Importante raggiungere un punto di incontro fra tre fattori: la diminuzione del lavoro degli addetti, la motivazione delle bovine nel raggiungere volontariamente la postazione di mungitura, il contenimento delle visite infruttuose

Robot di mungitura, nuovi equilibri tra animale, uomo e tecnologia

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L’applicazione del sistema di mungitura automatizzato (Ams) rappresenta una sostanziale innovazione nell’allevamento della vacca da latte e il consistente aumento dei robot installati in Italia testimonia la positività di questa tecnologia, dovuta a una drastica riduzione della presenza dell’uomo in stalla e ad un aumento di produzione conseguente anche al maggior benessere e salute degli animali.

 

Il passaggio dalla mungitura tradizionale a quella robotizzata implica tuttavia la necessità di apportare cambiamenti sostanziali al sistema di allevamento: avere un flusso continuo, e possibilmente ordinato, dei soggetti nel robot di mungitura è un obiettivo gestionale fondamentale per migliorare il benessere e le prestazioni degli animali. Andranno pertanto riorganizzati l’alimentazione, i ricoveri, le abitudini degli animali nonché la riorganizzazione del lavoro dell’allevatore; tutto ciò implicherà una grande capacità di adattamento da parte di entrambi, posticipando il completo apprezzamento dei benefici legati a questo sistema al raggiungimento del pieno regime di funzionamento.

Dal punto di vista dell’animale

 

Questo sistema dato l’autonomo accesso alla stazione di mungitura mira a ottimizzare il benessere della bovina permettendo una frequenza di mungitura più vicina alle condizioni naturali proprie del vitello che allatta.

 

Viene meno dunque l’intervento dell’operatore per la movimentazione verso la sala di mungitura e di conseguenza anche la permanenza delle bovine in sala d’attesa per lunghi periodi; ciò consente di eliminare cosi un momento critico, poichè durante l’attesa, oltre allo stazionamento prolungato negativo per la salute del piede, di evitare condizioni di stress sociale per la distanza ridotta tra animale e animale non consentendo così ai soggetti di “rango inferiore” di tenersi a debita distanza da quelli dominanti.

 

Al contrario, con il robot la bovina può usufruire di molto spazio riuscendo così a evitare la maggior parte dei conflitti, soprattutto se la dimensione dell’area antistante alla postazione è di dimensioni adeguate.

 

La possibilità che la bovina possa adattare il numero di mungiture giornaliere al proprio livello di produzione rappresenta sicuramente un vantaggio soprattutto per gli animali più produttivi in quanto possono essere munte anche 4-5 volte al giorno.

 

Per quanto riguarda i processi infiammatori a carico della mammella, la mungitura ripetuta più volte al giorno rappresenta un utile sistema di prevenzione e di supporto alla terapia. Alcuni operatori pratici segnalano, infatti, che in molti casi una mastite di lieve entità può risolversi anche solamente grazie ad una mungitura più frequente e senza l’impiego di farmaci. Inoltre la pulizia non contemporanea dei capezzoli induce un eccellente effetto di stimolazione, permettendo la produzione di una quantità di ossitocina sufficiente a regolare l’eiezione di tutto il latte.

 

Dal punto di vista del benessere animale se da un lato l’Ams può avere effetti benefici sulla libertà degli animali di controllare e gestire le loro attività quotidiane, dall’altro può rappresentare una fonte di stress in quanto le postazioni sono singole, pertanto l’esperienza di una mungitura isolata rispetto al resto delle compagne può risultare poco gradita all’animale.

 

Infine, sempre dal punto di vista dell’animale, c’è la questione del “cow traffic”. Ne discutiamo nel box pubblicato qui sotto.

Dal punto di vista dell’uomo

 

L’adozione del robot porta con sé importanti cambiamenti legati alla gestione della mandria, in particolar modo alla routine di mungitura: non si tratta infatti di una mera sostituzione di “attrezzature” ma le potenzialità comprendono soprattutto la possibilità di avere informazioni dettagliate per ogni animale (produzione di latte, salute della mammella, stato riproduttivo, ingestione, Bcs…).

 

Tuttavia, questo potrebbe anche rappresentare uno svantaggio in quanto l’automazione di tutti questi dati potrebbe portare ad un uso inappropriato degli stessi o ancor peggio ad essere ignorati. Se da un lato, con l’utilizzo degli Ams, si registra in qualche misura una riduzione del lavoro manuale, dall’altro ci dovrà essere una puntuale e continua analisi ed interpretazione di tutte le informazioni raccolte.

 

Sicuramente nelle fasi iniziali l’operatore non riuscirà a cogliere i benefici e le potenzialità legate a questo sistema, sia per non averlo ancora pienamente integrato nel management aziendale sia perché inizialmente molti animali non andranno alla stazione di mungitura volontariamente, necessitando quindi maggior attenzione ed impegno, soprattutto durante le prime due settimane di lattazione quando le bovine devono imparare o devono semplicemente ricordare il funzionamento del robot.

 

Alcuni limiti per l’adozione del robot possono essere inoltre rappresentanti da non regolari conformazioni della mammella e in particolare dei capezzoli. E’ intuibile che capezzoli non correttamente distanziati o troppo corti ostacolano l’operatività del laser e quindi l’attacco del gruppo di mungitura. Inoltre la presenza di mammelle di dimensioni irregolari a causa di cedimenti dei legamenti sospensori causa mastiti, ecc., può rendere difficoltosa l’azione del meccanismo di mungitura. E’ evidente che con l’adozione del robot è necessario un piano di miglioramento morfo-funzionale delle bovine.

 

Emerge dunque l’importanza di raggiungere un equilibrio tra la diminuzione del lavoro, la motivazione delle bovine nel raggiungere volontariamente la postazione di mungitura e il contenimento delle visite infruttuose.

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