Micotossine – Il rischio quest’anno c’è, ecco come prevenirlo

L’utilità del programma diagnostico 37+, realizzato da Alltech, con il quale l’allevatore si può fare un’idea dell’intensità della contaminazione da micotossine


micotossine

Quest’anno in molte regioni le piogge sono state scarse da inizio aprile a metà maggio, in particolare in Piemonte, Veneto, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna. Ed è noto come un clima particolarmente caldo e secco durante la stagione cerealicola renda il rischio micotossine molto elevato. È uno dei problemi sui quali i tecnici Alltech mettono in guardia gli allevatori.

Oltre a ciò, i nutrizionisti Alltech avvertono che gli animali ora sono esposti al rischio di multicontaminazione, a causa della presenza di diverse tipologie di micotossine nei mangimi. Gli allevatori quindi dovrebbero mettere in atto un approccio di valutazione dei rischi da micotossine che valuti quanto queste possano agire in sinergia stesse e non solo il quantitativo delle singole tossine.

Dice per esempio Pedro Caramona, Alltech European Mycotoxin Management: “Al di là della recente stagione, che ha determinato la crescita di funghi durante la fase vegetativa dei raccolti di frumento, gli ultimi risultati del nostro programma avanzato di analisi denominato “37+” confermano che il numero di micotossine presenti negli alimenti destinati all’alimentazione animale in Italia è in continuo aumento”.

La maggior parte dei mangimi che vengono dati a vacche da latte, vitelli e bovini da carne, ora contengono un alto numero di micotossine. Per esempio, più di tre quarti di tutti i campioni unifeed e di insilato di mais testati tra settembre 2014 e giugno 2015 contenevano almeno 6 micotossine diverse e circa il 15% di essi ne conteneva più di 10 (figura 1). La media è stata di 7,3 micotossine per campione.

Le micotossine più diffuse rilevate sono i Tricotreceni di tipo B, acido fusarico, fumonisina e quelle prodotte da Penicillium, come l’acido micofenolico. Tuttavia, è la presenza simultanea di queste diverse micotossine che fa aumentare la potenziale tossicità per la vacca (figura 2).

“In casi estremi queste contaminazioni possono causare aborti, forti diarree e improvvisi cali nella produzione di latte, ma, nella maggioranza dei casi, il risultato della contaminazione da micotossine è più probabile che si presenti come un problema generalizzato”, continua Caramona. “I sintomi sono numerosi e vari, ma il risultato sarà sempre una riduzione delle performance e perdita dei profitti”.

Fra l’altro sembra che il cambiamento climatico e le pratiche di stoccaggio stiano iniziando a influenzare lo spettro di muffe presenti negli allevamenti. La riduzione della pratica di rotazione delle colture in molti paesi sviluppati rende la contaminazione da muffe persistente di anno in anno, trasformando il rischio di micotossine multiple in un problema reale.

“Una delle ragioni del rischio di micotossine multiple – aggiunge Caramona – è l’insolito clima stagionale. Le micotossine sono prodotti del metabolismo delle muffe, quindi, dovunque queste crescano, la possibilità di contaminazione da micotossine aumenta. Tuttavia è la presenza simultanea di differenti tipologie di micotossine che aumenta la potenziale tossicità per il bestiame”.

Bene: grazie al programma 37+, Alltech è ora in grado di dare agli allevatori un’immagine accurata della multicontaminazione da tossine nei propri alimenti e, quindi, del rischio complessivo che ogni famiglia di tossine può avere sugli animali (vedi figure 3, 4, 5).

“Ora siamo in grado di aiutare gli allevatori a identificare la minaccia di multi contaminazione nelle loro aziende, lavorando attraverso un processo di valutazione del rischio da micotossine basato sui principi del sistema Haccp. Il nostro Miko audit in allevamento inizia con l’esame dei cereali e degli altri alimenti in azienda, compresi i foraggi. Vengono inoltre osservati gli animali e valutiamo con l’allevatore le performance aziendali, al fine di costruire un quadro generale della stato sanitario e fertilità della mandria”, spiega Pedro Caramona.

Una volta analizzati tutti i dati raccolti durante la visita aziendale siamo in grado di offrire una valutazione diagnostica. Il range va da oltre l’80%, che suggerisce che è già in atto un’eccellente piano di gestione delle micotossine; a un range tra 40 e 80%, che suggerisce che dovrebbero essere effettuati alcuni miglioramenti, fino a inferiore al 40% dove si ha un elevato rischio di contaminazione da micotossine. Sulla base di questi risultati viene redatto un report che include suggerimenti al fine di migliorare la gestione degli alimenti stoccati nonché il livello di inclusione ideale di un provato catturante per micotossine all’interno della dieta. Grazie all’inserimento nell’unifeed di quest’ultimo si mira ad abbattere qualsiasi potenziale effetto dannoso sulla salute e sulle performance della mandria.

Oltre alla consegna del report elaborato sulla base delle valutazioni effettuate tramite Miko audit, gli allevatori possono richiedere una analisi completa del rischio micotossine tramite un campionamento e successiva dettagliata analisi della contaminazione da parte di micotossine degli alimenti valutati fonte di rischio, tramite il programma diagnostico 37+.

Per ottenere maggiori informazioni sul programma si può contattare Alltech Italy allo 051.434987.

 

Visualizza l’articolo intero pubblicato su Informatore Zootecnico n. 14/2015


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