Assessore friulano: più reddito con il latte crudo

Dal convegno sul latte crudo tenutosi recentemente a Gemona (Ud)



(di Adriano Del Fabro)

«Valorizzare e incrementare la percentuale di prodotti trasformati perché in questo modo possiamo aumentare la redditività e dare valore aggiunto alle nostre imprese». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli, in occasione del convegno: “La produzione di formaggio latteria a latte crudo: risultati del monitoraggio nei caseifici del Friuli VG”, organizzato a Gemona del Friuli (Udine) dall’Ersa, in collaborazione con l’Associazione Allevatori del Fvg, la Direzione centrale risorse agricole, forestali e ittiche della Regione e il Comune.
Nel corso dell’incontro sono stati forniti alcuni dati quali la produzione di latte in Friuli VG che, nel 2015, si è attestata a 2,6 milioni di quintali, dei quali il 14% è stato destinato alla produzione di Montasio, unica Dop casearia in regione, e il 10% alla produzione di formaggio Latteria, prodotto a latte crudo. Quest’ultimo è stato oggetto del monitoraggio che ha visto coinvolti l’Università degli Studi di Udine, l’Ersa, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e l’Associazione allevatori del Friuli VG.
«Alla base dell’indagine c’erano le richieste dei produttori – ha spiegato Domenico Davanzo dell’Ersa -: caratterizzare le proprie produzioni, ampliare la gamma dei prodotti riducendo i tempi di stagionatura e garantire la sicurezza dei consumatori».
È stato studiato il processo produttivo di 13 caseifici rappresentativi della regione che hanno aderito all’indagine e sono state effettuate delle prove sperimentali in laboratorio. Ne è nato un modello di valutazione del rischio finale a cui è seguito un piano di monitoraggio. È stato evidenziato come la produzione di latte crudo sia sicura e le criticità minime possono essere risolte con una standardizzazione del processo. La necessità di incrementare le percentuali di prodotti trasformati, da quelli a latte crudo al Montasio Dop, secondo l’assessore, è motivata dalla sempre maggiore richiesta dei consumatori di poter scegliere prodotti caratterizzati e peculiari.
«Percorsi di valorizzazione dei nostri prodotti tipici e della nostra Dop – ha ribadito – sono fortemente identificativi del nostro territorio e rappresentano degli strumenti importanti a supporto dei produttori. Bisogna lavorare molto con le scuole, con le Università e con gli istituti alberghieri per far conoscere i nostri prodotti. Non basta produrre un formaggio eccellente – ha concluso -, ma bisogna anche far percepire questa bontà, far capire il lavoro che c’è dietro. Queste sono alcune delle sfide che abbiamo davanti».


Pubblica un commento