ECONOMIA –

È l’attenzione al mercato, spiega il nuovo presidente Gianfilippo Contu. Obiettivo sostenibilità commerciale

Sardegna. La marcia in più della coop di Arborea

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uarantaquattro anni, consigliere d’amministrazione dal 2002 con la carica di vice presidente negli ultimi tre anni, Gianfilippo Contu dal 19 luglio 2014 è il nuovo presidente della cooperativa 3A di Arborea, la più importante realtà cooperativistica nella trasformazione del latte vaccino in Sardegna. Ha preso il posto di Plinio Magnani.
Contu, che è socio della 3A dal 2005 dopo aver ereditato l’allevamento di bovine da latte di razza frisona italiana (circa 180 capi in lattazione) dal padre, traccia un bilancio dell’attività della 3A: in evidenza l’obiettivo del raggiungimento nel 2014 di ulteriori buoni risultati in termini di fatturato, dopo il risultato positivo del 2013 quando il fatturato è aumentato del 10% circa rispetto all’anno precedente.
Con lui abbiamo analizzato i motivi di questa congiuntura particolarmente favorevole.

Quali strategie intendete adottare alla luce dei positivi risultati ottenuti nel 2013?

«L’Azienda Latte Arborea ha avviato da tre anni un percorso di crescita e sviluppo anche fuori dai confini regionali, presidiando comunque e mantenendo la leadership nel mercato sardo. Intendiamo proseguire questa strategia anche nel corso del prossimo triennio. Ricerca di nuovi mercati ed innovazione di prodotto sono i due fondamentali su cui si incentra la nostra strategia aziendale. In merito ai mercati proseguirà lo sviluppo e la presenza dei prodotti Arborea nelle diverse insegne della distribuzione organizzata della penisola, ma soprattutto è nei mercati esteri ed in particolare nell’Asia in cui cerchiamo di far apprezzare la qualità dei nostri prodotti lattiero caseari ed in particolare il latte alimentare».

E sul fronte della innovazione di prodotto?

«In quest’ambito proseguiremo con lo sviluppo di prodotti ad Alta Digeribilità ampliando ulteriormente la gamma che al momento include sotto il brand AD Alta Digeribilità il latte, le mozzarelle, la ricotta, gli yoghurt e i formaggi. È una novità recente il lancio di una bevanda a base di siero di latte. Wey è il primo snack drink prodotto in Italia ai gusti Mango, Passione. Fruit e Ace. Crediamo molto nella valorizzazione del siero di latte ancora poco valorizzato nel mercato italiano. Tutte queste iniziative di innovazione e sviluppo si fondano sulla strategia di miglioramento della sostenibilità della produzione di latte bovino alla stalla che da anni promuoviamo nella nostra base sociale in Sardegna. Stiamo lavorando sia sul fronte della sostenibilità ambientale delle produzioni lattiere che nella ricerca della migliore sostenibilità tecnica ed economica della produzione del latte bovino alla stalla».

E i soci?

«Non c’è futuro sostenibile per la Cooperativa se in parallelo le aziende socie non perseguono la medesima strategia. Abbiamo posto al centro dell’attenzione l’azienda del socio promuovendo alla stalla una produzione lattiera sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico. Tale attività assume per noi un ruolo ancora più rilevante con la fine del regime quote e la riduzione attesa dei trasferimenti diretti della Pac. Si tratta di due condizioni con cui la Cooperativa e le aziende socie dovranno confrontarsi a brevissimo e che occorre affrontare con una logica di filiera».

Con la sua presidenza, al posto di Plinio Magnani, cosa cambia all’interno della cooperativa?

«La mia presidenza è in continuità con il precedente mandato: io stesso ho ricoperto il ruolo di vice presidente della Cooperativa nel precedente triennio. Abbiamo sempre cercato di promuovere un ricambio all’interno del cda della Cooperativa mantenendo sempre la barra dritta nella strategia aziendale di lungo periodo. Ogni amministratore ha il dovere di affrontare la responsabilità della gestione dell’impresa nel momento storico in cui si trova ed ogni periodo ha i propri problemi ed opportunità da affrontare. Gli obiettivi che questo consiglio di amministrazione si è posto e per liquame ha ricevuto una ampia fiducia da parte dei soci sono la prosecuzione della strategia aziendale suddetta e la attuazione di una strategia di crescita produttiva dei soci cercando di promuovere una produzione alla stalla sostenibile dal punto di vista ambientale, profittevole ed avanzata dal punto di vista gestionale. Stiamo sperimentando presso le aziende dei nostri soci sistemi innovativi di gestione aziendale, di analisi economico a finanziaria e di valorizzazione del latte all’avanguardia».

Qual è il vostro piano aziendale?

«Credo che la cosa più importante sia guidare la produzione lattiera dei soci nel periodo post quote organizzando la crescita produttiva e indirizzandola in maniera sostenibile in un mercato sempre più dinamico e volatile. Questa credo sia la sfida più importante che deve essere recepita nei piani aziendali di sviluppo. A questo si aggiunge anche l’importante integrazione con il settore lattiero caseario ovicaprino».

Cioè?

«Con l’acquisizione dell’Azienda Fattorie Girau, il Gruppo Arborea è una azienda che valorizza latte bovino, ovino e caprino esclusivamente sardo. Fattorie Girau operava nel settore del latte ovicaprino ed a seguito dell’acquisizione oltre alle produzioni dop di latte ovino stiamo puntando in particolare sulla valorizzazione del latte caprino per la produzione di latte alimentare fresco e a lunga conservazione. Nel corso del 2014 abbiamo raccolto oltre 3,5 milioni di litri di latte di capra esclusivamente sardo e con certificazione di prodotto destinato prevalente alla produzione di latte alimentare per il mercato nazionale. Il latte alimentare di capra è ancora un mercato piccolo ma con crescite significative. Noi siamo in grado di garantire l’origine esclusivamente sarda di tutta la materia prima utilizzata».

Ma torniamo al latte bovino.
«Per quanto riguarda le aziende dei nostri soci molto e stato fatto, ma non abbastanza. Occorre ripensare il modello produttivo del bovino da latte ad Arborea ed in Sardegna. Siamo stati fermi per troppi anni. Le innovazioni che occorre portare riguardano sia gli aspetti materiali ma sopratutto gli aspetti organizzativi a tutti i livelli: nell’alimentazione, nell’assistenza tecnica e sopratutto nell’efficienza produttiva cercando di migliorarsi nella gestione cogliendo gli spunti da modelli produttivi più efficienti dei nostri. Il sistema di classificazione del latte alla stalla al fine di migliorare le rese in caseificio rappresenterà un obiettivo su cui lavorare partendo però dal miglioramento della gestione aziendale. Occorrerà estendere le attività di formazione a molti più soci e aumentare le aziende coinvolte nelle analisi del conto economico aziendale utilizzando il software che abbiamo predisposto su Ecostalla».

A quanto ammonta il fatturato 2013 e quanto intendete realizzare nel 2014?

«Nel 2013 abbiamo fatturato oltre 135 milioni di euro solo nella divisione del latte bovino a cui si aggiungono 10 milioni di euro della divisione del latte ovicaprino. I conferimenti di latte bovino nel corso del 2014 stanno crescendo del 5% rispetto al 2013 e siamo proiettati a un fatturato di oltre 142 milioni di euro nel 2014 solo nella divisione di latte bovino».
I numeri della 3A: quando è nata, quanti soci siete, quanto latte trasformate e soprattutto la vostra linea di produzione.
«La Cooperativa è stata fondata nel 1956, ha 250 soci produttori in tutta la Sardegna, nel 2013 abbiamo raccolto 180 milioni di litri di latte. L’azienda produce prevalentemente latte alimentare, fresco e uht bovino e caprino. Produce inoltre formaggi molli, mozzarelle e altri formaggi a pasta filata di latte bovino. Completano la gamma dei prodotti di latte bovino gli yoghurt, la panna, il burro e lo stracchino. Vi è poi la linea dei formaggi ovicaprini tra cui le tre dop della Sardegna, Pecorino Romano, Pecorino Sardo e Fiore Sardo». 

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