Assocarni: no alla carne agli ormoni in Europa

“Ma la Commissione europea riconosca agli Usa un contingente dedicato di carne alta qualità”


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“Pur ribadendo l’assoluta non negoziabilità del divieto di importazione nella Ue di carne ottenute da animali trattati con ormoni, è necessario che l’Ue si attivi con una soluzione tecnica che consenta agli Stati Uniti d’America di avere un contingente ad hoc di carne bovina hormone free. Contingente che scongiuri il ritorno al cosiddetto carosello che colpiva con super dazi a rotazione semestrale le eccellenze alimentari europee esportate negli Usa”. Lo ha dichiarato l’Assocarni (Associazione nazionale industria e commercio carni e bestiame, Roma) dopo che l’Amministrazione Usa ha rimesso in discussione il memorandum di intesa del 2009 con l’Unione europea.

In base a questo memorandum gli Stati Uniti hanno sospeso le sanzioni tariffarie per molti prodotti tipici europei, imposte come ritorsione contro il divieto di esportare nella Ue le carni trattate con ormoni, in cambio della possibilità di esportare annualmente 45mila tonnellate di carni bovine di alta qualità hormone free. Queste però, non essendo riservate agli Usa ma erga omnes, sono costantemente esaurite da altri paesi come Australia, Canada, Nuova Zelanda, Uruguay e Argentina che vi accedono a discapito degli Usa, che negli anni si sono visti diminuire le quantità di carni a dazio zero a loro riservate.

“Gli standard igienici sanitari della carne consumata in Europa non si toccano – ha dichiarato il direttore di Assocarni François Tomei – ma non è corretto che altri Paesi terzi si avvantaggino di contingenti concessi per compensare un danno che gli Stati Uniti hanno avuto riconosciuto in ambito Wto. La Commissione europea trovi subito un accordo con gli Usa invece di nascondersi dietro burocratici formalismi”.

 


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