Ovinicaprini e lingua blu (Blue tongue)

Una spiccata attività larvicida e repellente, oltre che una dimostrata selettività nei confronti dei Culicoides. Lo dimostrano alcuni studi condotti presso le università di Sassari e di Roma. Così il prodotto di scarto Neem Cake può essere considerato una efficace soluzione alla lotta di questa malattia


lingua

Le malattie trasmesse dagli insetti, una volta considerate sotto controllo, stanno risorgendo con maggiore impatto e virulenza, a causa del fenomeno della resistenza ai prodotti tradizionalmente impiegati. Oltre ai programmi di sorveglianza istituzionali e un’attenta gestione dell’azienda da parte degli allevatori, servono prodotti di nuova generazione che siano efficaci nei confronti degli insetti vettori.

Di seguito il caso della malattia denominata lingua blu (Blue tongue) e degli effetti di un prodotto della lavorazione del neem (Azadirachta indica), commercialmente denominato Neem Cake.

Lingua blu, una malattia che viene da lontano

Le malattie trasmesse da insetti costituiscono oggi una delle maggiori sfide per il futuro del settore zootecnico, a causa di problemi legati all’allevamento intensivo e alla difficoltà del controllo dei vettori. Il fenomeno interessa gli animali da allevamento, quanto le colture agrarie di rilevanza nazionale.

L’evoluzione di queste malattie viene interpretata secondo due principali modelli, a seconda dell’efficacia dell’intervento adottato: o il rimedio, generalmente un vaccino, riesce a eradicare completamente il patogeno, oppure la malattia si ripresenta con carattere ciclico e virulenza progressivamente maggiore. Nel secondo caso, abbiamo quindi dei periodi di massima manifestazione della malattia intervallati da periodi di maggiore calma.

L’atteggiamento dominante è quello di intervenire massicciamente nei periodi di maggiore manifestazione del fenomeno, in una sorta di risposta conseguente, dimenticandosi della malattia quando gli effetti sono meno manifesti.

Chiunque abbia avuto a che fare con un fenomeno biologico, sa che invece è proprio nei periodi di relativa calma che si preparano le condizioni per le successive esplosioni.

In questo articolo è stata presa a esempio di malattia la Blue tongue trasmessa da insetti vettori, includendo andamenti, conseguenze e possibili approcci, al fine di evidenziare la necessità di un intervento complessivo a carattere preventivo.

Il neem, contro gli insetti di interesse veterinario

Il neem (Azadirachta indica) è un albero di origine indiana, i cui prodotti stanno acquistando sempre maggiore importanza nell’ambito degli insetticidi di origine naturale. Le proprietà insetticide dell’olio di neem, ricavato dai semi, sono state verificate e certificate da numerose istituzioni, in particolare, dal principale organo mondiale nel settore, ovvero l’Us Environmental Protection Agency (Epa) (Office of Pesticide Programs, Biopestices and Pollution Prevention Diseases-Bipesticides Registration Action Document- Cold Pressed Neem Oil PC Code 025006) ma anche da un’enorme letteratura.

Tra le particolarità del neem, la sua spiccata attività larvicida e repellente, nonché la selettività nei confronti delle specie vettori. La concezione moderna di lotta contro gli insetti nocivi ha abbandonato il concetto di tolleranza “zero”, e persegue il controllo delle popolazioni d’insetti, per arrivare a situazioni in cui la loro presenza non comporta danno, anche mediante effetti di repulsione e antifeedant. In questo senso, numerose ricerche riportano l’azione multipla dei costituenti del neem nel controllo di insetti nocivi e dei vettori, secondo uno o più meccanismi d’azione.

Le prove condotte in campo

Di seguito i risultati degli esperimenti direttamente condotti in campo contro le larve dell’insetto vettore della lingua blu. In questi esperimenti è stato impiegato il prodotto di scarto, denominato Neem Cake, che si ottiene come sottoprodotto dalla spremitura dei semi di neem durante la produzione dell’olio. Questo materiale ha il vantaggio di un costo nettamente inferiore rispetto all’olio, pur conservandone gran parte della costituzione chimica (10), e quindi delle proprietà.

Nell’ottobre del 2008, il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, nell’ambito di un progetto di ricerca con l’Università di Roma “Sapienza” e l’Enea, finanziato dalla Regione Lazio, ha avviato prove di lotta alle larve di Culicoides in un allevamento estensivo di ovini in provincia di Sassari, colpito negli anni precedenti da epidemie di Lingua blu. In questa azienda campionamenti precedenti avevano rivelato elevate popolazioni di larve di culicoidi in un laghetto utilizzato per l’abbeverata degli animali.

In questo caso, contro le larve di Culicoides, è stato impiegato in pieno campo un prodotto commerciale, il GreenNeem Cake (NeemGreen, Virudhunagar, India), consistente in granuli di Neem Cake. In laboratorio sono state testate anche diverse frazioni ottenute presso i laboratori dell’Enea mediante estrazioni in miscele bifasiche a polarità decrescente di estratti in etil acetato del panello disoleato del neem.

La prova in campo è stata effettuata trattando con GreeNeem Cake alla dose di 100 g/m2 le sponde di un laghetto artificiale. È stato utilizzato uno schema a blocco completo randomizzato con 4 repliche di appezzamenti trattati e non trattati. Le singole parcelle, della superficie di 1 m2, erano contigue alla linea d’acqua per la lunghezza di 2 m e larghe 50 cm. Per la stima della popolazione dei Culicoides, da ogni singola parcella è stato prelevato un campione di fango di circa 800 cm3. I prelievi sono stati effettuati la settimana prima del trattamento e successivamente a cadenza settimanale per un mese. I campioni di fango sono stati mantenuti in laboratorio per 30 giorni in appositi contenitori per effettuare la raccolta delle larve degli adulti di Culicoides e di C. imicola

Il GreenNeem Cake ha mostrato un effetto significativo sulle larve di Culicoides, con particolar riferimento a C. imicola in laboratorio e in campo, in accordo con precedenti studi.

Nelle prove condotte, la formulazione commerciale è risultata un larvicida più efficace rispetto l’azione delle singole frazioni. L’attività ha evidenziato un notevole effetto residuo per circa un mese.

Il GreenNeem Cake messo a confronto in laboratorio con altri prodotti commerciali naturali quali Oikos 25 plus (azadiractina A+B, 25%) ha mostrato una efficacia superiore.

Conclusioni

L’olio di neem e i prodotti derivati sono già impiegati in altri Paesi in programmi integrati per il controllo degli insetti nocivi delle colture e degli animali da reddito.

In questo articolo si mette in evidenza la possibilità di utilizzare il Neem Cake in luogo dell’olio per il controllo degli insetti vettori.

Le prove in pieno campo rappresentano il primo tentativo di utilizzazione del neem per il controllo delle larve dei vettori della malattia della lingua blu.

Il neem può essere anche impiegato contro gli adulti dei Culicoides per la disinfestazione sistemica dei ricoveri degli animali e gli ambienti circostanti e come repellenti con trattamenti ripetuti degli animali. Numerose ricerche riportano l’azione multipla dei costituenti del neem nel controllo degli insetti nocivi e dei vettori, secondo uno o più meccanismi d’azione: interferenza con lo sviluppo postembrionale simulando l’azione della sostanza juvenoide che inibisce la metamorfosi e bloccando la sintesi dell’ecdisone; fagorepellenza con riduzione dello stimolo alla nutrizione e, indirettamente, influendo negativamente sulla fecondità degli adulti e sulla fertilità delle uova e limitando l’ovideposizione.

Supponendo un possibile assorbimento per via cutanea, presso il Centro di ricerca per le produzioni animali del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria sono state condotte prove per valutare l’effetto del Neem sul profilo ematologico e sulle cellule periferiche mononucleate del sangue di caprini trattati con il neem e non sono stati riscontrati effetti avversi.

Per le loro proprietà e il basso impatto, sia sulla salute sia sull’ambiente, i fitoestratti del neem o il suo olio, si sono rivelati tra i più interessanti principi attivi da impiegare nell’agricoltura biologica e nella lotta contro gli insetti nocivi per l’uomo e per l’ambiente, come dimostrato dall’estesa letteratura scientifica e brevettuale relativa ai composti naturali da essa derivati e i relativi procedimenti estrattivi e preparativi.

Il neem è già impiegato in altri Paesi in programmi integrati per il controllo degli insetti nocivi delle colture, come per esempio negli Stati Uniti con l’approvazione dell’Environmental Protection Agency, e degli animali da reddito.

In Italia, al momento, seppure in aumento, l’impiego del Neem è limitato e poco conosciuto, mentre ancora si impiegano su larga scala insetticidi tradizionali.

Questo articolo intende in primo luogo rendere noti i progressi fatti nella sua utilizzazione. Grazie alla possibile utilizzazione del Neem Cake è auspicabile che il neem trovi applicazione nella lotta agli insetti vettori di patogeni dell’uomo, delle piante e degli animali da reddito, prima che i danni all’ambiente siano irreparabili e che la multiresistenza renda gli attuali trattamenti inutili o addirittura controproducenti, nella consapevolezza di uno sviluppo agricolo, sostenibile, eco-compatibile, a basso costo, che permetta di assicurare un futuro ai prossimi sette miliardi di abitanti del nostro pianeta.

 

I CULICOIDES

I focolai larvali di C. imicola si sviluppano principalmente negli ambienti fangosi che si formano in prossimità di abbeveratoi e/o sui bordi dei laghetti artificiali che fungono da risorsa idrica per le aziende zootecniche.

La qualità dell’acqua nei focolai larvali è caratterizzata da un’elevata concentrazione di sostanza organica derivante dagli escrementi degli animali. Le larve di C. imicola vivono nello strato superficiale del suolo, fino a una profondità di alcuni centimetri. Nei laghetti artificiali i focolai larvali si riscontrano nelle sponde, in una fascia compresa nei primi 50 centimetri sopra la linea d’acqua. Gli stadi larvali di C. newsteadi, C. pulicaris e C. punctatus si adattano a vivere anche in canali di scolo, pozze salmastre basse e rive di torrenti, spesso ricoperti di erbe e ricche di sostanza organica in decomposizione. Le larve di C. obsoletus e C. scoticus, invece, si sviluppano preferibilmente negli accumuli umidi di foglie morte in ambienti ombreggiati nelle aree boschive e nei cumuli di letame di pecora, di cavallo e di bovino nei campi).

(P.D.S.)

 

La bibliografia è consultabile contattando, tra gli autori, Paola Del Serrone (paola.delserrone@crea.gov.it) .

(1) Crea, Centro di ricerca per la produzione animale (Rm).

(2) C.R. Enea Casaccia, Sspt-Tecs-Biorisc, S. M. Galeria (Rm).

(3) Dip. Biologia Ambientale, Università degli studi di Roma, Sapienza, Roma.

(4) Dip. di Agricultura, Sezione di Patologia vegetale ed Entomologia, Università degli studi di Sassari.

(5) Dip. di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, Università di Pisa.

(6) Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise G. Caporale.

(7) Division of Entomology, Department of Zoology, Periyar U1Division of Entomology, School of Life Sciences, Bharathiar University, Coimbatore-641 046, Tamil Nadu, India.

 

Leggi l’articolo pubblicato su Informatore Zootecnico n. 21/2016

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