L’IDEA –

Migliorata l’arla per il contenimento delle bovine da latte durante la pulizia dello zoccolo

Quando il travaglio è su misura

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“Niente piede, niente cavallo” recita un aforisma inglese per ricordare l’importanza, decisiva, della pulizia dello zoccolo dell’animale.

Altrettanto potremmo dire per i bovini, quelli da latte in modo particolare. Vita, alimentazione e soprattutto benessere dipendono da un’attenta cura del piede, dal pareggio dello zoccolo e dalla sua pulizia. Se il piede non poggia bene, la vacca va in crisi e la produzione di latte cala.

Fin qui niente di nuovo.

Benessere e manutenzione dello zoccolo non si discutono. Il problema è l’attrezzatura giusta, quella utilizzata per contenere l’animale durante la pulizia. Decisiva perchè il bovino può scivolare, calciare, può essere a sua volta urtato.

Proprio per superare queste problematiche, Fortunato Pancaldi, fabbro, ha messo a punto un attrezzo di contenimento oggi adottato dall’azienda Famiglia Montagnini di San Pietro in Casale (Bo), un travaglio su misura come un vestito, un notevole passo avanti rispetto alla precendente attrezzatura. Eliminati difficoltà di accesso e uscita, rischio di caduta per la vacca o danni alla muscolatura, nonchè “pericolo calci” agli operatori. Troppi rischi per un’azienda importante, 260 vacche in lattazione per 80 q di latte prodotti ogni giorno come spiega Francesco Montagnini, il fondatore dell’azienda. E 150 ha di terreno di cui l’80% coltivato per alimentare la stalla. Mais per ottenere gli amidi ed erba medica per fibre e proteine.

I vantaggi del nuovo travaglio? Li descrive il veterinario che segue l’allevamento, Ermanno Morselli: «È la sintesi di quanto di meglio si è pensato in questi ultimi anni per contenere le bovine:

– sufficientemente grande per ospitare le bovine soprattutto di razza frisona;

– entrata e uscita dell’animale avvengono con rapidità;

– l’animale viene sostenuto da due cinghie e non da una sola, come spesso accade nei cosiddetti modelli olandesi;

– possono essere sollevati più arti contemporaneamente senza problemi per l’animale;

– la trazione dell’arto avviene tramite fasce che non provocano traumi e nemmeno fastidi, perchè vengono applicate in punti non percorsi da muscoli;

– l’arto si presenta all’operatore nel modo migliore per il rispetto dell’anatomia del piede consentendo inoltre eventuali fasciature nel caso vi siano patologie in atto;

– le leve di sollevamento rispettano le norme di sicurezza per l’operatore, in quanto non possono ruotare in modo involontario».

Morselli conclude: «In oltre 30 anni di esperienza non ho mai avuto a disposizione uno strumento così efficiente, seppur nella sua semplicità e facilità di utilizzo».

Perchè è così importante questo strumento nella stalla? «Gli allevamenti di bovine da latte nel nostro paese, così come nel resto del mondo, sono costituiti da un numero sempre più grande di animali, concentrati nello stesso ambiente. Ciò impone all’allevatore, per prevenire danni e patologie all’animale, una cura adeguata dell’ambiente e del benessere delle bovine. Infatti queste possono esprimere in pieno il proprio potenziale genetico di attitudine alla produzione di latte solo se hanno a disposizione un ambiente confortevole, pulito, oltre a un’alimentazione adeguata».

Dunque si gioca tutto sulla prevenzione: «I grandi numeri non consentono di dedicare troppo tempo al singolo animale, però la cura dello zoccolo rimarrà sempre un intervento al quale non ci si può sottrarre e per il quale occorre intervenire animale per animale da una a due ed anche più volte all’anno».

Ma per la famiglia Montagnini le innovazioni non sono finite. Il travaglio si può migliorare, ad esempio con una motorizzazione idraulica.

 

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