DairyFarm, la zootecnia del futuro

Un’iniziativa che presenta le migliori soluzioni innovative per un allevamento da latte sostenibile, unendo ricerca e applicazione e mostrandole direttamente in stalla


dairyfarm

Si chiama DairyFarm ed è un viaggio nella zootecnia del futuro. L’iniziativa, promossa dal Parco Tecnologico di Lodi, presenta infatti le migliori soluzioni innovative per una zootecnia da latte sostenibile, unendo ricerca e applicazione e mostrandole direttamente in stalla.

Tra i partner di Dairyfarm imprese come Sivam, Dinamica Generale, Fis, Frabes, Paver, Sgariboldi, Zoetis Italia, Scr Europe e Prince Agri Products; e centri di ricerca come il Crea del ministero dell’agricoltura, il Cnr, l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna e l’Università di Milano. Tutte realtà che fanno dell’innovazione in stalla la propria missione.

Un lavoro non facile che parte dalla nutrizione e l’utilizzo di alimenti adeguati, passa per animali sani ed efficienti garantendone il benessere, per arrivare infine alla trasformazione e al recupero degli scarti per valorizzarli attraverso, ad esempio la produzione di biogas, il fotovoltaico, ed il reimpiego del latte di scarto.

Proprio su questi elementi si concentra Dairyfarm per proporre la sua visione di zootecnia sostenibile: la scelta delle colture ottimali per l’alimentazione, la gestione del vitello e della manza (che rappresentano l’investimento che l’allevatore fa sul suo futuro), la gestione e il benessere della vacca da latte, la qualità del latte e la sua trasformazione.

Dairy Farm, ha spiegato Gianluca Carenzo, direttore generale del Parco di Lodi, “è il naturale completamento del progetto Demo Field. Entrambi puntano a mettere in campo o, in questo caso, in stalla, tutte le migliori innovazioni già oggi disponibili per la sostenibilità. Il Parco ha voluto farlo facendosi promotore di un progetto che sapesse unire pubblico e privato per disegnare, insieme, l’agricoltura del futuro e rispondere alla sfida di Expo2015: Nutrire il pianeta”.

Il programma

Dairyfarm racconta tutto questo in un fitto programma di eventi e visite in stalla lungo tutto il semestre di Expo2015 che faranno perno attorno al Parco Tecnologico di Lodi e una rete di 5 aziende sul territorio lodigiano per vedere dal vivo applicazioni e metodologie di avanguardia.

In queste aziende, racconta Franco Gerevini di Sivam, “grazie al nostro coordinamento, è possibile verificare sul campo come l’efficienza riguardi tutte le fasi del processo agricolo: dalla produzione foraggera all’alimentazione delle vacche da latte. Un ruolo fondamentale è dato al monitoraggio della ruminazione e dei parametri più significativi di ogni fase, secondo un modello che abbiamo denominato Ruminarte”.

La prima tra queste aziende sperimentali è quella di Cascina Baroncina, di proprietà del Centro di ricerca per le produzioni foraggere e lattiero-casearie di Lodi (Crea-Flc), e costituisce l’azienda “Demo” del progetto, nella quale partner e sponsor dell’iniziativa hanno installato e messo a disposizione le loro tecnologie per il “Precision farming”, o legate al progresso ed alla efficienza del settore zootecnico. Accanto alla Baroncina:

– l’azienda agricola Bozzini Giorgio e Figli di Valera Fratta, una stalla con 150 vacche in lattazione e con produzione di energia da fotovoltaico e biogas;

– l’azienda Baronchelli di Borgo San Giovanni, 140 vacche in lattazione che produce latte a marchio proprio;

– l’azienda Raimondi di Villanova del Sillaro, che gestisce due stalle di vacche da latte rispettivamente da 300 e 600 animali in lattazione e nel caseificio aziendale produce il formaggio “Tipico Lodigiano”;

– l’azienda Franciosi di Ossago Lodigiano, che gestisce 1.000 vacche tra asciutta e lattazione.


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