IMPATTO NUOVA PAC –

Oggi premi comunitari molto diversi. Con la riforma la forbice dovrebbe ridursi.

Nuova PAC: Grana e Parmigiano, prima e dopo

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Produrre latte nel comprensorio del Parmigiano Reggiano oppure in zona Grana Padano significa anche percepire premi comunitari sensibilmente diversi.

Differenze dell’ordine del 60% a favore delle aziende da latte ubicate a nord del fiume Po che però, per effetto della prossima riforma Pac, potrebbero ridursi. Oggi nella zona di produzione del Grana Padano i premi sono compresi tra un minimo di 700 €/ha e un massimo di 900 €/ha, mentre nel comprensorio del Parmigiano Reggiano 1 ettaro di terreno è premiato con cifre comprese fra 450 € e 600 €.

Disparità dal 2004

Una disparità che si è originata nel lontano 2004 quando, per assegnare i titoli Pac in base al meccanismo del disaccoppiamento, furono prese a riferimento le annate 2000-2001-2002. I premi medi percepiti nel triennio furono spalmati anche sulle superfici a foraggere che non produssero alcun premio in quel periodo. E si sa, chi produce latte per Parmigiano Reggiano generalmente destina più superficie a erba medica e a prato di chi sta pochi chilometri più su, che invece da decenni basa il proprio ordinamento colturale e l’alimentazione del bestiame sul mais.

Abbiamo eseguito alcune verifiche su due aziende da latte simili per superficie e numero di animali allevati, la prima ubicata poco sopra il fiume Po, l’altra appena più sotto, entrambe in provincia di Mantova. Ebbene, la prima azienda di 60 ettari di superficie, di cui il 65% è coltivata a cereali (mais e orzo), produce latte (circa 13mila q con 155 vacche) per una cooperativa che trasforma la materia prima in Grana Padano. Il premio medio di questa azienda è di 890 €/ettaro. La seconda azienda, anch’essa di 60 ha di superficie, ma prevalentemente investita a erba medica (70% della Sau, il resto a mais), produce latte per 12mila q/anno con 140 vacche, prodotto che viene destinato alla trasformazione in Parmigiano Reggiano sempre in cooperativa. Quest’ultima azienda possiede premi che valgono 510 €/ha. La differenza è di ben 380 €/ettaro. A conti fatti, su ogni chilogrammo di latte prodotto, i premi Pac incidono per oltre 4 centesimi di euro per la prima azienda, per soli 2,6 centesimi di euro per la realtà produttiva dell’Oltrepo. Differenze significative, tenendo presente che gli aiuti diretti in annate difficili, con prezzi dei formaggi in caduta libera, possono comunque garantire un minimo di reddito.

E con la prossima riforma Pac cosa potrebbe cambiare? Nell’ipotesi di applicazione della convergenza parziale, opzione preferita dagli operatori zootecnici, in quanto prevede un calo massimo degli aiuti diretti del 30% rispetto al valore iniziale, mantenendo differenze contributive fra settore e settore, ma anche fra agricoltore e agricoltore, il solco tra le due realtà produttive rimarrebbe, ma comunque meno profondo. Calcolando che il budget assegnato al nostro Paese possa diminuire del 30% rispetto ai livelli attuali, con la convergenza parziale l’azienda che produce latte per grana arriverebbe a percepire un premio di base di 435 €/ha, mentre quella ubicata nel comprensorio del Parmigiano Reggiano diminuirebbe a 250 €/ha. Sommando la componente di premio aggiuntiva ambientale, il cosiddetto greening, che potrebbe incidere per circa 110 €/ha, l’azienda del Grana Padano arriverebbe a percepire 545 €/ha, mentre l’azienda del Parmigiano Reggiano percepirebbe 360 €/ha, con una differenza di 185 €, contro i 380 €/ha precedenti la riforma.

Un riallineamento

In definitiva, nello scenario proposto, la contribuzione sarebbe ancora diversa fra le due realtà produttive, ma a pagare il conto più salato sarebbe l’azienda che produce nell’ambito della zona del Grana Padano, che perderebbe quasi il 40% della propria contribuzione.

Insomma, una riforma Pac che, pur penalizzando tutti, riporterebbe le aziende lattiero-casearie quasi sullo stesso piano.

 

 


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