28ª MOSTRA –

La manifestazione, svoltasi a Macerata, conferma l’elevato livello genetico della razza. Ottenuto attraverso la selezione e la sperimentazione condotta dall’Anabic

Marchigiana. Tutti i vincitori della mostra nazionale

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La 28a edizione della Mostra nazionale della razza Marchigiana, svoltasi presso il Foro Boario di villa Potenza (Macerata) nell’ambito della Rassegna agricola del centro Italia (Raci), ha confermato l’elevata genealogia dei 290 capi iscritti a catalogo provenienti da 31 allevamenti di Macerata, Ancona, Ascoli Piceno Perugia e Benevento.

La Mostra, organizzata dall’Anabic in collaborazione con il Mipaaf, con la Provincia di Macerata e con l’Ara Marche, ha offerto l’opportunità di presentare al ministro Mario Catania, ospite del Raci, i risultati raggiunti mediante il miglioramento genetico condotto da Anabic e dal Centro Tori di Macerata, il cui lavoro consente, oggi, di annoverare la Marchigiana fra le più prestigiose razze bovine da carne sia in Italia che all’estero (Usa, Canada, Sud Africa, Olanda e, ora, anche Bosnia e Montenegro).

Un percorso di valorizzazione che ha impegnato molte aziende zootecniche che hanno investito professionalità e mezzi finanziari per portare avanti programmi di selezione finalizzati non solo a migliorare la qualità organolettica delle carni e ad aumentare le rese alla macellazione, ma anche a ottenere capi le cui caratteristiche fisiologiche e morfologiche consentano di accrescere l’adattabilità dei bovini a diverse condizioni ambientali, senza penalizzare gli incrementi ponderali dei soggetti.

Un patrimonio zootecnico che, come hanno fatto presente l’assessore regionale all’Agricoltura, Paolo Petrini e il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari al ministro Catania, deve essere ulteriormente tutelato nell’ambito di una politica di settore che preveda adeguate misure strutturali e finanziarie volte a consolidare e a intensificare gli attuali rapporti che sussistono tra ricerca e sperimentazione da un lato e allevatori dall’altro.

Più spazio alla ricerca

La necessità di potenziare l’attività di miglioramento genetico è stata ribadita dal presidente dell’Aia, Nino Andana, dal presidente e dal direttore dell’Anabic, Domenico Romanini e Roberta Guarcini, i quali hanno manifestato preoccupazioni dovute allo stato di “sofferenza” nel quale i centri di ricerca operano per perseguire programmi di lavoro finalizzati a migliorare il livello genealogico, che richiedono una continuità del lavoro di sperimentazione nell’ambito degli allevamenti impegnati nella selezione dei capi bovini.

Un’aspettativa che il ministro Catania ha condiviso sostenendo che il miglioramento delle produzioni zootecniche consente di aumentare il potere contrattuale degli allevamenti nell’ambito del processo di filiera, con un’offerta di prodotti (carne e latte) di elevata qualità.

L’attività dell’Anabic

L’attività svolta dal Centro dell’Anabic è stata al centro di un incontro tecnico sulla valutazione genetica dei riproduttori, i cui risultati sono stati illustrati dal direttore dell’Associazione, Guarcini, la quale ha evidenziato quanto emerso dal lavoro svolto dai tecnici Andrea Quaglia (ufficio centrale Lgn), Fiorella Sbarra (ufficio Valutazioni genetiche) e Matteo Ridolfi (ufficio Valutazioni morfologiche).

L’incontro è terminato con la presentazione fatta da Francesco Filippini (ufficio Ricerca e sviluppo) che ha riportato i risultati di un’indagine sul management degli allevamenti della razza Marchigiana condotta in collaborazione con la Regione Marche, che ha riguardato in particolare la valutazione dello stato nutrizionale delle fattrici (Body Condition Score o BCS) e sulle sue dirette correlazioni con l’efficienza riproduttiva in allevamento.

Particolare interesse hanno riscosso, da parte di tecnici, allevatori e del numeroso pubblico, i lavori di ring per valutare i capi bovini che hanno partecipato nelle diverse categorie previste dal regolamento della Mostra nazionale della razza Marchigiana.

Il giudice unico Matteo Ridolfi, coordinatore degli esperti Anabic, assistito sul ring da Enzo Costantino, ha motivato le valutazioni dei soggetti classificati tenendo nella dovuta attenzione alcuni indici che caratterizzano la razza Marchigiana.

La gara tra gli Itas

Nel corso della Mostra, si è svolta anche la gara di giudizio riservata agli studenti degli Itas, alla quale quest’anno hanno partecipato, oltre all’Itas di Macerata e a quello di Fabriano, anche tre squadre della facoltà di Agraria dell’Università di Perugia.

La competizione, coordinata nel ring da Matteo Ridolfi, ha riguardato alcune manze della 3a e 4a categoria, rese disponibili da Gaetano Ercoli, Marco Mei, Roberto Mercatili e Giuseppe Gagliardi.

La classifica finale ha visto piazzarsi al 1° posto la squadra dell’Itas di Fabriano (speaker Alberto Marcelli, che ha preceduto, nell’ordine, la squadra dell’Istituto “G. Garibaldi” di Macerata capitanata da Martina Salciccia e una squadra dell’Università di Perugia (speaker Davide Marconato).

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