QUOTE LATTE –

In Spagna, Germania, Austria e Francia i produttori protestano per le quotazioni ancora in ribasso

Latte: prezzi giù, allevatori in piazza

trattori_allevatori_manifestazione

Archiviate anche le
festività di inizio
anno, sono ripartite in alcuni
Stati membri della
Ue le proteste degli allevatori
a causa dei prezzi
troppo bassi del latte all’origine.

In Spagna, già nei primi
giorni di gennaio, si
sono svolte manifestazioni
che hanno visto scendere
in piazza migliaia di
allevatori. Le tensioni sono
cresciute anche in Germania,
dove le quotazioni
sono ulteriormente diminuite,
mentre in Austria
i negoziati a livello
interprofessionale sono
bloccati da mesi sulla richiesta
avanzata dalla
parte agricola di recuperare
le riduzioni dei prezzi
concordate nella seconda
metà dell’anno scorso.

In Francia, Agreste –
il Servizio statistico del
ministero dell’Agricoltura
– ha reso noto che alla
fine del 2012 si è registrata
una contrazione del
prezzo del latte in misura
del 7%, a fronte di un
incremento complessivo
del 14% sul 2011 dei
prezzi agricoli alla produzione.
Dati che hanno rilanciato
le polemiche all’interno
del mondo agricolo
per il crescente divario
economico che penalizza
gli allevatori nei
confronti dei produttori
di seminativi.

«Non possiamo permettere
che un litro di
acqua costi più di un litro
di latte», è stato il
messaggio lanciato in
Spagna dai manifestanti
all’opinione pubblica.

Secondo i dati diffusi
dalle associazioni professionali,
per produrre un
litro di latte gli allevatori
spagnoli spendono circa
42 centesimi di euro,
mentre il prezzo all’origine
si ferma a 35 centesimi.

Il ministro spagnolo
dell’Agricoltura, Miguel
Arias Cañete, segue da
vicino l’evolversi della
situazione e, in occasione
del Consiglio Ue di
dicembre, ha espresso il
suo punto di vista sulle
prospettive del settore lattiero-
caseario a livello
comunitario.

«È opportuno l’avvio
di una profonda riflessione
sulla prevista soppressione
delle quote latte –
ha dichiarato – alla luce
dei problemi che sono in
atto e dei piani di espansione
della produzione
annunciati in alcuni Stati
membri». «In ogni caso
– ha aggiunto – è indispensabile
mantenere il
controllo della produzione».

Secondo fonti comunitarie,
la posizione del ministro
spagnolo non è rimasta
isolata. I rappresentanti
di Finlandia e
Portogallo hanno chiesto
che si tenga un dibattito
sulla fine delle quote latte,
così come è stato già
fatto per la liberalizzazione
dei diritti d’impianto
dei vigneti.

Dal canto loro, le delegazioni
di Belgio, Francia
(si veda altro articolo
in pagina), Slovenia e
Slovacchia hanno sollecitato
il varo di un apposito
strumento da attivare
in caso di eccedenze. E
la Polonia, infine, si è
apertamente schierata a
favore del mantenimento
delle quote.


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