Grana padano: export +7%, consumi interni -1,3%, produzione +1,2%

L’assemblea del consorzio approva il piano 2016. Annunciate modifiche al disciplinare per maggior benessere animale e rispetto ambiente


assemblea Grana Padano

“Il rispetto del piano produttivo ha portato esiti positivi, mantenendo equilibrio tra produzione e richiesta da parte del mercato, aumentata in modo significativo all’estero (+7%) e calata leggermente in Italia (-1,3%)”. Lo ha affermato Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Grana Padano, intervenendo all’assemblea generale del consorzio tenutasi il 21 aprile a Sirmione alla presenza dei rappresentanti dei caseifici che fanno parte del consorzio (nella foto un momento dei lavori dell’assemblea).
Numerose le tematiche trattate e grande il consenso raccolto per i dati presentati, “che confermano anche nel 2016 Grana Padano prodotto Dop più consumato del mondo, con una produzione annua di circa 4 milioni e 860 mila forme e un export di quasi 1 milione 800mila forme”.
L’assemblea, ha detto Baldrighi, “ha ben recepito sia i risultati del governo strategico della produzione messo in campo dal consorzio in questi anni, sia la proposta di modificare il disciplinare per essere ancora più attenti al benessere animale e al rispetto verso l’ambiente. Dopo un anno complesso che ci ha visti impegnati su vari fronti, a partire dalla volatilità del mercato fino all’emergenza aflatossine, ci aspetta un futuro altrettanto intenso che, tra le altre cose, dovrà far fronte alle conseguenze della cessazione del regime quote latte. Ci stiamo preparando al meglio per affrontare questa nuova sfida con spirito moderno ed innovatore, come siamo abituati a fare, da sempre”.
“Grana Padano a livello internazionale continua a crescere perché viene identificato come sinonimo di altissima qualità – ha spiegato il presidente Baldrighi. Un’eccellenza che tuteliamo e difendiamo in ogni sede istituzionale, a partire dall’Unione europea, per limitare il dilagante fenomeno delle falsificazioni o delle imitazioni che non accenna a diminuire. A tutela di consumatori e mercato, per quanto di nostra competenza, proseguiremo a porre in essere con la consueta solerzia, scrupolosi servizi di controllo e vigilanza, che nel 2016 hanno portato a ben oltre 8mila interventi”.
“Continueranno – ha continuato Stefano Berni, direttore generale del consorzio – le nostre attività di sensibilizzazione e promozione per raccontare Grana Padano a tutto il mondo creando una maggiore cultura del ‘buono’ e della qualità. Su questo capitolo l’assemblea ha approvato un budget 2017 pari a circa 27 milioni di euro di cui 11,5 destinati alle attività rivolte all’estero, che ormai rappresenta il 38% del nostro mercato. In particolare, nel 2016 abbiamo realizzato ben 5.133 giornate dimostrative con personale specializzato, toccando complessivamente 1.534 punti vendita differenti. Abbiamo lavorato con la stampa straniera organizzando numerosi eventi e collaborando con le principali emittenti radiotelevisive dei Paesi chiave per la nostra azione, che sono: Germania, Stati Uniti e Canada, Francia, Svizzera, UK, Cina e Giappone. Anche il 2017 ci vedrà impegnati in numerose attività oltre i confini nazionali. Chiaramente, presidieremo in modo significativo anche il mercato interno, che continua ad essere il mercato di maggior sbocco, con un investimento promozionale previsto pari a 15,5 milioni di euro”.
Baldrighi ha infine rivolto all’Assemblea una riflessione che riguarda l’intero comparto lattiero-caseario italiano: “Qualità, programmazione e informazione del consumatore sono i tre punti cardine per affermare ulteriormente l’eccellenza del nostro prodotto. Per questo abbiamo lanciato il marchio ‘Il nostro latte’, che permetterà ai produttori di Grana Padano di indicare sulle confezioni le aree di provenienza del latte utilizzato per la realizzazione del formaggio. Un’iniziativa che nei giorni scorsi ha trovato piena sintonia con l’azione del Mipaaf in materia di etichettatura. Solo con una corretta e mirata informazione del consumatore che può avvenire solo attraverso gli strumenti della comunicazione sarà possibile far comprendere a chi fa la spesa ogni giorno, tutte le nostre grandi positività distintive rispetto ai competitor”.
Le cifre 2016 in sintesi
Nel 2016 la produzione è stata di 4.859.592 forme registrando un aumento del +1,20% rispetto al 2015. Si è divisa per il 38,62% a favore delle industrie e per il 61,38% a favore delle cooperative.
Il dettaglio delle maggiori realtà produttive è il seguente:
– Mantova con 28 caseifici ha prodotto il 29,27% del totale annuo;
– Brescia con 28 caseifici ha prodotto il 22,07%;
– Cremona con 9 caseifici ha prodotto il 17,52%;
– Piacenza con 19 caseifici ha prodotto il 11,19%;
– il Veneto con 24 caseifici (tenendo conto anche del latte veneto lavorato fuori regione) ha prodotto il 16,37%.
Dal 1998 al 2016 la produzione di Grana Padano ha fatto registrare un incremento del 46,42% e negli ultimi 8 anni è cresciuta del 17,40% (circa +2,2% annuo), grazie a un piano produttivo orientato verso una crescita “educata” e rispettosa del mercato.
Le esportazioni nel 2016 hanno toccato 1.762.000 forme (38% sul totale marchiato). Si è registrata una leggera flessione nei consumi Italia (-1,3%) mentre l’estero conferma un trend di continuo appeal (+7%).
Il segmento che performa meglio è quello del grattugiato (rappresenta il 26% del formaggio marchiato Grana Padano, per un corrispettivo di 1.301.681 forme) e si rileva un aumento significativo del Grana Padano Riserva (263mila forme; +22%). Con il 23% di tutto il latte prodotto in Italia, Grana Padano è il terminale più importante del latte italiano.

 


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