Piemonte, nasce Latterie Alpine

Nuova realtà industriale sopraggiunta per riprendere in mano il caseificio di Peveragno


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La mattina del 29 maggio 2017, presso la sede torinese di Confcooperative, è stata annunciata la nascita di Latterie Alpine, una nuova realtà industriale del settore lattiero caseario. Latterie Alpine, che ha rilevato lo stabilimento e i macchinari del Caseificio Valle Josina di Peveragno (Cn), è una nuova società che nasce dall’unione di Inalpi e Piemonte Latte. “Un raro e innovativo esempio di collaborazione tra il mondo cooperativo e quello industriale”.
Sono intervenuti come relatori: Domenico Paschetta (presidente regionale Confcooperative), Paolo Reinaudi (sindaco di Peveragno), Giorgio Ferrero (assessore regionale all’Agricoltura), Alberto Valmaggia (assessore regionale Ambiente e sviluppo della montagna), Roberto Morello (presidente cooperativa Piemonte Latte) e Ambrogio Invernizzi (amministratore delegato di Inalpi).
Domenico Paschetta, nel dare il benvenuto, ha sottolineato quanto questo sia “un giorno importante, che serve a sfatare il mito che le cooperative e il mondo imprenditoriale non possano collaborare. Se l’obiettivo è importante il modo lo si trova con determinazione”.
Paolo Reinaudi ha sottolineato quanto la nascita di Latterie Alpine sia “una buona notizia. Dopo anni di crisi e di chiusure, l’affacciarsi di una nuova realtà, sopraggiunta per riprendere in mano il caseificio di Peveragno, dona speranza al territorio tutto”.
Ha poi preso la parola Ambrogio Invernizzi, che ha raccontato come la recente collaborazione abbia in realtà radici decennali: “Tra Inalpi e Piemonte Latte si è consolidato un rapporto di stima reciproca nato quando la Ferrero ha chiesto di avere latte in polvere alpino e piemontese. Lì ci siamo uniti. Latterie Alpine rappresenta un nuovo sbocco per il mercato del latte piemontese. Le prime produzioni sono già state avviate con 600 quintali di latte che giornalmente consentono di creare la cagliata per la pasta di formaggio per i nuovi prodotti che saranno lanciati a breve: fettine e formaggini che contengono al 100% latte alpino piemontese”.
Invernizzi ha poi spiegato quanto sia importante consolidare il rapporto di filiera: “E’ l’unico mezzo per assicurare un giusto prezzo ai produttori di latte e ai consumatori, oltre a garantire la qualità e la tracciabilità del prodotto finito”.
Roberto Morello, visibilmente entusiasta, ha detto di avvertire la responsabilità per questa nuova sfida: “La responsabilità ci stimola ad andare avanti. Piemonte Latte e Inalpi hanno capacità complementari, questo vuol dire che siamo due realtà che lavorano bene. In Latterie Alpine abbiamo già assunto nuovo personale e anche riassunto i lavoratori di Valle Josina, inoltre, in breve tempo abbiamo aggiunto, tra i conferitori, 26 piccoli allevatori del territorio, le ricadute sono già in atto. E ha poi concluso: “Il latte piemontese è un prodotto che merita l’impegno di tutti, una sfida che vale la pena cogliere, uno dei nostri obiettivi è la qualità del prodotto che avrà il profumo del territorio”.
Alberto Valmaggia si è dichiarato soddisfatto del fatto che nel nuovo caseificio rimanga un’identità del mondo cooperativo e auspica che la qualità e la tracciabilità siano trasmessi come veri e fondamentali valori aggiunti. Ha chiesto inoltre che, accanto alla produzione industriale, sia creato un prodotto di nicchia che valorizzi il latte delle piccole comunità montane.
Giorgio Ferrero ha messo in evidenza come Latterie Alpine contenga elementi di assoluta innovazione partendo dall’innegabile realtà della crescita del settore: “Il mondo del latte ha fatto delle corse in avanti – ha dichiarato – fino a pochi anni fa abbiamo vissuto momenti di contrattazioni tribali, che si giocavano sul centesimo, ora esistono contratti indicizzati che garantiscono una programmazione ai produttori del latte, ma anche agli industriali. Ora si gioca una partita con regole chiare e tutti hanno deciso di scommettere sul territorio. Questo rinnovato entusiasmo fa sì che i produttori latte si sentano orgogliosi di fare qualità, questo ha già funzionato per il mondo del vino e funzionerà anche per il settore lattiero caseario. Ha poi messo in evidenza quanto sia importante la collaborazione tra mondo cooperativo e industria: “Qui c’è il nostro futuro ed è un connubio che mi auguro per molti settori. L’unione tra chi ha know-how industriale, e lo applica bene, e chi gestisce bene la cooperazione può dare vita a qualcosa che ha una forza straordinaria e obbliga tutti a produrre qualità”.


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