Aflatossine mais, convegno 2 settembre 2016 a Cittadella (Pd) / LE RELAZIONI

Qui Enrico Costa, agronomo Aires, ha evidenziato come il particolare andamento climatico della stagione estiva abbia favorito lo sviluppo del fungo aspergillus (nella foto sotto) e la produzione di micotossine


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Cliccando sulle scritte colorate riportate qui sotto…

A) brochure Convegno aflatossine – USL 15 – 2sett2016

B) Biasia e Montagna

C) Costa

D) Paparella

E) Leonardi

… si potranno consultare alcune delle relazioni di un incisivo convegno sulla contaminazione da aflatossine del mais veneto. L’incontro, promosso dall’Azienda Ulss 15 “Alta Padovana”, Dipartimento di Prevenzione Servizi Veterinari, si è tenuto venerdì 2 settembre presso la sala consigliare del comune di Cittadella (Pd).

Lo scopo dell’incontro era quello di aprire un confronto tecnico tra tutti gli operatori della filiera alla vigilia della nuova stagione di raccolta del mais. I cambiamenti climatici che hanno coinvolto il Veneto negli ultimi anni hanno determinato la sempre più frequente contaminazione del mais da parte delle aflatossine prodotte dal fungo del genere Aspergillus. Ciò che nel 2003 sembrava un evento eccezionale negli gli anni si è riproposto con una frequenza sempre maggiore tanto da diventare una problematica costante nella produzione del latte.
L’incontro si è aperto con la presentazione della giornata da parte di Anselmo Ferronato, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 15 che ha posto l’attenzione come sia fondamentale che ci sia una sinergia tra l’azione di autocontrollo di tutti gli attori della filiera e le verifiche effettuate dalle autorità competenti in materia di sicurezza alimentare, a livello locale e regionale.
Abbiamo poi ascoltato l’interessante relazione di Enrico Costa, agronomo della Associazione italiana raccoglitori essiccatori stoccatori di cereali e semi oleosi (Aires), in cui ha presentato i risultati delle prime partite di mais raccolte nella nuova stagione. Evidenziando come il particolare andamento climatico della stagione estiva, inizialmente poco preoccupante, sia nel mese di luglio e di agosto peggiorato, favorendo lo sviluppo del fungo aspergillus e la produzione di micotossine.
La contaminazione risulta, secondo i dati di Costa, molto elevata sulle granelle dei mais precoci ma è presente anche su silomais che su pastoni di mais. Inoltre è stato messo in evidenza come in questa annata sia particolarmente difficile, al momento della raccolta, individuare le partite contaminate perché spesso il fungo si trova all’interno dei chicchi di mais, ed è presente anche in appezzamenti irrigati in cui la pianta non evidenzia particolari condizioni di stress.
Successivamente Aldo Montagna, veterinario Ulss 15, responsabile del Servizio Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche, assieme a Antonio Biasia, veterinario Ulss 15 responsabile territoriale, hanno presentato i dati dell’attività di controllo svolta sul territorio di competenza nella stagione 2015/2016. Ricordiamo che l’Alta Padovana è un‘area ad elevata presenza di allevamenti da latte, circa 500, di caseifici che producono formaggi Dop, ma anche si trovano molti agricoltori produttori di mais e centri di raccolta e stoccaggio. I risultati hanno visto una ridotta presenza di positività ad aflatossine oltre i valori di attenzione nel latte prodotto dagli allevatori di quest’area.
Le relazioni si sono concluse con Michele Brichese, veterinario Regione del Veneto, direttore dell’Unità Organizzativa Veterinaria e Sicurezza Alimentare, il quale ha spiegato come la Regione stia valutando in relazione all’incidenza della problematica aflatossine sul territorio quali siano le misure più adeguate da mettere in campo, oltre ovviamente a quelle già in essere che prevedono tutta una serie di autocontrolli nella filiera cerealicolo – lattiero casearia al fine di garantire la sicurezza del latte e dei suoi derivati.

Dopo queste relazioni la giornata prevedeva una serie di interventi programmati da parte degli operatori del settore in particolare sono intervenuti i seguenti esperti.
Paolo Camerotto, veterinario Ulss 9, che ha posto l’attenzione sulla necessità di adottare gli allevamenti da latte di un manuale di buona prassi igienica che preveda un piano di autocontrollo sugli alimenti somministrati alle bovine in lattazione, e sul latte prodotto con una frequenza che va determinata in funzione del potenziale rischio di contaminazione da aflatossine.
Paolo Paparella, zootecnico responsabile dei servizi di Assistenza tecnica dell’Associazione Veneta Allevatori Ava, il quale ha presentato i dati relativi ai controlli fatti per la presenza di Aflatossine B1 su alimenti somministrati alle bovine nel corso della stagione settembre 2015/ agosto 2016 nella provincia di Padova. Le analisi eseguite hanno evidenziato che gli alimenti più a rischio contaminazione da micotossine sono i pastoni di mais prodotti in azienda e le granelle di mais prevalentemente acquistate sul mercato. Inoltre è stata presentata una procedura di autocontrollo che gli allevatori possono adottare al fine di prevenire la contaminazione da aflatossine nella produzione del latte.
Luca Maroso, responsabile della cooperativa Latterie Vicentine, che ha spiegato come sia stato fondamentale per i risultati ottenuti nella loro filiera latte selezionare i fornitori di alimenti zootecnici, richiedendo negli alimenti livelli di aflatossine inferiori a quelli previsti dalla normativa. Inoltre si è messo in risalto l’elevato costo sostenuto per eseguire le analisi sulle aflatossine.
– Aspetto ribadito anche da Augusto Guerriero, presidente di Lattebusche, ha spiegato come attraverso il controllo costante delle cisterne in entrata siano in grado di garantire la sicurezza alimentare del latte lavorato. Sempre il presidente di Lattebusche ha segnalato come per la loro struttura che raccoglie latte su più province, sia importante che le misure e i controlli attuati dalle diverse Ulss siano uguali.
Alla fine degli interventi programmati si è aperto un confronto tra i numerosi operatori intervenuti il sala ad iniziare dagli allevatori e dalle cooperative che trasformano il latte preoccupati che vi sia un ulteriore aggravio di analisi a carico dei produttori con ulteriori costi, in un momento di mercato caratterizzato da un prezzo del latte molto basso e da una riduzione dei consumi di prodotti lattiero caseari.
E’ intervenuto all’incontro anche l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan che ha preso atto delle difficoltà del settore latte, settore che risulta strategico per l’economia della zona.

Sicuramente vanno fatti i complimenti ai responsabili dell’organizzazione del convegno, in particolare a Roberto Farina Busetto, dell’Azienda Ulss 15 “Alta Padovana”, che ha ben condotto la giornata in qualità di moderatore e ai relatori per le interessanti relazioni presentate e tutti coloro che sono intervenuti con un loro contributo.

 

 

 


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