PRODUZIONE LATTE –

La produzione italiana, nei primi sei mesi della campagna 2012/2013, è ben superiore a quella dello stesso periodo della campagna precedente. Tutto lascia pensare che l’offerta della zootecnia tricolore finisca per oltrepassare la quota nazionale

Quanto latte. Esubero del 2% probabile lo sforamento

latte

La produzione di latte in Italia ha ricominciato a correre, il che rende sempre più
probabile uno sforamento a fine campagna del quantitativo nazionale di
riferimento. A dircelo sono i dati Sian (Sistema informativo agricolo nazionale)
che, aggiornati a fine novembre 2012, ci danno la situazione delle consegne di latte
dal primo di aprile di quest’anno al 30 di settembre; sei mesi, ovvero l’esatta metà della
campagna lattiera che terminerà il prossimo 31 marzo.

La tabella mostra la “progressione” delle consegne mensili rettificate nella campagna
20122013.
I quantitativi, espressi in tonnellate, registrati per un mese comprendono quelli registrati nei mesi precedenti. È
importante anche sottolineare che si
tratta di produzione rettificata in grasso,
come prescrivono le norme sul regime
del prelievo supplementare.

In particolare, la produzione complessiva
nazionale a fine settembre ammonta a
5.411.850 tonnellate di latte. Il dato corrispettivo
riferito all’anno scorso era pari
a 5.308.124 tonnellate. Tra i due valori
c’è una differenza dell’1,9%. Una situazione
in linea con quanto già verificato
nei mesi iniziali dell’attuale annata di produzione.

La questione è che questo rialzo produttivo,
prima di eventuali
effetti sul
mercato del latte,
procura preoccupazioni
sul fronte
del rispetto della
quota latte nazionale.
Dopo ben tre
campagne senza
sforamenti di quota,
e dunque senza
i famigerati prelievi
supplementari (le
cosiddette multe
sulle quote latte),
ora l’incubo del superamento
potrebbe
riproporsi. Anzi, sta diventando altamente
probabile, anche alla luce della
dinamica che sta prendendo la produzione
di latte nelle nostre stalle.

«Si profila un esubero di circa 150mila
tonnellate dichiara
Paolo Gulinelli ad
Agra Press che
si tradurrebbe in un
prelievo nazionale pari a 40 milioni di
euro, cifra che corrisponde a quanto pagato
dall’Italia per la campagna
2008/2009».

Osservando gli andamenti mensili si deduce
che nei primi mesi della campagna
produttiva in corso (tra aprile e giugno
2012) la produzione è stata in forte aumento
rispetto all’annata precedente.
Poi, in luglio e agosto le consegne di latte
ai primi acquirenti hanno subìto un rallentamento.
In sostanza, i dati delle consegne
nei mesi estivi di quest’anno sono
risultati inferiori agli stessi mesi – escludendo
dunque qualsiasi fattore stagionale
– dello scorso anno.

Era una speranza di inversione di tendenza.
Invece a settembre la produzione
ha ricominciato a salire: le consegne
complessive in Italia nel corso del mese
sono state pari a 809.579 tonnellate di
latte, ovvero 6.788 tonnellate in più di
quanto prodotto e commercializzato nel
mese di settembre 2011.

Dal punto di vista della distribuzione geografica,
la stragrande maggioranza delle
regioni italiane vede crescere la propria
produzione di latte. In particolare, a
correre è soprattutto la produzione nelle
aree più vocate. In Lombardia la produzione
a settembre 2012 è del 2,55% più
elevata di quella dell’anno scorso. Similmente
accade in Emilia Romagna (+
1,72%) e in Veneto (+ 1,73%). In controtendenza,
ovvero con consegne a settembre
2012 inferiori a quelle registrate
a settembre 2011, troviamo solo Umbria,
Marche, Molise, Sicilia e Sardegna; che
vantano però pesi produttivi sul totale
nazionale relativamente poco elevati.

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