InterPuls, collari e pedometri 3D per interventi tempestivi

Fertilità, salute e benessere della mandria da latte


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Il miglioramento del tasso di gravidanza è un aspetto fondamentale per la redditività della mandria da latte, ma non è l’unico.

InterPuls, specialista nella progettazione di componenti e soluzioni innovative per la mungitura, presenta i nuovi Sistemi plug & play con Collare “3D” e Pedometro “3D” che non si limitano a identificare i calori e a indicare il momento ottimale per l’inseminazione, ma tengono anche sotto controllo la salute e il benessere di ciascuna vacca, evidenziando con tempestività ogni variazione rispetto alle sue abitudini e ai tempi di alimentazione e di riposo.

L’utilizzo esteso dei collari 3D e la raccolta dei dati in gruppi e sottogruppi omogenei consente di ottenere una chiara visione d’insieme rispetto ai tempi di alimentazione della propria mandria e permette di comparare i dati raccolti con gli obiettivi fissati dal veterinario di concerto con l’alimentarista e il consulente aziendale.

Un calo significativo e improvviso dei tempi di alimentazione di un capo, di un gruppo omogeneo o dell’intera mandria può rappresentare un importante elemento di attenzione rispetto a un particolare evento, ai primi sintomi di una possibile patologia, al verificarsi di una situazione ambientale anomala.

È inoltre possibile definire soglie di allarme differenti per gruppi di animali maggiormente soggetti a disturbi metabolici (vacche nel periodo di transizione o già affette da altre patologie).

Il controllo dei tempi di alimentazione assume particolare importanza nei periodi che precedono e seguono il parto quando vengono gettate le basi per una lattazione fertile e produttiva e la tempestività di intervento diventa fondamentale.

Un calo significativo e improvviso dell’attività di un capo, ad esempio, potrebbe essere causato da uno squilibrio energetico, dall’insorgere di una dermatite o da un’ulcera della suola; un calo dei tempi di riposo potrebbe derivare da un’errata gestione di spazi e tempi di mungitura; un aumento di “immobilità” potrebbe preludere a uno stress da calore, mentre un calo progressivo del numero di passi di un gruppo omogeneo potrebbe derivare dal crescente squilibrio alimentare o della distribuzione del carico sugli unghioni, o più semplicemente da un fattore ambientale.

Anche in questo caso, questi segnali risultano particolarmente importanti nei giorni che precedono e seguono il parto, quando la bovina è maggiormente vulnerabile, e permettono di intervenire tempestivamente contenendo i costi.

Il monitoraggio costante del benessere dei propri animali permette all’allevatore di intraprendere quelle piccole azioni migliorative che permettono di aumentare i tempi di riposo e, di conseguenza, la produzione di latte e la redditività aziendale.

 

Leggi l’articolo su Informatore Zootecnico n. 20/2016

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