Nuova rubrica IZ, “Le mie razioni”

Prende il via con IZ 21.2016 un nuovo importante appuntamento fisso, sulla rivista. Dedicato alle scelte alimentari di allevatori di punta e in futuro anche di nutrizionisti. Per l’occasione, solo per questa volta, il sito internet dell’Informatore Zootecnico ne riassume i contenuti. In IZ 21 la rubrica si è applicata alle scelte alimentari dell’azienda agricola Padovani, di Casaletto Vaprio, provincia di Cremona


ARTICOLO

L’Azienda agricola Padovani si trova a Casaletto Vaprio, un comune in provincia di Cremona, molto vicino a Crema ed è attiva nel settore zootecnico dal 1967, gestita fin da allora direttamente dalla famiglia. Ai 100 ettari di proprietà collocati in un corpo unico aziendale, si aggiungevano allora l’allevamento (120 vacche in mungitura), che fin dagli anni 60-70 rappresentava la vera mission dell’azienda.
Poi negli anni ’80 la svolta con il passaggio dalla stabulazione fissa a quella libera e il ridimensionamento dell’azienda: oggi, dopo un lavoro instancabile, in termini di investimenti, l’azienda vanta una mandria di 700-750 capi (350-380 in mungitura), conducendo circa 200 ettari di terreno, di cui 65 ha a prato stabile, 30 ha a prato di erba medica e 105 ha a mais (di cui 40 coltivati a secondo raccolto dopo loiessa).
Inoltre sui fabbricati è stato installato un impianto di 630 kw.

Vista la dimensione della mandria, ovviamente gli animali sono gestiti attraverso diversi gruppi, alcuni dei quali dedicati ai giovani animali. Per gli animali in lattazione sono previsti tre gruppi, più il gruppo post- parto, dove le bovine che hanno appena partorito restano circa 20 giorni.

Le puerpere, spiega Riccardo Padovani (il secondo da sinistra nella foto), <<vengono alimentate con una razione analoga a quella della vacche in lattazione, ma hanno a loro disposizione fieno di loiessa o di secondo taglio di prato stabile a volontà. In questo modo verrà facilitata un’ingestione progressiva di concentrati, in modo da evitare problemi metabolici, soprattutto acidosi ruminali, che potrebbero essere conseguenti ad un abbassamento del pH, in una situazione fisiologica e digestiva dell’animale, in cui le papille ruminali non sono ancora abbastanza sviluppate per poter assorbire il carico di acidi grassi volatili>>. Inoltre a queste bovine viene somministrato, attraverso l’abbeverata, un prodotto costituito prevalentemente da zuccheri (glicerolo, maltosio, fruttosio, glucosio e saccarosio) utile per apportare energia.

Riccardo Padovani sta completando il suo percorso di studio universitario presso l’Università Cattolica di Piacenza, mettendo a punto presso l’Istituto di Zootecnica una tesi di laurea magistrale con una prova condotta in allevamento.

Attualmente la produzione media di latte è compresa fra 39 e 40 kg/capo per giorno.
Gli animali in lattazione vengono suddivisi in tre gruppi:

Primo gruppo, costituito da vacche fresche, con una media di produzione di 48 litri di latte al giorno. L’alimentazione prevede la razione dettagliata nella tabella 1. L’ingestione media di sostanza secca di questo gruppo è attualmente pari a 26,5 kg/capo per giorno. Con questa ingestione è stato stimato un apporto di proteina metabolizzabile pari a 2950 g/capo per giorno. La copertura dei fabbisogni teorici di energia netta e proteina metabolizzabile, tenuto conto della fase iniziale di lattazione, è di poco superiore al 90%.
Tab1

Secondo gruppo, costituito da animali che producono circa 35 litri di latte al giorno. Il gruppo è costituito per il 70% da primipare e per il 30% da vacche che vengono spostate dal primo gruppo in funzione dell’abbassamento di produzione. La razione viene distribuita due volte al giorno ed è costituita dalla razione base delle vacche più produttive, cioè quelle del primo gruppo.

Terzo gruppo, costituito dalle bovine meno produttive in lattazione, con produzione di circa 26 litri di latte al giorno. La razione si compone degli alimenti e delle dosi riportati nella tabella 3.
Tab3

(di Claudia Molinari)

 

 

 


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