Sanità, appetibilità e risparmio con l’insilato di frumento

Il caso dell’azienda agricola Repetti, di Cortemaggiore (Piacenza). Anche la razione alimentare punta al benessere degli animali


Razione

L’azienda Repetti gestisce la sua strategia basandosi su un principio semplice e condiviso ormai da tutti, cioè che alla base del successo sta il benessere degli animali.
A spiegare la realtà di questa azienda, posizionata a Cortemaggiore, in provincia di Piacenza, provvede Vittorio Repetti, titolare con il padre Giacomo, lo zio Franco e il cugino Aldo: «la nostra azienda – dice – ha visto un ammodernamento importante nel 2003 con la costruzione della nuova stalla. Oggi mungiamo circa 110 vacche e gestiamo una mandria di circa 250 animali in stabulazione libera».
L’azienda agricola che supporta l’allevamento consta di circa 170 ettari. «La nostra produzione viene utilizzata per l’85% per l’alimentazione del bestiame. Coltiviamo medica, prati polifiti, soia e ovviamente mais da trinciato, anche se quest’anno abbiamo introdotto il frumento per fare trinciato».
Repetti spiega che la scelta del frumento come prodotto da insilare è motivata da una serie di ragioni sia economiche che tecniche. Infatti questo prodotto offre una buona garanzia in termine di sanità, permettendo così agli allevatori che compiono questa scelta di superare il problema non piccolo delle micotossine. Inoltre l’inserimento del frumento incide positivamente sul costo della razione, favorisce anche l’appetibilità, consentendo un effetto positivo sui parametri del latte.
«Da notare – chiarisce l’allevatore – che gli alimenti regolarmente vengono analizzati presso il laboratorio altamente specializzato e qualificato di Pioneer Italia, anche su richiesta del dottore veterinario aziendale».

Buoni risultati
Come non è difficile immaginare la gestione oculata dei Repetti si traduce in risultati lusinghieri: 12.500 quintali di latte è infatti il dato che caratterizza la produzione del 2016, mentre la produzione giornaliera a metà di maggio era di circa 38-39 q/capo/giorno. Bene anche i titoli del latte (3,82% grasso e 3,38% proteine) e i parametri di fertilità (150 giorni di intervallo parto concepimento e 2 – 2,1 interventi di fecondazione per le vacche e 1 – 1,2 per le manze).

Leggi l’articolo completo di tabelle sull’Informatore Zootecnico n. 10/2017

L’Edicola dell’Informatore Zootecnico 


Pubblica un commento