Alimentazione – Con il precision feeding aumenta il reddito aziendale

Perché mettere in atto, nell’allevamento delle bovine da latte, la cosiddetta alimentazione di precisione? Perché questa tecnica aiuta l’allevatore a migliorare il proprio lavoro semplificando la ripartizione delle scorte aziendali e incrementando i valori dell’efficienza alimentare


Tecnozoo_azBianchini

Cita un proverbio della tradizione popolare: “Le vacche nella stalla arricchiscono la borsa”. Questa antica affermazione rispecchia ancora la situazione agricola di oggi? La risposta è intuibile. Infatti purtroppo la realtà zootecnica che viviamo parla chiaro e sembra che questo settore sia stato dimenticato dalle autorità politiche italiane, le quali, invece, dovrebbero valorizzare i prodotti del territorio tutelando i produttori stessi.

Dunque, cosa è cambiato in questi anni? Da quando le vacche rappresentavano una risorsa, a oggi che sono viste quasi come una spesa? C’è da sbizzarrirsi nelle risposte che però possiamo raggruppare in un’unica soluzione: la società. Ebbene ci troviamo in una società moderna perennemente di corsa, sempre più tecnologica e, per certi versi, sempre più acculturata.

La fluttuazione del prezzo del latte

A tal punto un’altra domanda sorge spontanea: in questo nuovo mondo, con i prezzi che ci ritroviamo, c’è spazio per l’allevamento bovino? Sicuramente sì e lo dimostra il fatto che le fluttuazioni del prezzo del latte non sono una novità di quest’anno (vedi tabella 1).

Questi dati ci rinfrescano la memoria mostrandoci una panoramica dell’andamento del mercato del latte negli ultimi otto anni. Se traduciamo i numeri graficamente notiamo che l’evoluzione non è lineare bensì fluttuante nel tempo, con picchi e lacune (vedi grafico 1). Certe situazioni rispecchiano la realtà attuale pertanto queste informazioni fanno ben sperare sul futuro zootecnico.

Pertanto come dovremmo comportarci di fronte a tale situazione? L’istinto è quello di tagliare brutalmente i costi puntando soprattutto a quelli alimentari e finendo per fare dei pasticci. La vacca che non mangia è un animale che costa poco dal punto di vista alimentare ma è anche un animale che produce meno e che si ammala di più. Rischiamo quindi di avere basse spese alimentari associate a elevati costi sanitari e dei farmaci.

L’obiettivo dell’azienda da latte quindi non deve essere quello di ridurre i costi bensì di aumentare la differenza tra costi e ricavi. Per questo chi scrive preferisce parlare di ottimizzazione della gestione degli allevamenti.

La precisione

Un argomento di cui sentiamo discutere spesso in questi anni riguarda la zootecnia di precisione, tecnica che raggruppa diversi aspetti della gestione aziendale i quali sono perfettamente correlati fra loro. Tra le materie che danno forma a questa disciplina troviamo l’alimentazione di precisione, o precision feeding.

Addentrandoci nel significato del termine, precisione è il grado con cui una cosa si avvicina alle condizioni volute e prefissate. Pertanto il primo passo per parlare di alimentazione di precisione è quello di porci degli obiettivi chiari e facilmente raggiungibili nel breve periodo.

Un sistema di gestione precisa dell’alimento aiuta a migliorare il proprio lavoro semplificando la ripartizione delle scorte aziendali e incrementando i valori dell’efficienza alimentare. Tuttavia anche se questo argomento è molto discusso tra i luminari dell’alimentazione della bovina da latte, non trova molto spazio negli allevamenti. Forse perché “precision feeding” è un nuovo modo di pensare, un’evoluzione della mentalità e della routine nell’agricoltura e spesso i cambiamenti tendono a spaventarci.

Per questo motivo esistono aziende come Tecnozoo di Piombino Dese (Pd) che accompagnano le stalle in questo processo. L’obiettivo è quello di affiancare gli allevatori nelle scelte gestionali, tagliando gli esuberi e apportando le novità, oramai consolidate, che permettono di aumentare il reddito aziendale anche con il mercato attuale del latte.

Efficienza nella conversione alimentare

Innanzitutto è molto importante conoscere il grado di efficienza nella conversione alimentare che caratterizza il proprio allevamento e che condiziona il reddito aziendale. Pertanto è fondamentale parlare sia di un aspetto zootecnico (efficienza alimentare, che risponde all’esigenza di ogni allevatore di conoscere quanto latte produce un kg di sostanza secca somministrato alla vacca) sia di una componente economica (Iofc, Income Over Feed Cost , il cui valore si ottiene detraendo al ricavo totale del latte i costi alimentari sostenuti per quella produzione).

Come vediamo nella tabella 2, per ottenere un controllo accurato della propria stalla possiamo fare questo calcolo quotidianamente e i dati che vengono segnati sono facilmente individuabili. Registriamo il numero delle vacche munte e il numero di quelle che sono state trattate e il cui latte pertanto non è commercializzabile. Inseriamo la produzione media giornaliera espressa come litri di latte venduto e la percentuale di grasso nel latte.

Il valore della sostanza secca lo calcoliamo a partire dai dati analitici della razione mentre per conoscere la quantità realmente ingerita dagli animali (vedi tabella 3) è necessario registrare i quintali di unifeed scaricato e l’avanzo dello scarico precedente.

Molti allevatori non hanno la buona abitudine di segnare quest’ultimo dato mentre dovrebbe diventare una routine aziendale poiché dall’avanzo ricaviamo la reale ingestione della mandria e quindi l’andamento della stalla. Infine registriamo i due valori economici: il prezzo del latte e il costo della razione. Il resto dei dati nella tabella vengono calcolati automaticamente dal foglio elettronico.

L’importanza del lavoro è la costanza di esecuzione e l’interpretazione dei risultati ottenuti. Grazie a questo strumento abbiamo sempre i dati aggiornati dell’allevamento e conosciamo i punti critici dove possiamo affinare il sistema di alimentazione. L’elaborazione dei dati giornalieri di un mese ha messo in luce questi valori medi mensili dell’efficienza alimentare e dell’Iofc:

– lungo il mese il valore dell’efficienza alimentare è rimasto abbastanza stabile sugli 1,60 kg di latte;

– lungo il mese anche il valore dell’Iofc è rimasto abbastanza stabile, rimanendo sempre tra i 7,4 e gli 8 euro / vacca / giorno.

Questo semplice esempio serve per capire che il maggiore o minor reddito in un’azienda non dipende solo dal prezzo del latte e dal costo della razione bensì dall’efficienza con cui gli animali convertono l’alimento.

Con i setacci

Come possiamo quindi ottimizzare l’efficienza alimentare? Molti sono gli aspetti da considerare e attualmente abbiamo a disposizione tanti strumenti per poter fare le valutazioni opportune. In primis andiamo a monitorare la disponibilità e la qualità dell’unifeed in mangiatoia poiché l’efficienza alimentare aumenta con una miscelata stabile, ossia costantemente omogenea e sempre uguale. Per valutare la qualità della miscelata è molto utile l’utilizzo di alcuni strumenti: il setaccio per l’unifeed (Penn State Particle Separator, Psps) e quello per le feci.

Il Psps eseguito sull’avanzo prima dello scarico successivo e sull’alimento appena scaricato ci permette di controllare se gli animali scelgono. Inoltre grazie a questo strumento possiamo valutare l’omogeneità della miscelata lungo tutta la mangiatoia e la sua costanza nel tempo.

La fibra che ritroviamo nel primo setaccio deve presentare un taglio netto e non sfibrato in modo da essere facilmente degradabile dai batteri ruminali permettendo quindi un incremento dell’efficienza.

Il setaccio delle feci invece lo utilizziamo per valutare la digeribilità dell’alimento. Nel primo strato controlliamo la presenza di particelle indigerite troppo grandi mentre in tutti e tre monitoriamo l’eventuale eccesso di mucina (campanello d’allarme per l’acidosi) e la gestione delle materie prime (dimensione della farina di mais, aspetto del cotone, eccetera).

Pertanto quando parliamo di precision feeding viene aperto un ampio dibattito. Lo scopo di questo articolo è quello di evidenziare l’importanza degli aspetti pratici e concreti dell’alimentazione. Prestare attenzione a questi aspetti, investendo intelligenza e tempo, è la mossa vincente dell’azienda di bovine da latte. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il male e ciò che è determinante nelle stalle è il criterio del lavoro che viene applicato e la capacità di migliorarlo sempre.

 

(*) L’autrice è medico veterinario e tecnico nutrizionista presso Tecnozoo.

 

Visualizza l’articolo intero pubblicato su Informatore Zootecnico n. 15/2015


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