro/ha.
– Olivo: il pagamento erogato è di 119,79 euro/ha.
Ma concentriamoci sulla zootecnia.

Latte bovino
L’aiuto, destinato alle vacche da latte appartenenti ad allevamenti di qualità, prevede una dotazione finanziaria di 74,1 milioni di euro, pari al 17,5% del plafond totale; a questo, si aggiunge una dotazione di 9,74 milioni di euro (il 2,3% del plafond totale) per gli allevamenti situati in zone montane.
I capi richiesti e accertati a premio sono 927.481; nelle zone montane sono 124.339. Il pagamento erogato è di 79,92 euro/capo e di 78,35 euro/capo per le zone montane (tab. 2).

Settore bufalino
Il premio è riconosciuto a favore delle bufale con un’età superiore a 30 mesi che abbiano partorito nel corso dell’anno civile dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.
Il massimale è di 4,0 milioni di euro, pari allo 0,96% del plafond.
Le bufale richieste e accertate a premio sono 72.103 capi e il pagamento erogato è di 56,39 euro/capo. In numero dei capi richiesti a premio è notevolmente aumentato rispetto al 2015 (+22.000 capi); il pagamento accoppiato per le bufale è una novità della Pac 2015-2020, che non era stata adeguatamente divulgata nel primo anno di applicazione.

Vacche nutrici
Un plafond di 36,6 milioni di euro è concesso a favore delle vacche nutrici iscritte ai Libri genealogici o ai Registri anagrafici delle razze bovine da carne. Un plafond specifico di 3,6 milioni di euro è riservato alle vacche nutrici incluse in appositi piani selettivi o di gestione della razza Chianina, Marchigiana, Maremmana, Romagnola e Podolica, facenti parte di allevamenti che aderiscono a piani di gestione della razza finalizzati al risanamento dal virus responsabile della Rinotracheite infettiva del bovino IBR.
Gli allevatori di vacche nutrici ricevono un pagamento di (tab. 2):
– vacche nutrici iscritte ai Libri genealogici o ai Registri anagrafici: 136,35 euro/capo.
– vacche nutrici inserite in piani selettivi e gestione di razza: 323,17 euro/capo.

Bovini macellati
Il sostegno è riconosciuto a favore dei bovini da carne la cui età è compresa tra 12 e 24 mesi al momento della macellazione, i quali abbiano subito un periodo di permanenza presso l’allevamento del richiedente per non meno di 6 mesi.
A tale misura è destinato un plafond a 3,5 milioni di euro.
I capi richiesti e accertati a premio sono 103.877 e il pagamento erogato è di 33,84 euro/capo, importo inferiore alle attese.
Un importo di premio superiore al precedente è erogato ai capi che presentano alcuni requisiti aggiuntivi:
– capi allevati per almeno 12 mesi nell’allevamento del richiedente (73,19 euro/capo);
– capi aderenti al sistema di qualità nazionale o regionale (73,19 euro/capo);
– capi rientranti nell’ambito di un sistema di etichettatura (73,19 euro/capo);
– capi certificati come Dop e Igp, ai sensi del Reg. 1151/2012 (79,60 euro/capo).

Ovini
L’aiuto è corrisposto a favore delle agnelle da rimonta, che fanno parte di greggi che aderiscono ai piani regionali di selezione per la resistenza alla scrapie.
La quota di agnelle da rimonta ammissibili a finanziamento per ciascun gregge è determinata come segue:
1. il 75% delle agnelle destinate alla riproduzione, considerato un valore massimo della quota di rimonta del 20% sul totale dei soggetti adulti in riproduzione per gli allevamenti ove l’obiettivo del piano di risanamento risulta non raggiunto;
2. il 35% delle agnelle destinate alla riproduzione, considerato un valore massimo della quota di rimonta del 20% sul totale dei soggetti adulti in riproduzione per gli allevamenti ove l’obiettivo del piano di risanamento risulta raggiunto (allevamenti dichiarati indenni).
A tale misura è riservata una percentuale del 2,21% della dotazione, pari a 9,36 milioni di euro; l’importo unitario del premio, sulla base dei capi richiesti e accertati (341.494 capi), è di 27,41 euro/capo. L’importo è nettamente inferiore rispetto a quello del 2015 (52,36 euro/capo), in quanto il numero dei capi richiesti a premio è quasi raddoppiato.
Inoltre, il settore ovino beneficia di un premio agli allevatori i cui capi ovini e caprini macellati siano certificati come DOP e IGP, ai sensi del Reg. 1151/2012.
La dotazione è pari all’1,29% del massimale riservato al sostegno accoppiato, corrispondente a 5,46 milioni di euro; l’importo unitario del premio, sulla base dei capi richiesti e accertati (1.026.453 capi), è di 5,32 euro/capo. Anche in questo, il numero dei capi richiesti a premio è aumentato e il premio erogato è leggermente diminuito.

Il secondo anno dell’articolo 52
L’articolo 52 è stato introdotto con la Pac 2015-2020; il 2016 è stato il secondo anno della sua applicazione.
Un sostegno consiste in 22 misure e 12 settori: latte, carne bovina, ovicaprini, bufalini, soia, riso, barbabietola, pomodoro da industria, grano duro, proteaginose, leguminose, olio di oliva.
La numerosità delle misure e l’esiguità degli importi (a parte il caso della barbabietola e della zootecnia da carne) dimostrano le scelte sui pagamenti accoppiati in Italia non sono state particolarmente lungimiranti ed efficaci.

 

(altri dettagli qui:       Frascarelli, pagamenti Pac 2016 in zootecnia        )

 

 

 


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