Lombardia, Fava annuncia misura per la promozione integrata delle filiere zootecniche

L’assessore ha annunciato che la Regione metterà a disposizione risorse aggiuntive dal proprio bilancio. Questo con un provvedimento straordinario che andrà ad affiancare la misura 16 del Programma di sviluppo rurale


FAVA ) Immagine

“Dobbiamo sostenere le filiere alimentari e fare in modo che il valore aggiunto sia equamente distribuito tra tutti i soggetti che la compongono. Per questo Regione Lombardia ha stabilito di mettere a disposizione risorse aggiuntive dal proprio bilancio, con un provvedimento straordinario che andrà ad affiancare la misura 16 del Programma di sviluppo rurale. La delibera è stata approvata dal consiglio regionale martedì scorso e sarà estesa dal settore lattiero caseario a tutte le categorie zootecniche”.

A spiegare le azioni concrete di Regione Lombardia per sostenere le filiere zootecniche colpite dalla crisi è l’assessore all’Agricoltura Gianni Fava (nella foto). Lo ha fatto a Campitello di Marcaria (Mn) in occasione di un incontro su “Agricoltura e zootecnia tra prospettive e criticità”.

“La promozione del prodotto e delle filiere, attraverso corner specifici all’interno della grande distribuzione – ha detto Fava – consentirà ai consumatori di compiere un gesto etico e di sostenere il territorio. Non dimentichiamo che in Lombardia si produce il 44% del latte nazionale, il 39,5% della carne suina e abbiamo un primato indiscusso sulla zootecnia”.

Unico rammarico, per l’assessore, è che la Lombardia non possa avere un dialogo diretto con l’Unione europea. “Per dimensioni potremmo essere tra i primi sei stati membri comunitari – ha sostenuto – ma l’idea di stato centralista che è alimentato dal governo Renzi e che si esplicita, fra l’altro, con l’inefficienza di Agea, ci vieta di poter parlare di zootecnia direttamente con Bruxelles”.

Fra i molti limiti derivati da una totale assenza di progettualità del governo sul Made in Italy, Fava ha fatto l’esempio della suinicoltura. “È esclusa dalla Pac e io ribadirò alla Conferenza delle Regioni la posizione della Lombardia, per permettere alla suinicoltura di poter beneficiare dei fondi per l’agricoltura, prima che il comparto sparisca definitivamente, visto che in cinque anni siamo passati da 750.000 e 420.000 scrofe – ha sintetizzato l’assessore -. Ma è assurdo che per colpa di tre regioni in Italia, che non incidono significativamente sulla produzione suinicola, ci siano precluse le esportazioni in Cina. Credo che il governo debba prendere una decisione estrema per eradicare la vescicolare da Sardegna, Calabria e Campania”.

Focus sulla zootecnia di Marcaria (Mn)

Fava ha anche visitato alcune realtà del sistema agroalimentare del territorio di Marcaria. “Si tratta di un’area a forte vocazione zootecnica – ha commentato – che esprime eccellenze produttive nel settore lattiero caseario e con forti caratteristiche di innovazione e di servizio per le imprese agricole, nel comparto delle cerealicoltura”.

Un territorio, quello di Marcaria, che “ha saputo investire, nonostante la crisi che ha messo in ginocchio molte aziende agricole ad indirizzo zootecnico. Eppure – ha detto Fava – su questa parte della provincia di Mantova sono state diverse le opportunità colte da agricoltori e filiera per l’ammodernamento, come i risultati del bando della recente misura 4.1.01 hanno dimostrato”.

Tra le realtà visitate, l’azienda agricola di Andrea e Maurizio Tosi, con 120 bovine, di cui 70 in mungitura, ma con l’obiettivo di continuare il percorso di rafforzamento fino a 180 animali. Sono 33 gli ettari coltivati a frumento da sfalcio e mais di secondo raccolto. La produzione lattiera è di 6.000 quintali annui, destinati alla Latteria San Valentino. Grazie alle misure del Psr lombardo l’azienda agricola Tosi ha realizzato la nuova stalla nuova e installato un nuovo robot di mungitura con due stazioni.

Conta su una superficie di 43 ettari coltivati a mais, loietto e frumento l’azienda agricola di Massimo Luigi Brocajoli, con una stalla di 550 capi, di cui 320 in mungitura. La produzione media giornaliera oscilla fra 90 e 100 quintali di latte, interamente conferiti alla Latteria Casaticese per la produzione di Grana Padano. Grazie agli incentivi del Psr è stata costruita la nuova stalla per bovine e per vitelli, mentre in passato le risorse comunitarie sono state impoegate per l’acquisto di macchine e attrezzature.

Ha partecipato al Psr, conquistando l’accesso ai fondi sull’ammodernamento anche la Cooperativa Agrimais di Casatico, presieduta da Guido Melegari. L’obiettivo è quello di realizzare un nuovo impianto di essiccazione e costruire nuovi silos di stoccaggio di cereali, core business della realtà che fattura circa 8 milioni di euro.

In questa fase Agrimais sta studiando soluzioni valide per contenere l’aflatossina del mais, alla luce dell’andamento climatico del 2015, sperimentando l’utilizzo di seme di sorgo disattivato.

Ultima visita sul territorio, prima di parlare di “Agricoltura e zootecnia in Lombardia”, la Latteria Casaticese, presieduta da Claudio Marcante. La cooperativa trasforma circa 200.000 quintali e produce ogni anno sulle 35.000 forme di Grana Padano. I soci sono 19 e il fatturato 2015 ha sfiorato gli 11 milioni di euro.


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