Overview Ismea sui mercati agroalimentari / 6 luglio 2015

Le quotazioni dei vitelli da ristallo francesi, ai massimi da cinque anni, dovrebbero registrare già questa settimana una correzione al ribasso, in previsione di una maggiore disponibilità di capi pronti per l’ingrasso.



Roma, 6 luglio 2015 – L’incertezza sui nuovi raccolti sta alimentando il nervosismo sui mercati internazionali dei frumenti, generando ulteriori tensioni sui prezzi.  Lo rileva l’Ismea nell’Overview sui mercati agroalimentari di questa settimana. Per i cereali foraggeri però i listini mostrano un andamento migliore e in netta controtendenza rispetto alle scorse settimane; mais e orzo, in particolare, potranno beneficiare di ulteriori recuperi sulla scia dei rincari attesi nel comparto dei frumenti.

Sui mercati zootecnici non si intravedono miglioramenti nel comparto bovino con pochi scambi tra allevatori e macellatori e consumi ancora con il freno tirato. Le quotazioni dei vitelli da ristallo francesi, ai massimi da cinque anni, dovrebbero registrare, già questa settimana, una correzione al ribasso, in previsione di una maggiore disponibilità di capi pronti per l’ingrasso.

Aumenti solo marginali per i capi suini, sia da macello che d’allevamento per le taglie più elevate, con un probabile proseguimento di tale tendenza anche in previsione di una lenta ma graduale ripresa dei tagli freschi, prosciutti e lombi in particolare.

Sul mercato dei lattiero-caseari è calma piatta in Italia, in particolare per i formaggi tipici, in un contesto di forte incertezza in merito agli sviluppi del settore. A livello internazionale, i prezzi delle commodity casearie, soprattutto del latte in polvere, mantengono un trend negativo per le forti pressioni alla vendita da parte dei paesi esportatori. Le prime indicazioni del dopo-quote rivelano, a livello comunitario, un aumento delle consegne di latte ad aprile 2015 in alcuni dei principali paesi produttori: +11% in Irlanda rispetto ad aprile 2014, +1,5% in Regno Unito e +4,2% in Polonia; in flessione al contrario le produzioni di latte sia in Germania che in Francia.

(fonte: Direzione Servizi per il Mercato – Ismea)

 


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