Montasio dop, Masotti nuovo presidente

E’ alla guida della Latteria sociale di Coderno (Ud), un’azienda con un bilancio annuo sui dieci milioni di euro


Udine 24 ottobre 2015
70¡ anniversario di CONFCOOPERATIVE FVG.
Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone

(di Adriano Del Fabro)

Dopo il rinnovo assembleare del consiglio di amministrazione, al vertice del Consorzio di tutela del formaggio Montasio dop è stato eletto il presidente della Latteria sociale di Coderno (Ud), Maurizio Masotti (a destra nella foto).
La Latteria, fondata nel 1889, ha un bilancio annuo che si aggira sui dieci milioni di euro. I soci conferitori sono una cinquantina; i dipendenti 55; 13 i punti di vendita diretta dislocati tra Udine e il Medio Friuli, la Bassa Friulana e il pordenonese; una quarantina i prodotti in listino, Montasio compreso.
Quarantadue anni, titolare di un’azienda zootecnica a Coseano (Ud), Masotti è dal 2010 alla guida della cooperativa friulana, oltre a essere consigliere di Fedagri Fvg. Nel Consorzio, sarà affiancato dal direttore delle Latterie Venete, Domenico Sartore (vicepresidente), e da un giunta esecutiva composta da Valentino Pivetta (Latteria di Visinale), Linda Del Ben (Del Ben di Fontanafredda) e Christian Roldo (Agricansiglio Sca). Comitato ristretto che il Consiglio ha ritenuto necessario costituire, per la prima volta, per accompagnare e supportare l’azione del presidente nonché per snellire le procedure.
«Il Consorzio è nell’occhio del ciclone a causa di una serie di frizioni, forse un po’ esagerate, tra la componente veneta e quella friulana», ha affermato il neoeletto presidente ammettendo poi che «qualche tensione c’è stata, ma la ritengo superata». Ne è la dimostrazione il voto unanime che ha portato l’allevatore friulano alla leadership del Consorzio. «Qualche differenza di vedute ci può anche stare a patto, poi, che si trovi una quadra, come in questo caso, e che la squadra sia motivata a rilanciare il Montasio», ha aggiunto.
L’obiettivo passa da un progetto di nuova comunicazione del formaggio Dop che, nei contenuti, è già stata definita e dovrebbe prendere avvio in autunno. Quel che manca sono ora le risorse (regionali), attese a stretto giro. «Stiamo per accedere ai bandi, sia sulla Legge 25 (681 mila euro) che sul Psr (500 mila euro) cui si aggiungeranno in parte risorse proprie del Consorzio – fa sapere il direttore, Loris Pevere – grazie all’aumento del contributo su ogni forma prodotta che l’Assemblea dei soci ha deliberato l’anno scorso». Un anno che ha visto la produzione di circa 820 mila forme per un giro d’affari che si aggira (all’ingrosso) tra i 30 e i 32 milioni di euro.
Masotti, intanto, è pronto a premere sull’acceleratore: «L’occasione che abbiamo è importante e potrebbe essere l’ultima. Dobbiamo riuscire a portare il Montasio Dop fuori dalla zona di produzione. Dalla nostra abbiamo la qualità: a ogni evento nazionale cui partecipiamo il formaggio è apprezzato, non c’è ragione perché non debba esserlo anche dai consumatori. Ed è questa la nostra missione: cercare nuovi mercati per la rinomata Denominazione».


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