Nuovo centro ricerche di Phileo a Tolosa

È in occasione di un recente simposio svoltosi a Tolosa (Francia) che la nuova struttura di Phileo ha aperto le porte a circa 260 visitatori provenienti da tutto il mondo. Per rispondere alle richieste del mercato, servono strumenti innovativi


phileo

Transizione della vacca da latte, pre-svezzamento e svezzamento dei vitelli e fase di ingrasso dei bovini da carne. Sono alcuni dei temi trattati durante il “Phileo global ruminant symposium on health & management”, recentemente organizzato da Phileo Lesaffre Animal Care a Tolosa, in Francia.

A spiegare come gestire al meglio, da un punto di vista alimentare e manageriale, queste critiche fasi di vita dei bovini sono stati alcuni tra i maggiori esperti a livello mondiale di nutrizione e salute animale. Indicazioni pratiche che, se attuate in allevamento, possono contribuire in modo significativo a ottimizzare la salute e le performance produttive degli animali.

Ma il simposio, che ha visto la partecipazione di più di 260 persone provenienti da tutto il mondo, ha rappresentato anche l’occasione per visitare il nuovo centro di ricerca Phileo “The Farm”. Una struttura all’avanguardia interamente dedicata allo studio e alla ricerca di soluzioni innovative nel campo della nutrizione e della salute animale.

Il primo giorno

Quattro i relatori intervenuti il primo giorno del simposio. A parlare per primo è stato Alex Bach, professore di ricerca presso il Department of Ruminant Production, Irta, in Spagna. La sua relazione dal titolo “Ponendo le basi: allevare i vitelli in modo efficace” ha offerto al pubblico molte informazioni utili in materia di nutrizione, salute e gestione della mandria da latte. Una delle sue raccomandazioni più interessanti è stata quella di somministrare al vitello una dieta contenente paglia tritata o fieno con un alto tenore di NDF (fibra neutro detersa), in modo tale da stimolare l’assunzione di alimenti solidi, indispensabili per il corretto sviluppo del rumine.

L’intervento di Bach è stato poi seguito da quello di Daryl Van Nydam, direttore del Quality Milk Production Services Animal Health Diagnostic Center della Cornell University, Stati Uniti, che ha parlato di “Gestione e monitoraggio dei processi catabolici nelle vacche in transizione”. Tra i suoi suggerimenti, anche alcune indicazioni su come tenere monitorata la prevalenza dei casi di iperchetonemia nella mandria e sul loro trattamento con glicole propilenico.

Ken Nordlund, professore Emerito presso la scuola di Medicina veterinaria dell’università del Wisconsin-Madison, Stati Uniti, ha invece discusso dei “Cinque fattori chiave per il successo della transizione nella vacca da latte”. «I cinque fattori – ha sottolineato Nordlund – sono: la fornitura di spazio sufficiente per ogni bovino; la riduzione al minimo dello stress sociale durante il pre-parto; la fornitura di superfici morbide per il benessere dei piedi e per il riposo degli animali; il dimensionamento dei box e delle cuccette per le vacche adulte; l’attuazione di un programma per l’identificazione precoce delle vacche fresche che necessitano di cure mediche.

La prima giornata si è conclusa quindi con la relazione di Pierre Lacasse, ricercatore del Sherbrooke, Centro di ricerche e sviluppo, Canada, dal titolo “Gestione innovativa delle vacche da latte per migliorare la resistenza alle malattie metaboliche e infettive”. «Sulla base dei risultati ottenuti al termine di un recentissimo studio – ha spiegato Lacasse -, attraverso il rallentamento dell’aumento della produzione di latte durante il periodo di transizione, è possibile migliorare lo stato metabolico e la funzione immunitaria della bovina, senza compromettere le prestazioni produttive della successiva lattazione».

Il secondo giorno

“Difese immunitarie innate contro le infezioni della ghiandola mammaria dei ruminanti”. Questo il titolo della prima relazione che ha dato inizio alla seconda giornata del Phileo global ruminant symposium on health & management. A parlarne è stato Guillaume Tabouret, ricercatore presso il National Institute of Agricultural Reserch, Francia. Secondo quanto esposto, «la risposta immunitaria innata è un processo altamente coordinato che coinvolge una fitta rete di interazioni tra le popolazioni di cellule immunitarie. La comprensione dei meccanismi immunitari coinvolti durante le infezioni della ghiandola mammaria è cruciale per lo sviluppo di misure efficaci nel controllo della mastite».

Il secondo relatore della giornata è stato Erminio Trevisi, professore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto di zootecnia, Piacenza. Il docente piacentino ha approfondito i temi dell’”Adattamento metabolico, sistema immunitario innato e funzione del fegato nel periodo di transizione di vacche da latte: la valutazione e le implicazioni per la successiva lattazione”. Il suo istituto suggerisce alcuni indici composti che potrebbero essere usati come strumenti per l’individuazione di vacche con problemi di salute subclinici.

Matt Cravey, capo della North American Ruminant Programs Phileo, Stati Uniti, ha poi discusso di gestione della nutrizione e della salute dei bovini da carne negli Stati Uniti. Tra le altre raccomandazioni, Cravey ha sottolineato l’importanza del precondizionamento dei vitelli (es. vaccinazioni) e della corretta ricezione dei vitelli da ristallo (somministrazione di acqua e di cibo).

A chiudere, la presentazione di Kendall Karr, direttore dei servizi di nutrizione per la Cactus Feeders, Stati Uniti, il quale ha discusso di alcuni dei più comuni problemi di gestione, nutrizione e salute che si verificano negli allevamenti di bovini da ingrasso negli Stati Uniti. In particolare, Karr ha sottolineato l’importanza dell’uso dei sottoprodotti del grano. «Molti dollari sono stati spesi per la ricerca e la determinazione del valore nutrizionale di questi sottoprodotti».

Infine, come già anticipato, la giornata si è conclusa con la visita al nuovo centro di ricerca The Farm di Phileo. Qui, i partecipanti (divisi in gruppi) hanno potuto accedere ai laboratori e osservare da vicino il lavoro di ricerca svolto dal team The Farm. A guidare la visita: Jean Philippe Marden, esperto di nutrizione animale e direttore di The Farm.

Di seguito tutti i dettagli della struttura.

The Farm

The Farm, la nuova piattaforma lanciata da Phileo Lesaffre Animal Care il 22 giugno 2015 a Seysses, nei pressi di Tolosa, è il nuovo centro Phileo dedicato alla condivisione delle conoscenze e delle competenze scientifiche nel campo della nutrizione e della salute animale. Una vera e propria vetrina dell’esperienza Phileo.

Con la sua realizzazione, l’azienda francese intende sviluppare soluzioni innovative per affrontare le sfide etiche, sanitarie e produttive che attendono il settore agricolo nel prossimo futuro. «Il nostro obiettivo primario – ha spiegato infatti Marden – è quello di rispondere alle richieste del mercato attraverso l’innovazione».

All’interno del centro, equipaggiato con strumenti di ultima generazione, la ricerca si concentra sullo studio della flora ruminale e intestinale degli animali, sulla rilevazione delle micotossine presenti negli alimenti, sull’impatto ambientale che deriva dai diversi metodi di alimentazione e sul miglioramento del benessere animale.

«Vogliamo promuovere la condivisione delle conoscenze, comunicando con i nostri clienti e rafforzando la nostra partnership con università e istituti di ricerca» ha spiegato Marden. Per questo, la piattaforma promuove la ricerca accademica, in collaborazione con scienziati di fama internazionale (Europa, Stati Uniti, Brasile, India e Cina).

Nello specifico, ad oggi, i partner di questo progetto sono: la Scuola di ingegneria di Purpan, Tolosa (Francia); la Scuola nazionale veterinaria di Tolosa; l’École Nationale Supérieure Agronomique de Toulouse (Ensat); l’Istituto nazionale francese per la ricerca agricola (Inra); la rete di ricerca lattiero casearia di Tolosa e la Cina Agricultural University di Pechino.

La ricerca all’interno di The Farm

Lo studio della microflora è una delle priorità dei ricercatori che lavorano all’interno di The Farm: la piattaforma è dotata di sistemi in vitro a doppio flusso che riproducono in maniera molto efficace l’attività del rumine.

Per quanto riguarda le tossine nei mangimi animali, Phileo ha dedicato un laboratorio specifico all’interno di The Farm attrezzato con Uplc (Ultra performance liquid chromatography) che consente appunto di rilevare varie micotossine.

Phileo ha inoltre progettato una “camera respiratoria” per misurare le emissioni di gas serra degli animali all’interno di The Farm. Essa consente di monitorare la produzione di metano e biossido di carbonio.

Uno dei prossimi obiettivi dell’azienda francese sarà quello di occuparsi anche di comportamento e benessere degli animali (in particolare dei ruminanti). In questo senso, The Farm sta sviluppando una collaborazione esterna con un produttore francese di materassini per vacche.

«Le soluzioni che stiamo sviluppando all’interno di The Farm mirano a garantire maggior benessere per gli animali, miglioramenti nella digestione degli alimenti, riduzione dello stress e dei comportamenti aggressivi – ha affermato Marden -. E i risultati che stiamo ottenendo sono tutti positivi. Siamo impegnati anche nella ricerca di soluzioni alternative agli antibiotici che siano anche sostenibili da un punto di vista ambientale ed economico. Lavoriamo ogni giorno per migliorare la salute dei nostri animali e quella dei consumatori».

 

L’articolo completo è pubblicato su Informatore Zootecnico n. 15/2016

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