Ovinicoltura Lazio, puntare su efficienza, alimentazione e sanità

Problemi e indicazioni per il rilancio del comparto ovicaprino al meeting organizzato da Aia e Assonapa, in collaborazione con l’Izs Lazio-Toscana, tenutosi il 6 luglio presso l’Azienda agricola Agricoltura Nuova, alle porte della Capitale. L’intervento dell’Assessore regionale all’Agricoltura Carlo Hausmann


ovini

Un’altra importante tappa nel quadro degli incontri di aggiornamento, formazione e informazione per gli ovinicoltori voluti dall’Associazione Italiana Allevatori (Aia) e dall’Associazione nazionale della pastorizia (Assonapa) si è tenuta nel pomeriggio di giovedì 6 luglio 2017, a Roma, presso l’Azienda agricola Agricoltura Nuova, con il meeting sul tema “Come migliorare la redditività aziendale nell’allevamento della pecora da latte”, organizzato in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) del Lazio e della Toscana “Mariano Aleandri”.
L’incontro è stato aperto dal presidente Assonapa Stefano Sanna che nel suo saluto alla platea di oltre un centinaio tra allevatori, veterinari e tecnici provenienti da più regioni del Centro Sud – in particolare Lazio, Abruzzo e Basilicata – ha ricordato il filo conduttore degli appuntamenti realizzati in questa prima metà dell’anno, a partire da quello dell’aprile scorso presso il Centro genetico Assonapa di Asciano, in provincia di Siena, e quelli successivi di Bagnaia (Viterbo) e Macomer (Nuoro).

Da sinistra: Sanna (in piedi), Destro, Boi, Argiolas, Giacinti, Boselli e Grande.

Da sinistra: Stefano Sanna (in piedi), Claudio Destro, Roberto Boi, Giuseppe Argiolas, Giuseppina Giacinti, Carlo Boselli e Silverio Grande.

«Questa occasione – ha detto tra l’altro Sanna – è molto importante in quanto il Lazio è tra le regioni più vocate all’ovinicoltura: affrontiamo assieme, con relatori di prim’ordine, tutti gli aspetti relativi al buon management nell’allevamento ovino da latte. Un comparto strategico, che ha bisogno dell’impegno e della capacità degli allevatori di fare uno sforzo anche nell’innovazione e di un cambio di mentalità. Da parte nostra, un uguale impegno a proseguire nelle attività di formazione e informazione».
Il meeting romano si è incentrato sugli interventi di Giuseppe Argiolas, di Sementusa, che si è soffermato sul tema dell’efficienza riproduttiva per la valutazione, gestione e miglioramento dei parametri relativi alla riproduzione negli ovini da latte; Roberto Boi, tecnico dell’Ara Sardegna, ha relazionato sull’importanza dell’alimentazione nella pecora da latte, evidenziando come la giusta scelta delle razioni possa migliorare la redditività dell’allevamento. Giuseppina Giacinti dell’Izs Lazio e Toscana si è soffermata sulla gestione della sanità della mammella, sottolineando le relazioni tra la salute dell’apparato mammario e la qualità del latte. Infine, Silverio Grande, direttore Asso.Na.Pa., e Carlo Boselli dell’Izs Lazio e Toscana, hanno affrontato gli aspetti tecnici relativi alla correttezza delle operazioni di mungitura, delle attrezzature impiegate e del loro funzionamento, nonché il confronto con altre specie animali sull’argomento.
All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, il direttore dell’Ara Sardegna Marino Contu e il direttore generale dell’Izs Lazio-Toscana “Mariano Aleandri”, Ugo Della Marta.
Al meeting moderato dal vicepresidente Aia Claudio Destro, ha portato un suo contributo Carlo Hausmann, assessore all’Agricoltura, caccia e pesca della Regione Lazio. «Ritengo importante, anzi insostituibile – ha esordito l’Assessore – l’attività di assistenza tecnica alle aziende zootecniche svolta dall’Associazione allevatori, così come i servizi proposti dall’Izs. Per quanto riguarda più nello specifico il comparto ovicaprino, sono convinto che esistano ancora nella nostra regione aree di spreco, che però possono diventare anche aree di reddito. Si può intervenire, a esempio, su un miglior utilizzo delle zone destinate a pascolo, vista la prevalenza dell’allevamento estensivo, così come si può mettere in campo una più efficace politica di tutela dei marchi dei prodotti – penso a esempio al caso dell’abbacchio romano – anche per venir incontro al problema della scarsa redditività nel settore. L’obiettivo per l’immediato futuro dovrà essere quello di far tornare i prezzi delle produzioni ovicaprine a livelli più accettabili, ed è quello che auspico, oltre a proseguire nella giusta campagna di informazione sulla validità del regime alimentare che include i prodotti della zootecnia, che non sono nemici della dieta. Giusto anche che siano esperti autorevoli a raccontare al più vasto pubblico i pregi di un’alimentazione sana e con prodotti del territorio».
In conclusione, il vicepresidente Aia Claudio Destro ha informato la platea sulla prossima presentazione assieme a un importante partner di produzione del latte del Disciplinare “Latte del Benessere” che, ha sottolineato, può essere applicato anche alle aziende ovine.


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