Boehringer e la salute animale

La nuova unità Animal Health rappresenterà il 25% del fatturato aziendale


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Migliorare e diventare leader nel settore della salute degli animali a livello mondiale. Con questa ambizione, a 100 giorni dall’acquisizione di Merial nell’ambito di uno scambio strategico di business con Sanofi, Boehringer Ingelheim ha presentato alla stampa la nuova unità Animal Health, che in futuro dovrebbe rappresentare oltre il 25% del fatturato globale dell’azienda.

Un gigante con vendite nette da 4,1 miliardi di euro (dati 2016), il primo per dimensioni a livello europeo e il secondo a livello mondiale, che punta a crescere ulteriormente, cavalcando il trend ascendente del segmento animali e introducendo innovazione in un settore chiamato a cambiare profondamente nei prossimi anni.

«Siamo un’unica grande realtà, nata con la forza di due: da oggi abbiamo la massa critica per compiere forti investimenti ed evolverci insieme al mercato» ha dichiarato in collegamento video dalla sede centrale il capo dell’Animal Health Boehringer Ingelheim, Joachim Hasenmaier.

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Quello della salute degli animali, del resto, è un settore in crescita, destinato a espandersi ulteriormente nei prossimi anni sulla spinta di fattori sociali, demografici, economici e climatici, quali a esempio:

– animali domestici come parte integrante della famiglia;

– maggiore sensibilità verso il benessere in allevamento e la qualità della carne;

– aumento popolazione e domanda di proteine animali

– crescenti minacce alla salute dovute alla maggiore diffusione di infezioni provenienti dagli animali come aviaria o afta epizootica.

«Tutti questi trend sono estremamente favorevoli al nostro business». Non a caso nel 2016 (prima dell’acquisizione di Merial) le vendite nette nel comparto animali di Boehringer Ingelheim sono cresciute dell’8,5%. E nei prossimi 10-15 anni il ritmo non dovrebbe accennare a rallentare.

Secondo una recente previsione Vetnosis, fra oggi e il 2030 il mercato è destinato a raddoppiare, passando dagli attuali 27 miliardi a 53 miliardi di euro. Numeri riferiti esclusivamente al core business (antiparassitari, vaccini, farmaci, antibiotici) e che non tengono invece conto di aspetti importanti quali diagnostica, nutrizione, genetica, sicurezza, gestione degli allevamenti. Aspetti che nel prossimo futuro diventeranno sempre più strategici per il settore.

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«Il mercato si sta ridefinendo. E noi, anche grazie alla nuova fisionomia aziendale, siamo pronti a investire in nuove opportunità. Il nostro domani sarà soprattutto nella prevenzione: ricordiamo che gli antibiotici sono e rimangono il farmaco di “ultima risorsa”».

Tre, in particolare, le linee di sviluppo programmate:

– monitoraggio, nuove tecnologie di precisione per monitorare in tempo reale e individuare precocemente le malattie;

– diagnostica e terapie mirate e personalizzate;

– prevenzione, anche su misura.

Nel lungo termine l’azienda intende puntare fortemente su partnership con università, istituti di ricerca e aziende biotech: «Il settore della ricerca e dello sviluppo – ha concluso Joachim Hasenmaier – rappresenta un pilastro importante della nostra strategia».

 

IN ITALIA

Con l’acquisizione di Merial, la Animal Health Boehringer Ingelheim è diventato il principale player del mercato italiano per la salute animale.

Rispetto all’anno precedente il business in Italia ha registrato un incremento del 14% circa, sia per il segmento “animali da reddito”, che per quello “animali da compagnia”.

Nel nostro Paese l’azienda possiede un sito produttivo specializzato nella produzione di vaccini aviari a Noventa Padovana.

 

L’articolo è pubblicato su Informatore Zootecnico n. 8/2017

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