“Stato di crisi in Veneto per la zootecnia da carne”

E’ la richiesta alla Regione di quattro grosse associazioni di produttori. “Servono aiuti finanziari”


carne

Il 15 aprile quattro grosse associazioni venete di produttori di carne bovina, l’Associazione produttori carni Bovine Unicarve, l’Organizzazione Produttori Azove, la Cooperativa agricola produttori Castellana e l’Organizzazione Produttori Scaligera (sopra i loro loghi), vista la grave situazione di mercato in cui versa il settore della zootecnia bovina da carne, a causa:

A) della diminuzione dei consumi di carne determinati da attacchi di ogni genere che la zootecnia bovina da carne sta subendo, da tempo a questa parte, acuitasi con la divulgazione della Relazione da parte dell’Agenzia Iarc-Oms, rimbalzata da tutti gli organi di stampa ed in questi giorni ancora al centro di numerose trasmissioni televisive che, in prima serata, tendono a criminalizzare il sistema di allevamento spingendo i consumatori verso diete vegetariane o, peggio, verso il veganesimo più intransigente;
B) della concorrenza della carne estera, che arriva in forma anonima in Italia a prezzi decisamente più bassi dei costi di produzione della carne bovina veneta, approfittando della scarsa informazione di settore e della ancora lenta partenza del sistema di identificazione della carne bovina con il marchio Qualità Verificata;
C) dei costi di produzione della carne bovina veneta più elevati della carne estera per i seguenti fattori:
– rispetto della Direttiva Nitrati molto più restrittivo che nel resto d’Europa;
– utilizzo di materie prime di elevata qualità, determinate dai Disciplinari di produzione approvati dalla Regione Veneto e dalla Commissione europea, per le produzioni a marchio Qualità Verificata di vitellone, scottona e vitello a carne bianca;
– parametri più restrittivi del rispetto del benessere animale rispetto ad altri Paesi europei o Extra-Ue;
– costi dei controlli sanitari a garanzia della sicurezza alimentare dei consumatori;
D) della pesantissima situazione commerciale dei bovini da carne con prezzi che non tengono conto dei costi di produzione;
E) dei gravi ritardi nella predisposizione dei programmi da parte di Agea per consentire agli Organismi pagatori di erogare i finanziamenti previsti dalla nuova Pac 2014-2020, considerato, che la perdita media per ogni bovino da carne è stimata essere superiore ai 100 euro, incluso il calcolo dei premi accoppiati e dei titoli Pac, per evitare il collasso delle aziende di allevamento di bovini da carne con le inevitabili conseguenze per l’intera filiera che vede il Veneto, prima Regione in Italia in materia di produzione di bovini da carne e prima Regione in Italia per quanto riguarda il numero di macellazioni;

hanno chiesto alla Regione Veneto di intervenire con provvedimenti urgenti che diano la possibilità di superare l’attuale fase critica e consentano di progettare azioni in grado di prevenire i fenomeni di crisi.

In particolare questi sono i punti posti all’attenzione della Giunta e del Consiglio Regionale del Veneto:

A) Richiesta di dichiarazione di stato di crisi della zootecnia bovina da carne veneta.
B) Richiesta di autorizzare l’Organismo pagatore Avepa ad erogare in tempi brevissimi i finanziamenti ancora bloccati per causa delle mancate disposizioni da parte di Agea Coordinamento e per la burocrazia che, di fatto, li blocca, con assunzione di responsabilità da parte della Regione Veneto di ordinare tali pagamenti, con messa in mora di Agea Coordinamento.
C) Richiesta di stanziare urgentemente un finanziamento importante per supportare la divulgazione del marchio Qualità Verificata, con azioni di promozione che coinvolgano i consumatori della Regione Veneto, anche in previsione di un costituendo Consorzio di tutela, promozione e valorizzazione delle produzioni a marchio Qualità Verificata.
D) Richiesta di promuovere, verso la grande distribuzione organizzata, la distribuzione organizzata e le macellerie che operano in Veneto, l’inserimento dei prodotti a marchio Qualità Verificata e in particolare la carne bovina.
E) Richiesta di intervenire verso il Ministero delle politiche agricole per:
– sbloccare urgentemente il Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia, chiedendo venga emanato al più presto il Decreto applicativo, fermo da oltre una anno, tenuto conto che il Disciplinare del “Vitellone ai cereali” è stato approvato dalla Commissione europea il 24 dicembre 2014; chiedere, inoltre, di destinare le risorse già disponibili al Mipaaf per la valorizzazione e promozione della carne a finanziare il lancio del Sistema di qualità nazionale zootecnia;
– dar corso al Piano Carni Bovine Nazionale, già discusso ad un tavolo di filiera ministeriale nell’aprile del 2014, senza ulteriore seguito;
– chiedere una nuova modulazione degli aiuti accoppiati, aumentando il plafond della zootecnia bovina da carne e portando al 50% il sostegno per le aziende che applicano un disciplinare di etichettatura facoltativa e di qualità nazionale o regionale;
– chiedere l’inserimento negli aiuti accoppiati del settore del vitello a carne bianca con un plafond legato ai Sistemi di qualità;
– chiedere un adeguamento del plafond per il settore delle vacche da latte erogando un sostegno accoppiato a “vitello incrocio da carne nato”, per aumentare la disponibilità di ristalli prodotti in Italia e diminuire la dipendenza dall’estero.

Unicarve, Azove, Castellana e Scaligera “auspicano che ci sia un intervento rapido e consapevole in quanto è a rischio l’intera filiera zootecnica, che in Veneto rappresenta tra produzione ed indotto oltre 750 milioni di euro”.

 


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