Associazioni allevatori: ritrovati i 15 milioni che erano stati tolti

Dieci milioni vengono dal ministero dell’Economia, cinque dal Mipaaf


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Il 23 giugno scorso, sul sito di IZ e su facebook, avevamo strillato: «Il governo taglia i fondi alle associazioni allevatori». L’allarme era stato tale che solo sulla pagina facebook dell’Informatore Zootecnico il post era stato visto da più di 9mila persone (vedi foto).
Ma non solo la nostra rivista aveva dato grande rilievo alla cattiva e inaspettata notizia: la denuncia del mondo zootecnico era stata unanime, dall’Aia all’assessore Fava, dalla Coldiretti a Confagricoltura, da altri assessori regionali al Consorzio del Grana padano. Il pomeriggio del 28 giugno, però, colpo di scena: è arrivata la breaking new che il Mipaaf ha ritrovato e ri-stanziato i 15 milioni che erano stati tolti.
Ha comunicato infatti lo stesso Mipaaf: «Il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali rende noto che sono stati stanziati 15 milioni di euro per il sistema degli allevatori per superare il taglio di risorse di pari importo emerso in Conferenza Stato Regioni. In particolare 10 milioni di euro vengono destinati dal ministero dell’Economia con la legge di assestamento al finanziamento diretto dei Capitoli 7637 e 7638 per le attività in materia di controlli funzionali del bestiame, mentre il Mipaaf provvede alla copertura di ulteriori 5 milioni di euro con risorse proprie».
E il ministro Maurizio Martina ha aggiunto: «Abbiamo superato un taglio di risorse che non abbiamo mai condiviso, risolvendo un problema che rischiava di creare difficoltà ai nostri allevatori. Ringrazio il ministro Padoan per la pronta individuazione di una soluzione. Continuiamo a lavorare per la tutela di un settore strategico come quello zootecnico, al di sopra di ogni polemica».
Tutto è bene quel che finisce bene? Le proteste rumorose sono utili? Solo con le proteste rumorose si ottiene qualcosa? Era stata solo una clamorosa svista che persino il governo ha dovuto ammettere? Per il momento non possiamo dirlo. Possiamo invece dar conto dei primi commenti sulla nuova e buona notizia, anch’essi datati 28 giugno.
Il primo è quello della più diretta interessata, l’Aia, Associazione italiana allevatori. «Accogliamo con soddisfazione e sollievo la notizia dello stanziamento di 15 milioni di euro per il Sistema Allevatori, resa nota oggi dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali». Così il presidente dell’Aia Roberto Nocentini al termine del comitato direttivo dell’associazione riunitosi nella mattinata di mercoledì 28 giugno a Roma, riunione che era stata convocata d’urgenza per esaminare la grave situazione venuta alla luce la scorsa settimana, con il taglio delle risorse emerso in Conferenza Stato-Regioni.
Ha continuato Nocentini: «A nome del comitato direttivo di Aia e di tutta l’Organizzazione degli allevatori italiani, ringrazio il governo e in particolare i ministri delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina e dell’Economia Piercarlo Padoan per aver superato questa criticità in tempi brevi, trovando una pronta soluzione a una questione che ci era apparsa da subito grave e ingiusta. Un ringraziamento particolare va anche a tutti coloro che, a vario titolo, in questi giorni hanno fatto sentire la propria autorevole posizione a favore delle ragioni del Sistema allevatori. In particolare la Coldiretti, consorzi di tutela tra cui il Grana Padano, Assocarni, le organizzazioni sindacali e gli assessori regionali all’agricoltura ed esponenti politici che hanno saputo sottolineare la funzione strategica del Sistema allevatori, impegnato da sempre a far arrivare sulle tavole dei cittadini-consumatori prodotti di origine animale sani, tracciati, rispettosi del benessere animale, garantiti dalla serietà del nostro lavoro in stalla e dei controlli sull’attività selettiva e di miglioramento genetico».
Fava: bene, ma fondi insufficienti
«Letta così, sembra una buona notizia e mi rallegro del fatto che si sia risolto un equivoco che rischiava di compromettere un sistema già seriamente provato da anni di ritardi e di mancate razionalizzazioni». Così l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, ha commentato lo stanziamento di 15 milioni di euro per il sistema degli allevatori.
«Prendo atto del fatto che il ministro Martina ha trovato la soluzione, e di questo lo ringrazio. Non posso però non ribadire – dichiara Fava – il fatto che ci si veda sempre costretti ad alzare la voce e a minacciare clamorose azioni politiche per poi ottenere quello che ritengo essere il minimo sindacale. La dotazione dei 22,5 milioni resta comunque insufficiente – puntualizza Fava – e credo che le Regioni si dovranno fare carico di integrare i fondi mancanti, anche a causa di una sempre iniqua ripartizione delle risorse».
Insomma, il pensiero di Fava è che si tratta di un nodo politico irrisolto. «Questa azione del ministero delle Politiche agricole, purtroppo, non restituisce la necessaria dignità alla commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni. Purtroppo non possiamo dire che si sia chiusa una pagina buia della gestione del sistema allevatoriale e, soprattutto, del ruolo delle istituzioni».
E la Regione Lombardia si dichiara pronta a intervenire. «Adesso chiediamo che si vada velocemente verso un riparto adeguato delle risorse – conclude Fava – e che a una regione come la Lombardia si voglia finalmente destinare almeno il 40% del fondo ripristinato. In quel caso, e solo in quel caso, noi saremo pronti a integrare quanto mancante, anche con risorse del nostro bilancio. Diversamente, prenderemo atto del fatto che si perpetua ancora una volta un grave torto nei confronti degli allevatori lombardi, che rappresentano quasi la metà del patrimonio zootecnico italiani».
(di Giorgio Setti)


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