Nitrati, la Lombardia detta regole fino al 2019

Ok della giunta regionale al “Programma d’azione” che stabilisce le norme per la protezione dall’inquinamento nelle zone vulnerabili. Meno azoto alle coltivazioni. Impatto burocratico non trascurabile


nitrati

Via libera in Lombardia, la regione italiana con le maggiori superfici vulnerabili, ossia a rischio di inquinamento da nitrati, al Programma d’azione regionale che stabilisce le regole per la protezione dall’inquinamento dai nitrati provenienti da fonti agricole in queste zone, come stabilisce la direttiva Ue. Il nuovo documento ha incassato il via libera della Giunta regionale il 16 maggio scorso e sostituisce per il periodo 2016-2019 il precedente programma d’azione quadriennale.

L’obiettivo è quello indicato dalla normativa comunitaria: disciplinare la gestione e i limiti di utilizzo degli effluenti di allevamento e dei fertilizzanti contenenti azoto in modo da non superare i 170 kg di azoto per ettaro l’anno distribuiti sui campi nelle aree vulnerabili.

Più precisamente il Programma d’azione si propone:

– di proteggere e risanare le zone vulnerabili dall’inquinamento provocato da nitrati di origine agricola,

– di limitare l’applicazione al suolo dei fertilizzanti azotati sulla base dell’equilibrio tra fabbisogno delle colture e l’apporto alle colture di azoto proveniente dal suolo e dalla fertilizzazione,

– di promuovere strategie di gestione integrata degli effluenti zootecnici in modo che questi siano capaci di contenere già in partenza escrezioni ridotte di azoto.

Ogni azienda in zona vulnerabile dovrà sempre presentare ogni anno la comunicazione nitrati e potrà essere esonerata solo a determinate condizioni, rispettando però, in ogni caso, le regole generali definite della direttiva sui nitrati.

Conservare documenti

Fondamentale resta il Piano di Utilizzazione Agronomica, il documento che integra la Comunicazione nitrati delle imprese che producono o utilizzano un elevato quantitativo di azoto. L’azienda che presenta la Comunicazione nitrati deve conservare alcuni documenti come:

– la carta tecnica regionale per l’individuazione degli appezzamenti aziendali,

– la planimetria degli stessi,

– il registro delle distribuzioni di fertilizzanti,

– il contratto per la valorizzazione degli effluenti di allevamento stipulato in caso di cessione o acquisizione di effluenti di allevamento per lo stoccaggio e per la distribuzione e per il trattamento,

– la documentazione di trasporto degli effluenti di allevamento e le relazioni tecniche a supporto delle scelte aziendali.

Regione Lombardia incentiva inoltre, tramite alcuni interventi del Psr 2014-2020, gli investimenti per la realizzazione di coperture delle strutture di stoccaggio degli effluenti di allevamento; e sostiene, in particolare nelle zone vulnerabili, l’applicazione di misure agroambientali sempre attraverso le risorse dello sviluppo rurale.

Verranno emanati successivamente gli atti sulle modalità di presentazione o aggiornamento della Comunicazione nitrati, la definizione dei divieti di spandimento nella stagione autunno invernale, per nominare il Comitato tecnico scientifico nitrati ed emissioni, adottare eventuali modifiche ed integrazioni tecniche previste da provvedimenti nazionali e comunitari.

 

L’articolo completo è pubblicato su Informatore Zootecnico n. 11/2016

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