Aprozoo – In Calabria sanno vendere la carne della podolica

BOVINI AUTOCTONI – Allevati con la linea vacca-vitello, questi bovini vengono macellati intorno ai 580 kg. Segue un capillare lavoro commerciale. L’esperienza della cooperativa Aprozoo


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Razze autoctone, razze in estinzione ma a volte recuperate e valorizzate. E’ il caso del bovino podolico presente in alcune regioni meridionali. In particolare Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e soprattutto in Calabria. Qui la cooperativa di allevatori Aprozoo (soc. coop. Produttori zootecnici di Montalto Uffugo, Cosenza), operante tra le province di Cosenza e Crotone, con soci titolari di allevamenti tra le zone silane e collinari, ha svolto un lavoro di salvaguardia iniziato oltre quindici anni fa, come racconta il presidente Mauro D’Acri.

Quest’azione è stata portata avanti con la collaborazione scientifica del dipartimento di Scienze zootecniche e Ispezione degli alimenti della facoltà di veterinaria, dell’Università di Napoli Federico II.

L’allevamento delle podoliche avviene prevalentemente con la modalità della transumanza. Le mandrie si trasferiscono dagli altipiani silani alle zone collinari e pianeggianti, con l’allevamento allo stato brado. Gli animali si nutrono di quello che offre il territorio, spesso ricadente in zone incontaminate con coltivazioni erbacee tipiche della zona, con macchia arbustiva e con fieni sfalciati da terreni che non sono stati oggetto di trattamenti chimici. Generalmente da marzo ad ottobre le mandrie vengono condotte al pascolo mentre nel periodo invernale vengono tenute in strutture o aree recintate. In questo caso l’alimentazione è basata su fieni provenienti dai territori circostanti e a volte vengono effettuate integrazioni a base di cereali. Per sapene di più si può consultare il sito www.podolicadicalabria.it .

I responsabili dell’Aprozoo dichiarano: “Non si fa uso di integratori, gli animali seguono una dieta ricca di foraggi. La tecnica allevatoriale seguita per la produzione dei vitelloni da macello è quella della linea vacca-vitello, per cui gli animali che arrivano al macello sono tutti nati nelle aziende che li allevano”. E’ consentito l’ingrasso in strutture differenti ma, in ogni caso, i capi devono provenire da allevamenti iscritti al consorzio.

L’animale viene accresciuto con ritmi fisiologici che per i vitelloni è di poco inferiore ai 900 grammi al giorno, circa la metà di quanto avviene per le razze specializzate da carne allevate in modo intensivo. La macellazione avviene a 20-22 mesi di età con pesi che si attestano intorno ai 580 kg.

La cooperativa Aprozoo ha lavorato pure per sviluppare la vendita delle carni, sia in macellerie che nella grande distribuzione, anche in forza del disciplinare di etichettatura volontaria riconosciuto dal Mipaf. Per cui Aprozoo è l’unica organizzazione autorizzata a identificare ed etichettare, sul territorio nazionale, le carni bovine di razza podolica calabrese.

Rosario Scigliano, responsabile tecnico e commerciale della cooperativa, sottolinea i traguardi raggiunti: “Un recente accordo commerciale con la Pac2000A, società che collabora con Conad, ci permette di lavorare con quindici punti vendita calabresi dove vengono consegnati carni bovine podoliche con osso. In un anno dal maggio 2014 al maggio 2015 sono stati forniti ai punti vendita circa 75mila kg di carni con un fatturato prossimo ai 450mila euro. Mentre da pochi mesi stiamo fornendo a 35 punti vendita della Calabria e della Campania carne di razza podolica confezionata in vaschette”.

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Una vacca podolica con vitello nelle colline calabresi.

 


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