Attualità –

Intesa fra Italatte e Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Prezzo del latte 44,5 cent fino a giugno

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Giovedì 16 gennaio è stato firmato il nuovo accordo per il prezzo del latte alla stalla in Lombardia. L’intesa prevede un prezzo di 44,5 centesimi di euro al litro e ha validità dal primo febbraio sino al prossimo 30 giugno. Nel periodo precedente il prezzo era di 42 centesimi al litro.

 

Hanno sottoscritto l’accordo per la parte industriale Italatte (rappresentata da Jean Marc Bernier e da Alberto Dall’Asta) e per la parte agricola le federazioni regionali lombarde di Confagricoltura (rappresentata dal presidente Antonio Boselli, dal vicepresidente nazionale Antonio Piva e del presidente della Frp Lattiero casearia Luigi Barbieri), Coldiretti (rappresentata dal presidente Ettore Prandini) e Cia (rappresentata dal presidente Mario Lanzi).

 

Commenta un comunicato congiunto delle tre federazioni agricole: «Il prezzo siglato segna un significativo aumento rispetto al prezzo precedentemente in vigore, di 42 centesimi al litro. Ed è frutto del grande senso di responsabilità dimostrato da tutti nel corso della trattativa, alla luce dell’attuale andamento del mercato del latte e del difficile contesto economico generale. Particolarmente positivo inoltre il fatto che, contrariamente a quanto avvenuto in altre precedenti occasioni, il nuovo accordo sia stato sottoscritto prima della scadenza di quello precedentemente in vigore (prevista per il 31 gennaio 2014), evitando così che si creasse una situazione di incertezza per gli allevatori e consentendo loro di lavorare in una prospettiva economica certa fino al prossimo mese di giugno».

 

Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, commenta sottolineando di ritenere «particolarmente importante esser riusciti a raggiungere questa intesa prima della scadenza di quella in vigore. Siamo così riusciti a dare certezze agli allevatori, che contrariamente al passato potranno operare in una prospettiva economica certa, sino a fine giugno».

 

Aggiunge la Coldiretti: «L’intesa con Italatte, che fa capo al gruppo Lactalis con i marchi Parmalat, Galbani, Invernizzi e Cademartori, è stata siglata dalle principali organizzazioni agricole per la Lombardia. Ma rappresenta un punto di riferimento anche per le altre regioni italiane, visto che produce il 40% circa di tutto il latte italiano».

 

E il presidente della Cia, Giuseppe Politi, continua: «Con quest’intesa c’è finalmente un recupero dei costi di produzione aziendali, che è una delle spine nel fianco degli allevatori. L’accordo rappresenta una boccata d’ossigeno per le imprese in un contesto di grande crisi economica. Va detto, però, che restano tanti i nodi irrisolti per il settore, a partire dalla direttiva nitrati e dall’annosa questione delle quote L’auspicio è che ora la nuova Pac possa rivitalizzare la zootecnia da latte, aprendo nuove prospettive di sviluppo».

 

Un aumento che conferma il trend

 

«Il prezzo del latte firmato da allevatori e Galbani a 44,5 centesimi al litro rappresenta un record storico, che riconosce l’andamento al rialzo che il mercato registrava da alcuni mesi. Se si tiene conto dell’eventuale premio di qualità, è evidente che la redditività delle imprese agricole aumenta, consentendo alle stesse di programmare con maggiore serenità il proprio futuro». È il commento di Davide Lorenzi, allevatore di Marmirolo (Mn) e opinion leader di Apima Mantova. Il timore degli allevatori, prosegue Lorenzi, «è che anche il prezzo delle materie prime possa seguire l’ondata positiva, andando così a ridurre la marginalità alla stalla».

 

Anche il numero uno di Veronafiere, Ettore Riello, che nei giorni precedenti aveva sollevato il problema del rinnovo del contratto di fornitura del latte, parla della conferma di una tendenza: «Sono contento che sia stato raggiunto l’accordo fra produttori di latte e la Galbani, al prezzo storico di 44,5 centesimi al litro. È stato assecondato il trend al rialzo del mercato».

 

Fredda Copagri

 

Tra chi ha firmato non c’era Copagri, la cui reazione di conseguenza è stata freddina: si è limitata a sottolineare che il prezzo definito il 16 gennaio «non fa altro che confermare un aumento ottenuto già da settembre» dai contratti stipulati separatamente da questa organizzazione professionale.

 

Dice infatti Roberto Cavaliere, presidente di Copagri Lombardia: «Consideriamo il prezzo un tardivo adeguamento al mercato, che già dal settembre scorso, grazie ai contratti sottoscritti dai produttori assistiti da Copagri, si era attestato a circa 45 centesimi al litro. Il tutto conferma l’assoluta inadeguatezza del prezzo sottoscritto da alcuni nell’agosto 2013. Siamo soddisfatti in quanto oggi è ancor più chiaro a tutti i produttori, che nella rappresentanza, la nostra organizzazione è, ed è stata, l’unica ad aver difeso il vero prezzo del latte già dall’estate scorsa. Tutto questo per chiedersi: se già da settembre 2013 non vi fossero stati contratti come i nostri, stipulati con altre industrie del settore, vicini ai 45 centesimi, oggi il prezzo sarebbe stato adeguato? Comunque, vista l’importanza che ha nel comparto l’accordo, non possiamo che apprezzare la responsabilità dimostrata nel riconoscere un giusto adeguamento».


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