Sono piemontesi le prime 50 aziende italiane aderenti al nuovo Sqn del Vitellone e scottona ai cereali

Lo comunica Asprocarne, organizzazione che gestirà in approccio collettivo l’adesione degli allevamenti all’interno della Misura 3 del Psr della Regione Piemonte


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(di Simone Mellano)

“È con un certo orgoglio che possiamo comunicare che sul territorio nazionale il Piemonte si distingue nuovamente per una sensibilità maggiore sui temi legati alla qualità nel settore zootecnico. Sono infatti 50 soci di Asprocarne i primi allevamenti in Italia ad aderire al nuovo sistema di certificazione della carne bovina, l’Sqnz (sistema di qualità nazionale in zootecnia) del Vitellone e scottona ai cereali) varato poche settimane fa dal ministero delle Politiche agricole italiano”. Con queste parole Roberto Buratto, il presidente di Asprocarne Piemonte (l’organizzazione dei produttori di bovini da carne del Piemonte), annuncia l’avvio dell’Sqn in Italia.

“Un sentito ringraziamento – prosegue il presidente – va innanzitutto ai nostri soci allevatori che come sempre hanno dimostrato la volontà di proseguire sulla strada della qualità e della trasparenza, mettendosi in gioco in prima persona per garantire il consumatore. Ci tengo poi a ringraziare i colleghi delle altre organizzazioni dei produttori riunite nel consorzio Italia Zootecnica, ed in particolare il presidente Fabiano Barbisan e il direttore Giuliano Marchesin per l’enorme lavoro svolto in questi anni per raggiungere un obiettivo così ambizioso. Ci terrei infine a citare il nostro attuale assessore all’agricoltura Giorgio Ferrero per aver creduto nel nostro progetto fin da subito e aver dato la possibilità, attraverso la proroga del bando a valere sulla Misura 3 del Psr della Regione Piemonte, agli allevatori più virtuosi di abbattere fortemente i costi di adesione al sistema Sqn grazie ai contributi previsti dalla citata Misura. Asprocarne infatti il 29 giugno u.s. ha presentato una domanda di adesione in approccio collettivo per i propri soci che attualmente è in fase di istruttoria da parte degli uffici della Regione”.

“L’obiettivo ora è proseguire il lavoro fin qui svolto – conclude Buratto – al fine di completare il percorso tracciato nell’ambito del Piano Carni Nazionale. Rimangono da completare due pilastri fondamentali: la costituzione del consorzio di tutela dell’Sqnz con la definizione del marchio nazionale “sigillo italiano” e, di conseguenza, l’istituzione dell’interprofessione nazionale della carne bovina per convogliare le risorse necessarie alla promozione del marchio, che dovrà rappresentare una produzione con i requisiti in linea alle aspettative di un consumatore che sempre più vuole conoscere origini e contenuti organolettici di quello che porta in tavola. In questo modo, per la prima volta, si riuscirà a riunire la filiera con un’identità precisa e nazionale. Come sempre lavoreremo sodo per raggiungere questi traguardi, auspichiamo che anche le rappresentanze degli altri segmenti della filiera, le organizzazioni professionali e la politica facciano altrettanto”.


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