Latte, indicizzazione del prezzo e ripartizione dei 25 milioni Ue

Due novità da Roma, entrambe datate 28 gennaio. La prima viene da un tavolo interprofessionale: accordo su un sistema di indicizzazione del prezzo. La seconda da un decreto Mipaaf: una distribuzione agli allevatori di risorse finanziarie europee che secondo il ministro dovrebbe far aumentare il prezzo di un cent


latte

Grandi manovre a Roma sul latte. Prende forma il meccanismo di indicizzazione del prezzo, di cui si è parlato tanto negli ultimi due anni interpretandolo come uno strumento di sostegno del reddito degli allevatori. E iniziano a venir distribuiti agli allevatori i famosi 25 milioni di euro della Ue. Due diverse iniziative accomunate non solo dal fatto che si sono concretizzate lo stesso giorno, il 28 gennaio, ma anche dal fatto che hanno entrambe l’obiettivo di sostenere i ricavi unitari dei produttori.

La prima delle due carte è stata giocata da un tavolo interprofessionale tenutosi al Mipaaf:

una riunione del Comitato consultivo previsto dall’accordo di filiera di novembre 2015 per il sostegno al comparto lattiero caseario. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle organizzazioni agricole, dell’industria, delle cooperative e della grande distribuzione.

Qui sono stati definiti dunque i primi dettagli del sistema di indicizzazione del prezzo del latte. Il sistema si baserà su un meccanismo “oggettivo”: terrà conto dei costi di produzione e dell’andamento dei prezzi di latte e formaggi in Italia e all’estero.

Gli industriali lattieri, riferisce lo stesso Mipaaf, si sono impegnati a definire un modello di contratto standard; e a promuovere l’utilizzo, nei contratti che verranno stipulati per l’acquisto di latte, di indici elaborati su questo sistema. Allo stesso tavolo la gdo ha presentato un programma delle attività di promozione straordinaria dei prodotti lattiero caseari italiani: sarà caratterizzato dall’uso di un marchio che consenta di individuare sugli scaffali in maniera chiara e omogenea i prodotti lattiero caseari di origine 100% italiana.

Seconda novità: gli allevatori inizieranno a veder arrivare qualcosa dei 25 milioni di euro previsti per il settore zootecnico dall’intervento straordinario europeo. Il ministro Maurizio Martina infatti ha firmato il decreto per la ripartizione degli aiuti diretti alle imprese di allevamento per il latte prodotto e commercializzato nei mesi di dicembre 2015, gennaio e febbraio 2016. “L’impatto stimato della misura – sottolinea il Mipaaf – è di 1 centesimo per litro di latte venduto alla stalla”.

Il decreto è stato già trasmesso ad Agea per l’erogazione dei contributi a circa 36 mila allevatori.

“Continuiamo a lavorare concretamente – ha detto il ministro Maurizio Martina – per sostenere tutto il sistema lattiero caseario italiano. Dopo l’accordo di novembre, siamo passati alla fase operativa, mantenendo gli impegni presi per interventi strutturali, a partire dalla definizione del meccanismo di indicizzazione del prezzo. Un punto centrale, atteso da anni, per tutelare meglio il reddito dei nostri allevatori, tenendo in considerazione parametri reali come i costi di produzione. La collaborazione tra le componenti della filiera va avanti e può diventare un fattore determinante per la ripresa del settore. Ora sarà importante applicare le decisioni prese e rispettare la durata minima dei contratti che deve essere di almeno un anno. Sul fronte degli aiuti europei, ho firmato il decreto di ripartizione dei 25 milioni di euro che Agea provvederà a erogare già dalle prossime giornate. C’è tanto da fare, ma stiamo gettando le basi per rendere più competitivo questo comparto strategico. Al primo posto viene la giusta remunerazione del lavoro dei nostri allevatori”.

Secondo le organizzazioni professionali

Buona l’accoglienza di queste novità da parte di Confagricoltura e Coldiretti. La prima organizzazione per esempio ha dichiarato importante la definizione di un metodo comune a tutta la filiera per indicizzare il prezzo del latte. «Si è così creato uno strumento utile per la contrattualistica, che permetterà di modulare le quotazioni seguendo le fluttuazioni del mercato durante il periodo di valenza del contratto. Ci sono ora le condizioni per riaprire una fase nuova di contrattazione con l’industria».

Coldiretti a sua volta ha sottolineato come i principali risultati del tavolo interprofessionale consistano in una maggiore informazione ai consumatori sui prodotti a base di latte cento per cento italiano e nell’individuazione di un sistema di indicizzazione per i contratti del latte tra imprese agricole e industriali. «E’ un passo avanti nel compimento del protocollo d’intesa per la stabilità e sostenibilità della filiera lattiero-casearia siglato il 26 novembre scorso, anche se le questioni legate al prezzo del latte futuro restano ancora aperte. Si tratta – ha detto ancora la Coldiretti – di un ulteriore risultato concreto della mobilitazione che nel novembre scorso ha coinvolto decine di migliaia di allevatori con presidi nelle industrie e nei supermercati. La battaglia della Coldiretti continua per arrivare al più presto alla determinazione di un giusto prezzo da pagare agli allevatori e alla corretta identificazione dei prodotti che lavorano latte italiano con l’indicazione in etichetta, che impedisca di spacciare come Made in Italy il prodotto importato.

Critica invece Copagri, il cui responsabile per il lattiero caseario Roberto Cavaliere ha sostenuto che questa indicizzazione non tien conto a sufficienza dei costi di produzione alla stalla, mentre sarebbe questo l’unico parametro utile da considerare. E che l’aumento del prezzo di un solo centesimo non è sufficiente di fronte all’attuale crisi del settore.


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