Mipaaf: un Piano Latte da 120 milioni di euro

Sei le misure concrete, anche di tipo finanziario, presentate dal ministero per le Politiche agricole in occasione del Tavolo latte del 30 luglio 2015. Altro Tavolo, ma sulle carni suine e bovine, il 5 agosto. Gli incontri hanno avuto l’obiettivo di approfondire le necessità delle tre filiere zootecniche italiane in vista del Consiglio dei ministri agricoli Ue del 7 settembre prossimo


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di Giorgio Setti

 

Accoppiata di riunioni zootecniche a Roma, presso il Mipaaf: il 30 luglio il Tavolo latte, il 5 agosto l’analogo Tavolo per le carni bovine e suine.  Vi hanno partecipato il ministro Maurizio Martina, le Regioni e i principali rappresentanti della filiera, dalle organizzazioni agricole alla cooperazione, dall’industria lattiera alla grande distribuzione.

Un confronto voluto dal ministro Martina per un’analisi dell’andamento del mercato e per approfondire le necessità di queste filiere italiane in vista del Consiglio dei ministri agricoli Ue straordinario del 7 settembre, che Italia e Francia hanno chiesto sia dedicato al comparto lattiero caseario e al settore delle carni bovine e suine.

Nel Tavolo latte del 30 luglio

Nel corso dell’incontro del 30 luglio il ministro ha presentato le nuove azioni che il governo italiano mette in campo per il settore del latte (il Piano latte) con investimenti complessivi che superano i 120 milioni di euro nel triennio fino al 2017. Queste misure si aggiungono agli interventi già stabiliti con la recente approvazione della Legge Agricoltura (91/2015), che prevede tra l’altro l’attuazione della rateizzazione in tre anni senza interessi e l’ampliamento delle possibilità di compensazione tra produttori per le multe dell’ultima campagna.

“Tutelare i 35 mila allevatori italiani e le loro stalle – ha dichiarato il Ministro Martina – è il nostro primo obiettivo. Per questo siamo pronti a mettere in campo un intervento da 120 milioni di euro, mai realizzato prima, con azioni che il settore attendeva da anni. Partiamo dal sostegno alla liquidità dei produttori e lavoriamo per dare futuro a un settore strategico. Abbiamo voluto questo incontro anche per un coordinamento in vista dell’appuntamento di settembre a Bruxelles, dove chiederemo un impegno anche alla Commissione europea per gestire meglio il dopo quote latte. Il Governo va avanti, sapendo che proteggere i produttori, che hanno diritto a veder rispettato e retribuito il loro lavoro, è decisivo per le prospettive di tutto il comparto. Ora chiediamo alla filiera di agire e determinare un lavoro comune”.

Le principali azioni

Ed ecco, nella ricostruzione proposta dallo stesso Mipaaf, le principali azioni di questo Piano Latte da 120 milioni di euro:

A) 65 milioni di euro per dare “un sostegno alla liquidità” degli allevatori e per la “ristrutturazione” del loro debito bancario.

B) Mezzo centesimo di euro in più per litro latte.

C) Indicizzazione del prezzo del latte.

D) Promozione del consumo di latte fresco, “dal mese di settembre”.

E) Promozione dell’export.

F) Sostegno al biometano.

Ma vediamole una per una nei dettagli, queste sei azioni del Piano latte presentate dal Mipaaf durante il Tavolo latte del 30 luglio, basandoci su quanto informa lo stesso ministero per le Politiche agricole.

A) 65 milioni per la liquidità degli allevatori

Nella fase attuativa del Fondo Latte 2015-2017 si prevedono interventi di miglioramento della competitività del sistema e il sostegno all’accesso al credito da parte degli allevatori, dando una prima risposta alle loro necessità di liquidità finanziaria. In particolare, verrà concentrata una quota significativa del Fondo, circa 65 milioni di euro, per interventi di:

– ristrutturazione del debito bancario,

– riduzione del costo del debito a carico delle imprese.

Al primo obiettivo, la ristrutturazione del debito bancario, si fa fronte, comunica il Mipaaf, “azzerando il costo della garanzia con il contributo del Fondo”. Per questo intervento alle risorse del Fondo Latte vanno ad aggiungersi i 5 milioni già disponibili presso Ismea per la stessa finalità.

Secondo obiettivo: la riduzione del costo del debito a carico delle imprese. Gli allevatori che opteranno per una riduzione del costo dei debiti contratti, spiega il ministero, “potranno procedere alla richiesta di un contributo in conto interessi”.

Le due forme di intervento (a. ristrutturazione del debito bancario; b. riduzione del costo del debito a carico delle imprese) sono cumulabili fra loro, nei limiti del contributo complessivo in “de minimis”. Esempio operativo prospettato dal Mipaaf: il caso di un’azienda che abbia un debito in scadenza entro l’anno di 100mila euro. Questa azienda “attraverso le misure del Fondo, in coordinamento con gli strumenti Ismea, può ottenere una ristrutturazione su 5 anni del debito, non pagando la garanzia che costa 2 mila euro e abbattendo di 13 mila euro gli interessi. In questo modo l’azienda che avrebbe dovuto sopportare un onere di 21 mila euro ha un costo complessivo di 6 mila euro, con un risparmio di oltre il 70%”.

B) 0,5 centesimi di euro al litro latte in più

Una seconda azione di questo Piano ha l’obiettivo di far avere ai produttori di latte 0,5 centesimi di euro in più al litro, attraverso un aumento della compensazione Iva.

Si prevede, spiega il Mipaaf, l’innalzamento dell’aliquota di compensazione Iva dall’8,8% al 10% a favore degli allevatori del settore latte. Ne conseguirà un risparmio fiscale per le aziende del settore valutabile in circa 0,5 centesimi di euro per litro. “Tale misura, da inserire nella prossima legge di stabilità, sarà operativa da gennaio 2016 e determinerà una maggiore agevolazione per il settore per 30 milioni di euro all’anno”.

C) Indicizzazione dei prezzi del latte

La terza misura del Piano latte prevede la costituzione, presso il Mipaaf, di un “Tavolo tecnico nazionale” mettere a punto un metodo di indicizzazione dei prezzi del latte.

Il Tavolo consiste in un gruppo di lavoro, coordinato da Ismea; il suo obiettivo è la definizione a livello nazionale di un “sistema di indicizzazione del valore del latte alla stalla” condiviso dagli attori della filiera, riprendendo e potenziando il lavoro svolto in Lombardia con l’accordo sul prezzo del latte stipulato il 28 luglio scorso.

D) Promozione del consumo di latte fresco, da settembre

Una quarta azione prevede poi un “piano straordinario” di promozione del consumo di latte fresco. Il Mipaaf, in accordo con il Ministero della Salute, avvierà dal mese di settembre un’apposita campagna informativa che punterà a stimolare e incrementare i consumi di latte fresco, soffermandosi sulle proprietà nutritive, salutari e qualitative del prodotto. La campagna è finanziata dal Ministero con uno stanziamento di 8 milioni di euro nel prossimo triennio.

La campagna si avvia contestualmente all’utilizzo del logo “100% Latte Italiano” (privato e facoltativo) che renderà più facilmente riconoscibile ai consumatori la provenienza del latte fresco, attraverso un segno omogeneo.

E) Promozione dell’export

Quinta misura del Piano latte: la promozione dell’export dei prodotti lattiero-caseario italiani. I grandi formaggi dop italiani, assicura il Mipaaf, “saranno protagonisti di specifiche azioni” nell’ambito del piano straordinario per il made in Italy, previsto dalla legge di stabilità 2015 e messo in campo dal Mipaaf insieme al ministero dello Sviluppo economico.

“Una parte consistente” (testuale) della dotazione complessiva di circa 70 milioni di euro per l’agroalimentare è destinata al sostegno di campagne sui prodotti lattiero caseari di qualità, in un’ottica di contrasto all’italian sounding e di sostegno all’export.

F) Sostegno al biometano

La sesta azione del Piano latte prospetta un sostegno agli impianti delle aziende zootecniche destinati alla produzione di biometano. “Per stimolare l’integrazione al reddito degli allevatori”, cioè, il Mipaaf intende sostenere gli investimenti in impianti di biometano per la valorizzazione delle biomasse residuali e dei sottoprodotti delle lavorazioni agricole.

Spiega il ministero: “Nel decreto sulle energie rinnovabili il Mipaaf punta su migliori tariffe per gli impianti a biogas di piccole dimensioni con una priorità per le aziende agricole, costituite prevalentemente da aziende zootecniche”.

Un altro tavolo il 5 agosto, sulle carni bovina e suina

Ma il Tavolo latte del 30 luglio non è stato l’unico incontro tenutosi a Roma, presso il Mipaaf, dedicato alla zootecnia. Un’altra riunione, quella del Tavolo sul settore delle carni bovine e suine, si è poi svolta il 5 agosto. Vi hanno partecipato il Ministro Maurizio Martina, rappresentanti delle Regioni, membri delle principali organizzazioni agricole e degli industriali.

Come quello del 30 luglio, anche l’incontro del 5 agosto è stato organizzato in vista del Consiglio dei Ministri europeo straordinario del 7 settembre, in cui verranno affrontate dagli Stati membri le questioni legate al settore latte e alla zootecnia bovina e suina.

Durante il Tavolo del 5 agosto al Mipaaf sono state approfondite le principali criticità e le opportunità del settore, tra le quali:

– maggiori tutele per la filiera dal ribasso dei prezzi,

– politiche di valorizzazione e promozione delle carni italiane della filiera bovina e suina,

– un osservatorio permanente

– e un piano esportazioni verso nuovi mercati per attutire le conseguenze dell’embargo russo.

Il ministero, ha dichiarato il 5 agosto il ministro Maurizio Martina, “sta lavorando a una concreta fase di rilancio per le filiere delle carni bovina e suina. È importante fare squadra per difendere la distintività delle nostre produzioni e creare le sinergie tra tutti gli attori in campo per un’azione di promozione della carne italiana per sostenere i nostri allevatori. Entro metà settembre presenteremo un piano di interventi alla filiera. Nel frattempo il 7 settembre chiederemo in Consiglio a Bruxelles un intervento della Commissione su questi settori strategici a tutela del reddito dei produttori”.


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