Appuntamento con Eurocarne alla Fieragricola di Verona

La manifestazione è stata presentata in un incontro alla cooperativa zootecnica La Torre, di Isola della Scala (Vr), realtà storica nella produzione di carne bovina


Eurocarne

(di Lucio Minghelli)

Eurocarne si sposa con Fieragricola e sceglie per la 27ª edizione di condividere le date della più importante manifestazione italiana dedicata all’agricoltura: dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018. Teatro dell’evento: Veronafiere, che detiene, come ha ricordato durante la presentazione del salone internazionale delle carni il vicepresidente di Veronafiere, Claudio Valente, “il 50% dell’offerta fieristica nazionale in tema di agroalimentare”.
Un patrimonio in capo all’ente fieristico veronese, che con la scelta di affiancare a Fieragricola la manifestazione Eurocarne, scommette su una linea finalizzata al rilancio dei consumi della carne e per sostenere un dialogo di filiera che non sempre è stato all’insegna di un equilibrio dei margini di redditività.
Un problema, a ben vedere, comune anche ad altri Paesi, anche dove l’interprofessione sembra essere più rodata. È il caso ad esempio della Francia, che nei giorni scorsi ha avviato un dialogo all’interno degli Stati generali dell’alimentazione, fortemente voluti dal presidente Emmanuel Macron, e nell’ambito dei quali sono emerse le richieste dei produttori, schiacciati da pressioni esercitate dagli anelli a valle della filiera, come macelli e grande distribuzione organizzata.
Valsecchi e Valente
Dialogo di filiera, rilancio dei consumi, ma anche corretta comunicazione dei valori nutrizionali di un prodotto insostituibile nella dieta alimentare. L’altro elemento chiave di Eurocarne 2018, ricordato dal direttore commerciale di Veronafiere, Diego Valsecchi, è legato alla filiera corta e alla possibilità, “proprio grazie alla sinergia con Fieragricola, di attivare un dialogo efficace con gli agriturismi, nel solco di quella che è l’agricoltura multifunzionale e in contatto diretto con i consumatori”. Parliamo di “oltre 20mila agriturismi, che potrebbero promuovere la filiera corta della carne”.
Una strategia che è stata illustrata durante la presentazione alla stampa e agli stakeholder, alla cooperativa zootecnica La Torre di Isola della Scala, realtà storica veronese nella produzione di carne bovina (fondata nel 1966, oggi alleva 7.000 capi all’anno), che ha saputo diversificare e sposare un modello di agricoltura multifunzionale. Nel ruolo di moderatore dell’evento c’era Giorgio Setti, giornalista, coordinatore della rivista Informatore Zootecnico.
“L’alleanza con Fieragricola, evento storico di Veronafiere, dedicato al comparto primario e giunto alla sua 113ª edizione – ha affermato Valente – rafforza ulteriormente il ruolo del comparto zootecnico, che già dal 2014 ha iniziato un percorso di riposizionamento e di rilancio. I punti di contatto sono molteplici e vanno dalle diverse tipologie di allevamento, alla filiera corta, per rispondere alle nuove esigenze del consumatore, che sempre più richiede produzioni sostenibili, il rispetto del benessere animale, un’elevata qualità della carne e la conoscenza della provenienza della carne, dei tagli, dei modi per valorizzarli, elementi ritenuti indispensabili per acquistare la carne”.
Attenzione al made in Italy
La prova di una crescente attenzione al Made in Italy è confermato dai numeri, recentemente presentati da Ismea (elaborazioni su dati Istat e Nielsen), in base ai quali nel 2016 si è fermata per la carne bovina la contrazione dei consumi, con le produzioni italiane che hanno tenuto molto di più rispetto alle carni di provenienza estera. Fra il 2014 e il 2016 i consumi di carne italiana sono passati da 10,4 a 10,2 kg/pro capite, mentre per la carne bovina estera è scesa da 7,40 a 6,90 kg/pro capite. Ma l’interesse alla tracciabilità è alta per tutti i comparti: avicunicolo, ovicaprino, suino.
Più attenzione agli allevatori
Eurocarne, forte di un’esperienza ormai consolidata (la prima edizione è del 1969) è proiettata alla ricerca delle nuove tendenze nel settore carneo, senza però dimenticare i target essenziali della filiera: l’esigenza di redditività, la necessità di diversificare le opportunità e le occasioni di consumo, la sicurezza alimentare e l’attenzione ai nuovi stili di vita.
A chi si rivolge la manifestazione
Eurocarne si rivolge a tutti gli attori della filiera corta che collaborano in stretta sinergia fra loro: gli allevatori (storicamente un segmento molto presente a Fieragricola), le aziende agricole multifunzionali, gli agriturismi, i laboratori artigianali, senza dimenticare le macellerie, le gastronomie, i ristoratori, la media e grande distribuzione.
Saranno chiamati a esporre alla nuova formula di Eurocarne i produttori di impianti e le attrezzature per  la macellazione; i produttori di tecnologia professionale e attrezzature per la lavorazione trasformazione  delle carni; i produttori di tecnologia per la conservazione e il confezionamento del prodotto; aromi e  additivi; i consorzi e le organizzazioni di prodotto; le aziende che offrono allestimenti per il lavoratore di  lavorazione, preparazione e confezionamento, ma anche gli allestimenti per i punti vendita, i servizi alla filiera, le associazioni di categoria (produttori, macellai, catene della media e grande distribuzione) e la stampa di settore.
Consumatore al centro
Sotto la lente di Eurocarne, inoltre, le nuove esigenze del consumatore, le risposte della gdo, le soluzioni per la ristorazione veloce e la gastronomia. Il consumatore sarà anche al centro dei nuovi concept relativi alle macellerie di domani. Per favorire i consumi di carne saranno previste aree dimostrative per la preparazione di prodotti, show-cooking, concorsi, area degustazione. E grazie alla concomitanza di Fieragricola, troveranno spazio anche le nuove frontiere dei laboratori artigianali, degli agriturismi, del mondo rurale.

(altri contenuti in un più approfondito articolo in pubblicazione sul numero 15.2017 dell’Informatore Zootecnico)


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