Robot di Mungitura –

Acquistare la macchina non basta

Gestione Aziendale – Mungitura robotizzata


Negli ultimi anni si è assistito a un incremento del numero di robot di mungitura installati in Italia. Questa tendenza, testimonia l’attenzione degli allevatori verso questa tecnologia, le cui promesse sono davvero allettanti: drastica riduzione della presenza dell’uomo in stalla, aumento di produzione per vacca e anche maggior benessere e salute degli animali.

 

Il passaggio dalla mungitura tradizionale a quella robotizzata implica una modificazione della routine quotidiana sia per la bovina che per l’allevatore. Questo sistema pone al centro dell’attenzione la bovina e mira al suo benessere, proponendo una frequenza di mungitura più vicina alle condizioni naturali proprie del vitello che allatta.

 

Dal punto di vista dell’allevatore, si registra in qualche misura una riduzione del lavoro manuale, che però deve essere rimpiazzata da una maggiore raccolta di dati e da una più attenta osservazione degli animali.

 

Una mungitura più confortevole

 

L’installazione del robot di mungitura migliora il livello di benessere delle bovine allevate, che possono recarsi autonomamente alla stazione di mungitura quando ne sentono l’esigenza, senza l’intervento, potenzialmente stressante, dell’operatore che le movimenta verso la sala di mungitura e senza dover rimanere per lungo tempo in sala d’attesa.

 

Infatti, a livello di sala di attesa, oltre allo stazionamento quadrupedale prolungato, magari a temperature non ideali, senza disponibilità di acqua, la distanza tra un animale e l’altro è molto ravvicinata, pertanto i soggetti di rango inferiore non hanno la possibilità di tenersi a distanza da quelli dominanti. Al contrario, quando accede al robot la bovina può usufruire di molto spazio e riesce così ad evitare la maggior parte dei conflitti.

 

I capezzoli non vengono puliti contemporaneamente, ma uno ad uno; tale metodo induce un eccellente effetto di stimolazione dei capezzoli, permettendo la produzione di una quantità di ossitocina sufficiente ad indurre l’eiezione di tutto il latte.

 

Un vantaggio di carattere fisiologico, consiste nel fatto che la bovina può adattare il numero di mungiture giornaliere al proprio livello di produzione. Se ad esempio le mungiture sono in media 2,5 al giorno, significa che alcune bovine sono munte più di tre volte, mentre altre lo sono meno di due volte. Questo rappresenta un notevole vantaggio per le più produttive, che possono farsi mungere in media anche 4-5 volte al giorno.

 

Per quanto riguarda i processi infiammatori a carico della mammella, la mungitura ripetuta più volte al giorno rappresenta di per sé un mezzo di prevenzione ed un sussidio alla terapia. Alcuni allevatori segnalano, infatti, che in molti casi una mastite di lieve entità può risolversi anche solamente grazie ad una mungitura più frequente e senza l’impiego di farmaci.

 

I punti critici

 

Importante poi che l’allevatore faccia attenzione ai principali punti critici della mungitura robotizzata, se vuole ottenere risultati migliori. Tra questi possiamo citare la fase di adattamento, il posizionamento del robot, la manutenzione programmata, il controllo da parte dell’allevatore, i ritardi nell’utilizzo del robot…

 

Entriamo nei dettagli nel lungo box basso pubblicato dalla prima pagina di questo articolo.

 

Il ruolo del mangime

 

La quantità e la qualità del mangime pellettato distribuito in mungitura contribuiscono attivamente ad elevare il numero di mungiture e la produzione di latte, con un conseguente miglioramento della sanità della mammella. Con il termine “rifiuti”si indicano i casi in cui la bovina si reca alla mungitrice troppo in anticipo rispetto al momento in cui è autorizzata ad essere munta nuovamente.

 

Numero di mungiture e numero di “rifiuti” sono due parametri oggettivi, che in quanto tali risultano utili anche per valutare il “potere attirante” di un mangime o di un aroma di cui il concentrato è dotato. Un elevato numero di vacche con una bassa frequenza di visite al robot (vacche non motivate) è la maggiore causa di insuccesso nel sistema di mungitura robotizzato.

 

Gli obiettivi del sistema automatico di mungitura sono quelli di avere un continuo, e possibilmente ordinato, flusso di soggetti per migliorare il benessere e le prestazioni degli animali, riconoscere un premio all’animale che si presenta al box di mungitura e differenziare la somministrazione degli alimenti in funzione della produttività del singolo animale.

 

Pertanto, una strategia alimentare vincente per migliorare il flusso degli animali potrebbe essere quella di agire sia sulla quantità di prodotto somministrato nell’autoalimentatore del robot, sia sull’impiego di opportune dosi di sostanze aromatizzanti e/o dolcificanti per rendere il concentrato più appetibile.

 

I concentrati opportunamente additivati più sono appetibili e maggiormente riescono ad attirare gli animali verso il robot, favoriscono una maggior percentuale di mungiture con intervalli inferiori alle 11 ore, riducendo tempi di attesa degli animali ed evitando il fenomeno della riduzione della secrezione lattea dovuta a lunghi intervalli di mungitura.

Allegati

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