Grana Padano, nel 2016 produzione record

Supererà i 4,8 milioni di forme. Così prevede il Piano produttivo 2016-2018, secondo le decisioni della recente assemblea del consorzio di tutela. Intanto l’export 2015 segna un +9%


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«L’assemblea del consorzio Grana Padano ha approvato con il 98,32% dei consensi il piano produttivo 2016-2018. Questo, per l’anno 2016, prevede una produzione di oltre 4,8 milioni di forme, il record assoluto di sempre». Lo ha detto Nicola Cesare Baldrighi, presidente del consorzio, intervenendo all’assemblea generale straordinaria del consorzio tenutasi il 18 dicembre a Brescia alla presenza dei consorziati e dei vertici regionali delle organizzazioni professionali: Ettore Prandini per Coldiretti, Maurizio Ottolini per Confcooperative, Mario Lanzi per Cia.

Questo risultato, ha detto ancora Baldrighi, «conferma ancora una volta la grande sintonia strategica tra la base e i vertici del consorzio, come è stato in ottobre dove l’assemblea ha approvato lo studio del nuovo piano che oggi abbiamo presentato e che ha trovato pieno appoggio».

«Nel 2015 la produzione di Grana Padano – ha continuato il presidente – si stima attorno ai 4,8 milioni di forme, con un aumento dell’export del 9%. Certamente l’effetto Expo 2015 ha contribuito a rendere ancor più forte la nostra presenza a livello internazionale. Ora continueremo a promuovere in Italia e nel mondo il nostro modo di interpretare la qualità made in Italy».

In altre parole: nel 2016 si prevede di superare i 4,8 milioni di forme. La stima della produzione 2015, invece, dice che probabilmente si arriverà quasi a quota 4,8 milioni (i valori definitivi si avranno nei primi mesi di quest’anno). Per questo il valore previsto per il 2016 è il record produttivo sino ad oggi.

«Il nuovo Piano Produttivo, ha aggiunto Baldrighi, consentirà un maggiore afflusso di latte nel sistema Grana Padano rispetto al 2015. Del resto, da quando è in vigore, ovvero dal 2006, la programmazione ha consentito un aumento produttivo, e quindi di latte trasformato, del 16,9%, cioè quasi il 2% all’anno».

Ha concluso Stefano Berni, direttore del consorzio: «L’Unione europea ha registrato oltre 1.200 prodotti con marchi dop, igp e stg. Il 22% di questi sono di origine italiana. Solo con provvedimenti precisi, chiari e rigorosi potremo proteggerli da falsificazioni e scimmiottature che continuano a essere all’ordine del giorno. Per quanto di nostra competenza, continueremo con le nostre attività di sensibilizzazione e promozione. Su questo capitolo l’assemblea ha approvato un budget 2016 pari a circa 26,5 milioni di euro di cui 10,5 destinati alle attività sull’estero e 16 milioni per quelle sul territorio nazionale, per evidenziare i valori del nostro formaggio e i suoi caratteri distintivi».

 

L’INTERVENTO DEL MINISTRO

Da Roma il ministro Maurizio Martina ha così commentato le decisioni prese dall’assemblea del consorzio Grana Padano: «Ritengo opportuno sottolineare la funzione strategica della vostra assemblea. In particolare il nuovo Piano Produttivo che presentate costituisce uno strumento fondamentale, come dimostra la crescita registrata dall’attivazione del primo Piano nel 2006 ad oggi. Cifre interessanti che dobbiamo considerare in tutta la loro importanza, per uno dei prodotti che più rappresenta il made in Italy, con una storia e una tradizione che sintetizzano al meglio l’eccellenza del patrimonio agroalimentare italiano».

Una realtà, quella del patrimonio agroalimentare italiano, «che abbiamo voluto promuovere e valorizzare – ha continuato Martina – con una serie di azioni, mirate su tre fronti cruciali come le relazioni diplomatiche, la promozione dei prodotti e la lotta al falso made in Italy agroalimentare. Sono convinto che in questa partita un ruolo di primo piano spetti proprio al consorzio Grana Padano».

 

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