Bicarbonato di sodio, benefici di un dosaggio a 300 g/capo/giorno

Usato nell’alimentaizone delle bovine da latte, il bicarbonato di sodio è in grado di contrastare l’abbassamento di pH derivante dalla fermentazione degli amidi della razione e dall’effetto delle alte temperature. I risultati di uno studio condotto da Solvay in collaborazione con il Consorzio Terrepadane Piacenza


Bicarbonato di sodio, benefici di un dosaggio a 300 g/capo/giorno

Il ruolo e l’importanza del bicarbonato di sodio nell’alimentazione delle bovine lattifere come regolatore del pH del rumine sono noti da tempo. In anni recenti si è deciso di fare due differenti test per verificarne l’effetto dell’aggiunta alla dieta delle bovine in quantità definite (300 grammi/capo/giorno).
Nel 2015 il team di Francesco Masoero, docente della Cattolica di Piacenza, ha condotto una prova sperimentale in un’azienda di grandi dimensioni (800 vacche in lattazione), concentrandosi sul gruppo degli animali che erano nelle prime venti settimane dal parto. I risultati ottenuti sono stati d’indubbio interesse economico e si possono sintetizzare in:
– aumento dell’ingestione di sostanza secca di circa 1,1 kg/capo/giorno;
– aumento di produzione medio, pari a 1,6 kg di latte/capo/giorno;
– miglioramento del tasso di gravidanza e dell’intervallo parto/concepimento.
Nell’anno successivo si è cercato di fare un altro passo nelle conoscenze osservando gli effetti dell’aggiunta dello stesso quantitativo di bicarbonato nell’alimentazione di bovine di aziende tipiche italiane (circa 100 capi in lattazione) nei mesi da maggio ad agosto.
In quest’articolo oltre a fornire informazioni su ques’ultima prova del 2016, trarremo conclusioni pratiche per gli allevatori che derivano dalle esperienze dei due anni.

I dati dell’anno 2016
La prova è iniziata contemporaneamente il 18 di maggio ed è terminata a fine agosto. Gli allevamenti, due in provincia di Lodi e uno in provincia di Piacenza, impiegavano già Bicar®Z, bicarbonato di sodio Solvay per uso zootecnico, nell’alimentazione delle bovine, quindi il cambiamento si è limitato ad aumento della dose in modo controllato (300 grammi/capo/giorno).

Le razioni alimentari
Considerando che l’obiettivo era verificare gli effetti dell’aggiunta di 300 grammi di bicarbonato in condizioni reali, il ruolo dei nutrizionisti è stato quello di assicurare costantemente gli apporti a copertura dei fabbisogni delle bovine, modificando le razioni quando le materie prime non erano più disponibili, oppure se le condizioni di mercato (prezzo del latte alla stalla) rendevano meno conveniente aumentarne la produzione.
Per lo stesso motivo i tecnici hanno monitorato periodicamente le performance aziendali da maggio ad agosto 2016.

L’andamento climatico
Durante i periodi di calore intenso le bovine, per aumentare la dispersione termica, adottano alcuni comportamenti tipici, tra questi vi è l’aumento della frequenza respiratoria e la maggiore escrezione di bicarbonato di sodio con le urine. Contemporaneamente il potere tampone della saliva è ridotto.
Queste sono le principali cause, in estate, dell’insorgere di acidosi anche in diete corrette per l’apporto di amido e di fibra effettiva.
L’aggiunta di bicarbonato, per l’effetto tampone nel rumine, mitiga in modo sostanziale i possibili danni dell’acidosi subclinica.
Giornalmente si sono raccolti i dati climatici dei comuni in cui sono situate le aziende, per il calcolo del THI (Temperature humidity index), parametro con il quale si evidenziano le situazioni di stress per le bovine causate dell’effetto combinato di temperatura e umidità relativa.
Nonostante il periodo potenzialmente critico, in nessuna delle tre stazioni si è superato il valore 77 di THI, per questo si può dire che lo stress termico è stato da nullo a moderato (Easing milking time heat stress, Jeff Reneau).

Considerazioni finali
Il bicarbonato ha un’azione tampone che si manifesta nel rumine contrastando l’abbassamento di pH derivante dalla fermentazione degli amidi della razione e dall’effetto, sulle bovine, delle alte temperature. L’aggiunta di 300 grammi di bicarbonato, anche in condizioni nelle quali lo stress termico era moderato, ha consentito un ritorno positivo sugli animali in lattazione che hanno sempre mantenuto un livello soddisfacente d’ingestione.
In tutte le aziende interessate dalla prova non è variato, da maggio a fine agosto, il rapporto tra grasso e proteine, che è sempre stato maggiore di uno. Nel latte bovino le percentuali dei due parametri, in condizioni normali, sono legate in un rapporto che ha cambiamenti modesti.

 

Leggi  l’articolo completo cliccando qui: Informatore Zootecnico n. 12 .

 


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