MICOTOSSINE –

Da negoziare deroghe sugli aiuti di Stato,ma non sull’innalzamento delle soglie di tolleranza

Aflatossine, ora tocca al governo

aflatossine

«Il ministro Catania dovrebbe attivarsi per individuare le risorse finanziarie necessarie a fornire idonee risposte ai produttori maidicoli colpiti».

Parole di Paolo Scarpa Bonazza Buora, presidente della commissione Agricoltura al Senato, che ha appena approvato (seduta del 2-3 ottobre 2012) uno schema di risoluzione che invita il Governo a varare quanto prima misure straordinarie per salvaguardare il reddito di produttori e stoccatori danneggiati dalla presenza di aflatossine nei cereali e soprattutto nel mais.

E fornirebbe una prima risposta alla grave situazione in cui si trovano ora molte aziende agricole e zootecniche: difficoltà (o impossibilità) di vendere il prodotto 2012; partite di mais sequestrate in azienda; prezzi “salati” per approvvigionarsi di granella certificata come “sana”; anche la destinazione del mais contaminato alla filiera delle rinnovabili è tutta da verificare. Sono molte le questione aperte dalla contaminazione del mais e al momento in (lunga) attesa di risposte ufficiali.

Ma lo schema di risoluzione punta anche a salvaguardare la sicurezza alimentare: «Appare acclarata la nocività delle aflatossine per l’organismo umano, risultando altamente tossiche e cancerogene se assunte oltre certe soglie di tollerabilità, peraltro allo stato attuale ancora non definite in modo univoco» si legge nel documento.

La risoluzione ricorda che lo sviluppo delle aflatossine è legata in generale a condizioni di stress delle piante, soprattutto alta temperatura e umidità, scarsità d’acqua, infestazione e danni provocati da insetti. Le condizioni climatiche degli ultimi anni e del 2012 in modo particolare, hanno colpito in particolare la Pianura padana, vittima di una gravissima ed eccezionale siccità con elevati contrazioni produttive fino al punto che certe aree non coprono nemmeno i costi di produzione.

Punti critici

Il relatore prosegue segnalando i seguenti aspetti critici:

Consumo – La pericolosità delle aflatossine è maggiore tenuto conto che possono essere assunte direttamente o indirettamente consumando prodotti derivanti da animali intossicati da mangimi contaminati.

Pulitura – Le operazioni di “pulitura” poste in essere dai centri di stoccaggio, per consentire che il prodotto non conforme rientri nei limiti di legge per le varie destinazioni di impiego, risultano, pur se necessarie, assai penalizzanti per agricoltori e stoccatori, a causa dell’alta percentuale di scarto rispetto a un’annata normale.

Deprezzamento granella – Ulteriore danno è il deprezzamento della granella di mais, avviata ad altri usi o non collocata sul mercato in quanto contaminata e non conforme agli standard igienico-sanitari.

Le misure proposte

Dunque un quadro economico molto allarmante che mette in crisi anche settori collegati come quello mangimistico e l’intera zootecnica nazionale. La mozione approvata dai senatori impegna il Governo a intervenire attraverso l’adozione di adeguate misure per sostenere immediatamente i settori in crisi ma anche di interventi strutturali a medio termine per prevenire e controllare il fenomeno nei prossimi anni in quanto si tratta di situazioni facilmente e prevedibilmente ricorrenti.

In dettaglio il documento impegna il Governo a:

  • – predisporre misure di natura economica e finanziaria idonee a consentire quanto meno il recupero, per gli operatori in questione, del “capitale di anticipazione” in vista della prossima campagna agraria, anche attraverso deroghe, da negoziare con le competenti autorità europee, alla legislazione comunitaria sugli aiuti di Stato;
    – predisporre adeguati interventi di sostegno a favore dei produttori maidicoli operanti nelle aree gravemente colpite dall’aumento del livello di aflatossine nel mais, come pure a favore degli “stoccatori“, per lo più costituiti in forma cooperativa, anche mediante l’attivazione di appositi canali di finanziamento finalizzati a favorire l’ammodernamento dei centri di stoccaggio;
  • tutelare la salute umana e al contempo le aziende agricole e stoccatrici del prodotto coinvolte, ispirandosi a criteri di chiarezza per la valutazione del rischio e del danno;
  • – sensibilizzare la base agricola, attraverso la promozione e la diffusione di linee guida di buona pratica agronomica (dalla semina alla raccolta) e di linee guida per il corretto trattamento e stoccaggio della granella.

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