Fattorie Osella, sì al benessere in filiera

Un programma da attuare all’interno della stalla per valutare, mediante indicatori specifici, le condizioni di vacche, strutture, attrezzature e management. È il percorso intrapreso da questa azienda casearia italiana a partire da gennaio 2016


Benessere

L’origine, la qualità dei prodotti, il territorio, persino il sapore e il gusto non bastano più. Il consumatore di oggi non si accontenta, è sempre più attento e reputa fondamentale il valore etico del cibo. Da questa consapevolezza prende le mosse il percorso intrapreso da Fattorie Osella, la prima azienda casearia italiana ad aver concluso un programma strutturato di valutazione del benessere animale nella propria filiera. Se ne è parlato in occasione di Tuttofood Milano.
Il progetto, partito nel gennaio 2016, ha coinvolto tutti i 38 allevatori che da generazioni forniscono il latte in esclusiva a Fattorie Osella. Le aziende agricole sono state valutate mediante indicatori specifici (90 in tutto), realizzati dal Centro di referenza nazionale del benessere animale (Crenba) dell’Istituto zooprofilattico di Lombardia ed Emilia Romagna, che consentono di verificare le condizioni di vacche, strutture, attrezzature e management. Una valutazione che ha portato le aziende ad apportare, dietro indicazione dei tecnici del centro, modifiche concrete nella gestione dell’azienda.

Come si misura
Ma nel concreto come si esprime questo benessere? E come viene misurato? Proprio il Crenba ha messo a punto un sistema di valutazione del benessere delle bovine da latte con lo scopo di individuare dei criteri di riferimento, oggettivi e misurabili, sulla base dei quali valutare le condizioni di benessere in cui vivono gli animali negli allevamenti. «Il sistema – ha spiegato Bertocchi, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna/Crenba – si basa essenzialmente sull’analisi di due gruppi di dati: quelli collegati ai rischi che derivano dalle condizioni ambientali (management, strutture, attrezzature e condizioni microclimatiche) e quelli collegati agli effetti avversi (conseguenze di benessere)».

Azioni concrete
Tra le azioni concrete realizzate: l’aumento del numero degli abbeveratoi e degli spazi di accesso alla razione, oltre che un loro posizionamento più razionale; interventi sulle dimensioni e gli spazi delle strutture per favorire miglior relax e movimento agli animali; pavimentazioni con rigature anti-scivolamento, cuccette di riposo aggiuntive, tettoie più ampie per il riparo; nuovi e più efficaci sistemi di ventilazione; box infermeria e sale parto per garantire cure più mirate e tempestive.

 

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